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Crif: +4,8 pct ricorso al credito nel primo semestre

La Mappa del Credito del primo semestre mostra un aumento del ricorso al credito degli italiani, il 4,8 pct in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel frattempo, grazie ai tassi bassi, è diminuita la rata media mensile pagata, a 333 euro. In discesa anche il tasso di default.

Pubblicato il 24/09/2020

Dall’analisi dei dati, emerge che il 41,3% della popolazione maggiorenne residente in Italia risulta avere almeno un contratto di credito rateale attivo, in aumento del 4,8% rispetto ad un anno fa. È quanto emerge dall’aggiornamento della Mappa del Credito del primo semestre 2020. L’aumento dei consumatori che hanno scelto di ricorrere a un finanziamento per sostenere i propri progetti di spesa è favorito in questa fase, secondo l’analisi offerta da Crif-Mister Credit, “da un costo del denaro ai minimi e condizioni di offerta ancora favorevoli associate a una elevata sostenibilità del debito”, come dimostra la diminuzione dell’esposizione residua e il tasso di default per il credito al dettaglio, che si è sceso nel complesso all’1,6% dall’1,9% registrato nel corso del 2019.

La rata mensile scende a 333 euro grazie a tassi bassi

A livello pro-capite, la rata media rimborsata ogni mese è pari a 333 euro (-3,2% rispetto a un anno fa ma era pari a 362 euro nel 2016), mentre l’esposizione residua – intesa come somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare in futuro per estinguere i contratti in essere – è di 32.253 euro, anch’essa in calo del -2,5% rispetto alla precedente rilevazione (da segnalare che era di 34.253 cinque anni fa). Entrambi questi indicatori, precisa una nota, risultano in contrazione non solo per il calo dei tassi e per la tendenza a privilegiare piani di rimborso più lunghi rispetto al passato, ma anche per la minore incidenza dei mutui all’interno del portafoglio delle famiglie italiane, che rappresentano il 21,4% sul totale dei loro finanziamenti attivi.

La Toscana è più esposta, in Trentino la rata più alta

I prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento, viaggi, ecc.) sono la forma tecnica con una quota più rilevante, pari al 46,2% del totale, seguiti dai prestiti personali, che vantano un’incidenza del 32,8%. L’analisi mostra che la regione con la quota più elevata di popolazione maggiorenne con almeno un rapporto di credito attivo è la Toscana (46,5% del totale), seguita da Friuli-Venezia Giulia (44,9%), Sardegna e  Lazio (entrambe con il 44,7%) e Piemonte (con il 43,6%). Infine, nel primo semestre 2020 le regioni in cui i cittadini ogni mese sostengono la rata media più elevata sono Trentino-Alto Adige, con 432 euro, Veneto e la Lombardia (entrambe con 377 euro), seguite  da Emilia-Romagna e Toscana, rispettivamente con 358 e 349 Euro.

Rubini, dalle famiglie scelte prudenti e sostenibili

La dinamica in atto nella prima metà dell’anno, ha detto Beatrice Rubini, direttore Mister Credit di Crif, è stata profondamente condizionata dal diffondersi della pandemia, con le famiglie che hanno preferito adottare un atteggiamento prudente. "Nel complesso" - ha aggiunto - "i consumatori che hanno attivato mutui o prestiti sono ulteriormente aumentati, “ma sempre ponendo grande attenzione alla sostenibilità degli impegni assunti, optando per rate mensili meno pesanti rispetto al reddito disponibile e piani di rimborso più lunghi”. Questo ha consentito di tenere sotto controllo la rischiosità, con il tasso di default che nel semestre si è mantenuto stabile anche grazie alla moratoria del Governo per la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti accesi.

A cura di: Fernando Mancini

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