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Rapporto Abi: prestiti in aumento

12/11/2014

Rapporto Abi: prestiti in aumento

Continuano la loro rapida discesa i tassi d'interesse per coloro i quali abbiano intenzione di accendere un mutuo per l'acquisto di una casa. Nel mese di settembre il tasso medio ha rasentato addirittura il 3%, assestandosi su percentuali bassissime sfiorate solamente in piena crisi economica, nel luglio del 2011.

I tassi di interesse sui mutui per l'acquisto di immobili stanno vivendo una decrescita in qualche modo costante, ma c'è da temere che a seguito della stipula del protocollo tra Abi e Tesoro sui fondi di garanzia per ristrutturazioni e acquisti della prima casa, il tasso medio sulle nuove operazioni di acquisto possa variare.

Secondo il rapporto Abi, quello di settembre rappresenta il risultato migliore degli ultimi due anni, con una conferma certa anche in tutta l'Eurozona.

Un quadro che ha una corrispondenza diretta anche sui tassi previsti per i finanziamenti alle imprese che continuano a registrare un calo importante.

La quota del flusso per tutti i finanziamenti a tasso fisso è rimasta assestata al 23,9%, dopo il ribasso di luglio al 20,9%. Un tasso medio sui finanziamenti alle aziende che in realtà continua a ridursi fino al 2,87% nella mensilità di settembre, valore nettamente più basso della media annuale, nonché il più basso dall'inverno 2011.

Dal Rapporto dell'Abi emerge infine che le banche che operano in Italia, nel mese di riferimento, abbiano erogato prestiti per circa 1.800 miliardi di euro, surclassando le somme raccolte dalla clientela pari a 1700 miliardi. Nello studio si legge anche che è imputabile allo stesso periodo un ulteriore miglioramento di quella che rappresenta la dinamica dei prestiti concessi dalle banche.

Intanto, continua ad aumentare quella che invece è considerata la rischiosità dei prestiti dovuta alla crisi: sofferenze lorde pari a 174 miliardi e sofferenze lorde su impieghi pari al 9,2%, un dato allarmante rispetto al 7% dell'anno precedente. Anche le sofferenze nette su impieghi totali sono salite di meno di un punto percentuale.

Quello delineato dal Rapporto dell'Associazione Bancaria Italiana è uno scenario non del tutto confortante. Ciò che però sembra non scoraggiare più di tanto gli italiani in periodo di crisi è che la situazione investa l'intera Eurozona e non solamente il nostro Paese.

A cura della Redazione
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