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Banca d’Italia: prestiti ai privati in aumento a marzo

25/05/2020
Banca d’Italia: prestiti ai privati in aumento a marzo

A marzo i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell’1,4 per cento sui dodici mesi, contro lo 0,3 del periodo precedente. In particolare, i prestiti alle famiglie sono aumentati dell’1,7 per cento sui dodici mesi (2,5 per cento in febbraio) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’1,4 per cento (erano scesi dell’1,2 per cento nel mese precedente). Lo ha reso noto Banca d’Italia, tramite la tradizionale pubblicazione mensile “Banche e moneta”.

Salgono i depositi mentre cala la raccolta obbligazionaria

Nello stesso mese i depositi del settore privato sono cresciuti del 5,7 per cento sui dodici mesi (contro il 6,2 per cento in febbraio), mentre la raccolta obbligazionaria è diminuita del 4,9 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente contro una riduzione dell’1,5 per cento registrata in febbraio. Le sofferenze sono diminuite dell’11,1 per cento sui dodici mesi (in febbraio la riduzione era stata del 17,5 per cento). La variazione, precisa la nota di Via Nazionale, può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.

Ancora una limatura per i tassi sui mutui

In marzo, in piena crisi della pandemia da coronavirus, i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie italiane per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,73 per cento, in lieve calo rispetto all’1,74 registrato in febbraio, che rappresenta il livello più basso da quanto è iniziata questa rilevazione (gennaio 2003). Ricordiamo che questo tasso, un riferimento per il mercato immobiliare, nel marzo del 2019 si collocava al 2,17%. Nello marzo i tassi d’interesse (armonizzati, Taeg) applicati sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono scesi al 7,67 per cento (dal 7,95 del mese precedente), riportandosi sui minimi segnati nel dicembre 2019 (7,60%).

Più ampia la riduzione dei saggi sui prestiti alle società

Più sensibile la flessione registrata dai tassi di interesse applicati sui nuovi prestiti alle società non finanziarie, che si sono attestati in marzo all’1,07 per cento, contro l’1,25 per cento di febbraio, che rappresenta il livello più basso dal 1995 (da quando è disponibile la serie storica). Quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,69 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,74 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,36 per cento, come in febbraio.

Nel portafoglio delle banche più titoli di Stato

Infine, per quanto riguarda i titoli in portafoglio emessi da residenti in Italia (diversi da azioni e partecipazioni), le banche italiane a tutto marzo possedevano titoli di Stato italiani per un ammontare di 395,04 miliardi di euro, in aumento del 3,5% rispetto ai 383,59 miliardi del mese precedente. Si tratta del nuovo massimo dallo scorso ottobre. Buona parte di questo portafoglio, secondo le tabelle pubblicate da Banca d’Italia, è rappresentato dai Btp (230,39 miliardi, in aumento del 4,7% dai 277,22 miliardi di febbraio). Come solito, al secondo posto di questa classifica ci sono i Cct (63,92 miliardi, +2,2% dai 62,56 miliardi del mese precedente) e i Bot (15,87 miliardi, +0,2% da 15,84 miliardi).

A cura di Fernando Mancini
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