ABI, prestiti a famiglie e imprese crescono del 2,3%
Il rapporto dell'Associazione Bancaria Italiana conferma il trend positivo, sia su base mensile che su base annua. Per le famiglie italiane è il dodicesimo mese consecutivo a segno positivo e il sesto per le imprese. Invariato il tasso medio sul totale dei prestiti.
ABI, in crescita del 2,3% i prestiti a famiglie e imprese
Il 2025 si è chiuso in positivo per quanto riguarda l'asset dei prestiti a famiglie e imprese. A metterlo nero su bianco è stato il rapporto dell'ABI di gennaio 2026 (relativo a dicembre 2025), che ha evidenziato come l'ammontare complessivo dei prestiti a famiglie e imprese sia cresciuto del 2,3% su base annua e del 2,1% su base mensile.
Viene dunque nuovamente confermato il trend positivo per i prestiti bancari: si tratta infatti del dodicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incrementoper le famiglie e il sesto meseconsecutivo in cui sono invece cresciuti i finanziamenti alle imprese. La domanda resta vivace, nonostante il quadro di incertezze che caratterizzano lo scenario globale.
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Merito anche del tasso medio sul totale dei prestiti, che non ha subito alcuna oscillazione significativa attestandosi al 3,97%. Leggermente in crescita invece il tasso medio sulle nuove operazione per l'acquisto di immobili che è stato del 3,37% (era 3,30% nel mese precedente, ma al 4,42% se guardiamo invece a dicembre 2023).
Stesso schema per il mondo delle imprese, dove il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento è stato del 3,64% (3,52% a dicembre, ma 5,45% a dicembre 2023). Il costo del denaro in questa fase resta dunque stabile, senza subire oscillazioni significative.
Cresce del 2% la raccolta complessiva
Fa registrare un aumento del 2% a dicembre 2025 anche la raccolta diretta complessiva, cioè i depositi da clientela residente e le obbligazioni, che fanno proseguire la dinamica positiva innescata a inizio 2024. Sia i depositi che le obbligazioni sono aumentati rispettivamente del 2,1% e dell'1,1% su base annua.
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La qualità del credito resta buona
A novembre 2025 i crediti deteriorati netti ammontavano a 29,7 miliardi di euro, in leggera flessione rispetto ai 30,1 miliardi di giugno e ai 31,4 miliardi di dicembre 2024. Dai 196,3 miliardi di euro del 2015, ilquadro appare oggi assai più stabile. L'incidenza complessiva era dell'1,42%, inferiore a giugno 2025, quando era all'1,46% e a dicembre 2024 quando si attestava all'1,51%.
Rassicura anche lo spread sulle nuove operazioni (cioè la differenza tra i tassi sui nuovi prestiti e la nuova raccolta) con famiglie e società non finanziarie che a dicembre 2025 si è attestato a 213 punti base.
Per riassumere
Prestiti a famiglie e imprese cresciuti del 2,3% su base annua (dicembre 2025);
Tasso medio sul totale dei prestiti stabile al 3,97%, senza oscillazioni rilevanti;
Crediti deteriorati in calo a 29,7 miliardi, resta buona la qualità del credito.
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Lieve rialzo dei tassi dei prestiti personali in Lombardia, ma le condizioni rimangono competitive. Le cessioni del quinto si confermano più convenienti, soprattutto per i pensionati che beneficiano di un calo di 17 punti base. Importi in crescita e differenze tra province.
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Le imprese agricole mostrano una minore regolarità nei pagamenti rispetto alla media nazionale. Solo il 34,1% dei pagamenti viene effettuato alla scadenza, un dato che può influenzare negativamente la liquidità e la stabilità delle aziende. Le differenze territoriali sono significative: nel Nord-Est, il 44,1% dei pagamenti è puntuale, mentre nel Sud Italia solo il 27% delle transazioni viene saldato nei tempi previsti.