⏰ In 30 secondi:
- Credito alle imprese: +11% nel 2025, ma tasso di default medio al 3%;
- Mutui chirografari e altri prestiti guidano la crescita con un +20%;
- Tessile, Costruzioni e Trasporti: i settori con più rischio di default.
Secondo un'indagine di CRIF, nel 2025 il credito alle imprese è cresciuto dell'11% rispetto all'anno precedente. Tuttavia, il tasso di default delle Società di Capitali è aumentato toccando il 3,3%. Ecco una fotografia del settore del credito aziendale e le aspettative future.
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È un'istantanea in chiaroscuro quella scattata da CRIF tramite il suo Osservatorio sulle imprese. Una fotografia che vede il credito alle imprese aumentare dell'11% nel 2025, grazie alle migliori condizioni di accesso al credito (invertendo un trend dello stock che in passato aveva registrato una discesa).
Tuttavia, l'indagine mette in luce come il tasso di default delle Società di Capitali si sia attestato al 3,3% (+0,3% rispetto al semestre precedente), mentre quello relativo a Società di Persone e Ditte si sia fermato al 2,9%, con una media complessiva del 3%. Lo studio ha analizzato un campione di oltre 2,5 milioni di imprese elaborato sulla base del Sistema di informazioni creditizie EURISC.
A giocare un ruolo determinante in questo quadro di incertezza e rischiosità delle imprese è senza dubbio il quadro macroeconomico e geopolitico ritenuto "fortemente instabile". Scenario che, inevitabilmente, ha impattato negativamente sui costi energetici e delle materie prime, anticipando una crescita dell'inflazione che prontamente la BCE sta già cercando di tenere sotto controllo, con la recente revisione al rialzo dei tassi di interesse. E le prospettive per il 2026 sui tassi di default vedono uno scenario base intorno al 3,7%.
A sostenere la crescita degli importi nel 2025 sono stati soprattutto i mutui chirografari (cioè senza obbligo di ipoteca o garanzie), altri mutui e prestiti, che hanno registrato un +20%, seguiti a distanza da mutui ipotecari (3,2%) e prestiti auto, noleggi e leasing (3,5%). La crescita più sostenuta degli importi erogati, inoltre, ha interessato le Società di Capitali, con fatturato inferiore ai 5 milioni di euro (+15,7%).
Tessile e Abbigliamento, Costruzioni, Commercio al dettaglio e Trasporti e Logistica sono i settori specifici che evidenziano tassi di default sopra la media e importi erogati al di sotto della media. Il settore Tessile e Abbigliamento, ad esempio, registra un calo dei finanziamenti del 5,8% e tassi di default in crescita (4,8% a fine 2025).
Anche Trasporti e Logistica ha evidenziato un trend simile. Erogazioni in calo del 2,4% anche per il settore delle Costruzioni e tassi di default al 4,5% a fine 2025. Piccola eccezione, infine, quella del Commercio al dettaglio, che ha registrato una crescita delle erogazioni in linea con il totale delle Società di Capitali (+10,4%), ma un tasso di rischio che si è attestato al 4,1%.
A un maggiore rischio di default corrisponde quasi sempre una stretta creditizia da parte del mondo bancario che, per tutelarsi, potrebbe imporre politiche più stringenti e selettive con tassi di interesse maggiori o garanzie più forti, rendendo quindi i prestiti meno accessibili o più costosi, sia per le imprese che per i privati.
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La domanda di prestiti finalizzati, compresi i finanziamenti tradizionali e le formule Buy Now Pay Later, da parte dei nuclei familiari italiani mostra una crescita del 5,7% nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati rilevati da EURISC (il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie), infatti, mettono in evidenza un incremento dell'importo medio richiesto, che si attesta a 7.044 euro (+5,1%).
I prestiti bancari in Italia registrano una fase di accelerazione complessiva. È quanto emerge dal rapporto "Banche e moneta" pubblicato da Banca d'Italia e relativo al mese di agosto. I finanziamenti al settore privato mostrano tassi di crescita in progressivo aumento rispetto ai mesi precedenti, evidenziando una dinamica favorevole sia per le imprese sia per le famiglie. Ecco i numeri del rapporto.
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