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Prestiti garantiti Sace, l'identikit dell'impresa finanziabile

Pubblicato il 12/05/2020

Aggiornato il 13/05/2020

Per garantire risorse alle imprese in difficoltà per l’emergenza Covid-19, il Decreto liquidità pubblicato in Gazzetta l’8 aprile prevede per imprese piccole e grandi un plafond da 200 miliardi per attivare prestiti con garanzia Sace: società della Cassa depositi e prestiti, quindi statale, che si occupa di assicurazione e servizi finanziari per aziende che fanno export. La garanzia va dal 70 al 90%, a seconda delle dimensioni dell’azienda: la garanzia è al 90% per imprese con meno di 5mila dipendenti e un fatturato fino a 1,5 miliardi di euro; all’80% per quelle con un fatturato compreso tra 1,5 miliardi e 5 miliardi o con più di 5mila dipendenti; al 70%, infine, per le aziende con un fatturato superiore ai 5 miliardi. Il prestito, che può essere richiesto fino al 31 dicembre 2020, deve avere una durata non superiore a 6 anni con la previsione di un periodo di preammortamento di 12, 18 o 24 mesi.

Chi può accedere al prestito garantito Sace

ll prestito garantito dalla Sace può essere attivato da qualsiasi impresa, indipendentemente dalla dimensione e dal settore di attività, purché abbia sede in Italia, non fosse in difficoltà al 31 dicembre 2019, ma sia in difficoltà a causa del Covid-19 e abbia già utilizzato fino a completa capienza il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. Sono ammessi a garanzia i prestiti destinati a sostenere costi del personale, investimenti (escluse le acquisizioni di partecipazioni societarie) o capitale circolante per stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali localizzati in Italia. Ma l’impresa dovrà anche impegnarsi a non approvare la distribuzione dei dividendi o il riacquisto di azioni proprie nel 2020, come pure a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali. Poi dovrà produrre una serie di dichiarazioni che attestino il possesso dei requisiti per accedere al nuovo strumento. La documentazione prodotta dovrà, tra l’altro, dimostrare l’assenza di procedimenti e/o condanne in capo all’impresa beneficiaria per corruzione, o frode fiscale. Sarà poi necessario produrre un’autocertificazione antimafia che il soggetto finanziatore dovrà allegare alla richiesta di garanzia.

L’iter e i tempi 

Il decreto prevede una doppia procedura. Per le imprese con un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro e con meno di 5mila dipendenti e comunque per tutti i finanziamenti inferiori ai 375 milioni di euro è possibile beneficiare di un iter semplificato con la Sace che s’impegna a emettere la garanzia entro 48 ore dalla richiesta della banca. Se, invece, l'impresa ricade sopra quella soglia, scatterà una procedura ordinaria che prevede l'approvazione del prestito garantito attraverso un decreto del ministero dell'Economia, sentito lo Sviluppo economico, su proposta della Sace che effettuerà una sua istruttoria. Secondo quanto riporta il disciplinare, frutto del lavoro della task force Sace-Abi, il soggetto finanziatore dovrà procedere all’erogazione del finanziamento e alla relativa comunicazione a Sace entro 30 giorni dalla data di emissione della garanzia Sace per la procedura semplificata ed entro 45 giorni per quella ordinaria. La mancata erogazione e comunicazione entro i suddetti termini comporta la decadenza della garanzia. 

I costi della garanzia

Il costo della garanzia è a condizioni agevolate rispetto alla normale operatività e cambia a seconda delle dimensioni dell’azienda. Per i prestiti erogati alle Pmi, saranno corrisposti, in rapporto all'importo garantito:

  • 25 punti base per il primo anno;
  • 50 punti base per il 2° e il 3° anno;
  • 100 punti base per il 4°, 5° e 6° anno.

Per i finanziamenti alle imprese diverse dalle Pmi, invece, il costo sarà il seguente:

  • 50 punti base durante il primo anno;
  • 100 punti base per il 2° e il 3° anno;
  • 200 punti base per il 4°, 5° e 6° anno.

Il costo complessivo per l’impresa sarà dunque costituito dal costo del finanziamento specifico (tasso d’interesse incluso il margine), che sarà definito dalla banca o da chi eroga il credito, sommato al costo della garanzia.

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A cura di: Sofia Fraschini

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