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Conoscere i Sic e le conseguenze di essere cattivi pagatori

08/10/2019

Conoscere i Sic e le conseguenze di essere cattivi pagatori

Praticamente a chiunque è capitato di chiedere un finanziamento ma non tutti sanno che ciò comporta l'inserimento in un Sistema di informazioni creditizie (Sic). I Sic sono database in cui vengono inserite (e conservate secondo tempistiche predeterminate) le informazioni relative al consumatore e al prestito richiesto: in particolare vengono indicati importo, tipo di finanziamento, durata, puntualità o ritardo nel pagamento delle rate. Tali dati sono segnalati dall'istituto presso cui è stata presentata la richiesta e sono accessibili da ogni altro soggetto (banca o finanziaria) cui successivamente venga presentata un'altra domanda di finanziamento, ma anche per l'apertura di un conto corrente o il rilascio di una carta di credito. Il diretto interessato può accedere ovviamente ai suoi dati, mentre per tutti gli altri questi non sono accessibili e sono protetti dal Codice della privacy e, in particolare, dal Codice deontologico per i sistemi di informazioni creditizie in vigore dal 2005 (prima di tale data la principale differenza era nei tempi di conservazione delle informazioni).

Centrale dei rischi di Banca d'Italia e Sic privati

Già dal 1962 è attiva la Centrale dei rischi di Banca d'Italia, di fatto il primo Sic del nostro Paese. La particolarità rispetto agli altri database è la soglia minima di 30.000 euro per le segnalazioni, ma tutti i crediti in sofferenza, anche di cifre minori, vanno riportati alla Centrale dei rischi. In Italia operano poi società private ai cui Sic le segnalazioni da parte degli istituti finanziari sono fatte su base volontaria: sono Eurisc di Centrale rischi finanziari (Crif, società di Bologna), i Sic di Experian (azienda nata in Usa ma domiciliata a Dublino) e di Consorzio per la Tutela del Credito (Ctc, che ha sede a Milano) e la Banca dati centrale rischi (Bdcr) di Associazione italiana leasing (Assilea, di Roma, che si occupa nello specifico proprio di leasing).

Come si diventa cattivi pagatori e come scoprirlo

In seguito al rimborso in ritardo di due o più rate del prestito, il consumatore riceverà da uno dei Sic una lettera che informa della segnalazione come cattivi pagatori. Come ricorda Assoutenti è importante fare attenzione e informarsi correttamente. Esiste infatti la possibilità d'incappare in autentiche truffe da parte di agenzie che chiedono pagamenti per la cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori. Cancellazione che non può avvenire perché ottenibile solo sulla base di norme precise. In ogni caso non si finisce nei Sic come cattivi pagatori per il mancato pagamento di una bolletta dell'elettricità o del telefono. Non tutte le morosità portano alla segnalazione. Solo banche e finanziarie hanno infatti la prerogativa di comunicare con i Sic.

Che cosa comporta finire nella "lista nera" dei prestiti

Essere bollato come cattivo pagatore, finire nella "lista nera" dei prestiti ha delle conseguenze precise che non riguardano esclusivamente i prestiti veri e propri ma anche la morosità nel rimborso della carta di credito o l'emissione di assegni non coperti (che comporta però l'inserimento nel registro dei protestati). La storia creditizia di un consumatore, se macchiata da ritardi o mancati rimborsi, gli renderà impossibile ottenere prestiti, mutui o fidi sul conto corrente. Verosimilmente la carta di credito non verrà rinnovata e, quando fosse previsto dal contratto, la banca potrebbe anche decidere di ritirarla prima della scadenza. Un istituto di credito, inoltre, potrebbe anche negare l'apertura di un conto corrente a un cattivo pagatore.

Cancellarsi dal Sic e residue speranze di accesso al credito

Cancellarsi dal Sic è in realtà possibile solo nel caso il consumatore ritenga che i suoi dati non siano stati trattati in conformità alla normativa o che l’istituto di credito non li abbia segnalati correttamente: in questo caso è diritto gratuito richiederne cancellazione o modifica. Si può chiedere la rimozione delle informazioni positive, revocando il consenso al trattamento dei dati, ma non è una scelta molto logica: in assenza di dati positivi gli istituti avrebbero infatti una visione incompleta dell'affidabilità creditizia e potrebbero esserci difficoltà nell'ottenere nuovi prestiti. Il cattivo pagatore deve invece attendere la cancellazione esclusivamente in automatico secondo tempistiche (12, 24 o 36 mesi) legate all'entità dei ritardi, fino a un massimo di cinque anni dalla data di scadenza del rapporto (per eventi negativi non sanati). Un cattivo pagatore, però, ha ancora una residua speranza di ottenere un prestito, a patto che sia dipendente a tempo indeterminato di un'azienda pubblica (o di una privata ma di dimensioni medio-grandi): si tratta della cosiddetta cessione del quinto, con le rate che vengono trattenute direttamente dalla busta paga.

A cura di Raffaele Rovati
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