⏰ In 30 secondi:
- Mercato auto europeo in crescita a febbraio: Italia +14% immatricolazioni;
- L’Italia resta indietro su veicoli elettrificati e infrastrutture di ricarica;
- Prestiti auto e incentivi favoriscono l’acquisto di nuovi veicoli.
Il mercato dell'auto in Europa mostra segni di ripresa, con l'Italia che emerge come un attore chiave grazie all'incremento significativo delle immatricolazioni. Tuttavia, il Belpaese continua a restare fanalino di coda sul fronte della diffusione di veicoli ricaricabili e nella presenza di infrastrutture di ricarica.
⏰ In 30 secondi:
Il mercato automobilistico europeo ha mostrato segni di ripresa a febbraio 2026, registrando un incremento dell’1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sono state immatricolate 979.321 auto, rispetto alle 963.297 del febbraio 2025.
È quanto rivela l’UNRAE, secondo cui nel primo bimestre dell’anno, il calo si riduce all’1,0%, con 1.940.321 unità immatricolate contro le 1.959.313 nello stesso periodo del 2025. Tuttavia, il volume resta ancora inferiore del 18,3% rispetto ai numeri pre-pandemia del 2019.
Un’analisi più dettagliata dei principali mercati europei rivela inoltre un quadro variegato. La Francia è l’unico Paese a segnare un calo, con una contrazione del 14,7% nel mese di febbraio. Al contrario, la Germania ha visto un aumento del 3,8%, il Regno Unito ha registrato un incremento del 7,2%, la Spagna ha ottenuto un +7,5%, mentre l’Italia ha avuto la migliore performance, con un sorprendente +14,0%.
Per quanto riguarda il cumulato del bimestre, la Francia ha visto un calo dell’11,1%, mentre la Germania ha perso l’1,4%. Al contrario, Spagna e Regno Unito hanno mostrato segni di crescita, rispettivamente del 4,6% e del 4,8%, e l’Italia ha registrato un incremento del 10,2%. Grazie a questi risultati, il mercato italiano si è posizionato al secondo posto in Europa sia nel mese che nel bimestre, confermando la sua crescente importanza nel panorama automobilistico europeo.
Nonostante i risultati positivi, l'Italia continua a trovarsi in una posizione sfavorevole per quanto riguarda la diffusione di veicoli ricaricabili. Nel mese di febbraio, il Belpaese ha registrato una penetrazione di veicoli elettrificati (ECV) del 16,0%, suddivisi equamente tra vetture completamente elettriche (BEV) e ibride plug-in (PHEV), entrambe all’8,0%.
Questo divario è evidente rispetto ad altri mercati europei: la Germania ha raggiunto una quota del 33,4% (BEV al 21,9%, PHEV al 11,5%), il Regno Unito ha toccato il 35,8% (BEV al 24,2%, PHEV al 11,6%), e la Francia ha registrato il 32,3% (BEV al 26,8%, PHEV al 5,5%).
Andrea Cardinali, Direttore Generale di UNRAE, sottolinea l’importanza delle auto aziendali nella transizione energetica. Queste hanno una frequenza di rinnovo quasi tripla rispetto ai veicoli privati e contribuiscono a una maggiore diffusione delle tecnologie a basse emissioni. Tuttavia, l'Italia continua a registrare una percentuale molto bassa di immatricolazioni aziendali, con una quota del 45,8%. Questo distacco è significativo rispetto agli altri Paesi europei, dove la domanda business è invece molto più alta.
La fiscalità italiana, considerata penalizzante dall’UNRAE, gioca un ruolo importante. Mentre in altri mercati europei la deducibilità dei costi è integrale, in Italia il costo deducibile è bloccato a 18.076 euro, un valore risalente al 1997. Questa situazione - denuncia l’Associazione - ostacola il rinnovamento del parco auto e la diffusione di veicoli a basse emissioni.
Un altro fattore chiave per la crescita del mercato automobilistico italiano è lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica. Attualmente, la maggior parte dei punti di ricarica si trova nelle regioni settentrionali: il Nord-Ovest e il Nord-Est coprono circa il 59-60% delle installazioni, mentre il Sud e le Isole si fermano intorno al 20%. Da qui la richiesta dell’UNRAE di pianificare una distribuzione più equilibrata delle infrastrutture di ricarica, tenendo conto delle esigenze specifiche di ciascun territorio.
In questo contesto di ripresa del mercato automobilistico, i prestiti auto hanno un ruolo fondamentale nel favorire l'acquisto di nuovi veicoli. Con l'aumento delle immatricolazioni, molti consumatori ricorrono infatti a finanziamenti per affrontare l'investimento iniziale, rendendo così più accessibili le auto, anche quelle elettrificate.
I prestiti auto offrono condizioni vantaggiose, con tassi di interesse competitivi e durate flessibili, incentivando l'acquisto di veicoli. A incoraggiare gli acquisti per i mezzi a basse emissioni ci sono anche le agevolazioni fiscali e gli incentivi governativi.
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Prestito Personale ConTe.it Prestiti | € 147,53 | 7,00% | 7 anni |
| Prestito Personale Younited | € 150,63 | 7,16% | 7 anni |
| Prestito Personale Sella Personal Credit | € 152,40 | 7,62% | 7 anni |
Secondo l’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, i prestiti per l'acquisto di un'auto si confermano tra i più richiesti, contando per il 19,3% del totale erogato nel terzo trimestre 2026. Per chi è alla ricerca di liquidità per un veicolo nuovo, ecco le soluzioni più convenienti.
Il Sud Italia sta vivendo un vero e proprio boom nelle immatricolazioni. Regioni come Sicilia e Campania hanno registrato incrementi superiori al 30%, segnalando un riequilibrio nel mercato automobilistico. Anche le richieste di finanziamento seguono questo trend, evidenziando come l'accesso al credito stia migliorando anche nelle aree storicamente meno sviluppate. Numeri ben diversi interessano le regioni del Centro-Nord.
Guardando ai primi sette mesi dell'anno, i volumi complessivi hanno raggiunto 1.060.175 unità, segnando un avanzamento dell’8,9% rispetto alle 973.471 vetture registrate nello stesso periodo del 2025. È quanto emerge dall’ultima analisi di UNRAE, che segnala, tuttavia, un divario negativo del 14,3% rispetto al medesimo periodo del 2019, evidenziando come il mercato stia recuperando, ma non abbia ancora completato il suo percorso di normalizzazione.
Nel totale del mercato europeo, le ECV coprono il 34% dello share, con le BEV al 23,3% e le PHEV al 10,7%. Escludendo i dati italiani, si nota come la quota delle BEV cresca al 25,5%, evidenziando ulteriormente il gap rispetto ad altri mercati. La situazione italiana è preoccupante, con una quota di diffusione di veicoli a ricarica elettrica che si attesta al 16,7% nei primi cinque mesi del 2026.
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