Riscatto della laurea: quando conviene davvero usufruirne?
Trasformare gli anni di studio universitario in contributi utili per la pensione è possibile, ma non sempre può essere conveniente. Occorre capire come funziona il meccanismo, valutarne costi e vantaggi fiscali. Ecco quando conviene davvero e come fare domanda.
Si possono riscattare diplomi, lauree e dottorati, ma non gli anni fuori corso;
Il riscatto agevolato ha un costo fisso INPS (~6.200 €) ed è deducibile fiscalmente;
Conviene di più a chi ha iniziato a lavorare tardi: anticipa l'accesso alla pensione.
Età, reddito e situazione lavorativa sono solo alcuni degli aspetti da tenere in considerazione se si vuole usufruire del riscatto della laurea, la formula che consente di trasformare gli anni accademici in contributi utili alla propria pensione anticipandone l'accesso o, a seconda dei casi, aumentando l'importo dell'assegno previdenziale.
I titoli ammessi per il riscatto della laurea universitaria
In linea di massima, questa modalità consente di valorizzare gli anni universitari a fini pensionistici e prevede una serie di requisiti, tra cui avere un titolo di studio effettivamente conseguito.
I titoli riscattabili ai fini previdenziali sono:
diploma universitario (corso di laurea da 2 a 3 anni);
diploma di laurea triennale, quadriennale vecchio ordinamento o a ciclo unico;
laurea specialistica (non inferiore a 2 anni);
dottorato di ricerca;
titoli di studio rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale a decorrere dall'anno accademico 2005/2006;
titoli di studio conseguiti all'estero solo se rilasciati da istituti in Paesi con accordi di reciprocità con l'Italia o espressamente riconosciuti dal Ministero.
Va specificato che gli anni "fuori corso", cioè eccedenti il normale percorso di studio, non sono riscattabili. Si può, tuttavia, chiedere il riscatto anche per periodi parziali del corso di laurea nel caso in cui non si fosse interessati al riscatto totale.
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Riscatto di laurea ordinario e agevolato
Esistono principalmente due tipologie differenti di riscatto della laurea universitaria:
riscatto ordinario;
riscatto agevolato.
Il riscatto ordinario viene calcolato in percentuale sull'ultima retribuzione imponibile del lavoratore, a cui viene applicata l'aliquota del 33%. Se si ha una retribuzione annua lorda (RAL) elevata, può raggiungere cifre importanti e di conseguenza diventa un investimento considerevole per il richiedente.
Il riscatto agevolato, invece, consente di riscattare gli anni universitari con un costo fisso determinato dall'INPS e pari a circa 6.200 euro (nel 2026), con un risparmio di circa il 50% sul calcolo previsto per i lavoratori occupati (e basato sull'aliquota previdenziale IVS).
Per usufruire del riscatto agevolato, tuttavia, occorre rispettare una serie di criteri tra cui:
sono agevolabili solo periodi con calcolo contributivo (non retributivo);
si possono riscattare solo anni universitari non coperti da contribuzione.
Il riscatto agevolato è anche conveniente sotto il profilo fiscale perché è interamente deducibile, ma comporta un assegno pensionistico ridotto.
Chi volesse quindi usufruire del riscatto, ma non ha la liquidità, può trovare un aiuto nel comparatore gratuito di Segugio.it, che consente di confrontare le offerte diprestito personale individuando la soluzione più adatta alle proprie necessità.
Chi ha iniziato a lavorare prima del 1 gennaio 1996 (quindi con un sistema misto retributivo-contributivo), troverà vantaggioso riscattare la laurea, in quanto basterebbe riscattare 4 o 5 anni per poter raggiungere la soglia minima per la pensione anticipata ordinaria a prescindere dall'età anagrafica.
Chi, diversamente, ha iniziato a lavorare dopo il 1 gennaio 1996, quindi con un sistema prettamente contributivo, deve valutare con attenzione come muoversi. Se la carriera lavorativa è iniziata presto (ad esempio intorno ai 23-24 anni) i requisiti per la pensione anticipata potrebbero esserci indipendentemente dal riscatto della laurea; riscattarla pertanto aumenterebbe sì l'importo finale dell'assegno pensionistico, ma non anticiperebbe il momento della pensione.
In linea di massima, vale la regola generale che più tardi si è iniziato a lavorare dopo aver conseguito la laurea, maggiore è la probabilità che il riscatto della laurea anticipi il momento della pensione.
La richiesta per il riscatto della laurea va presentata in forma telematicasul sito dell'INPS, accedendo tramite credenziali SPID, CIE o CNS. Va specificato che lediverse gestioni previdenziali (Dipendenti pubblici INPDAP, FLDP privati, Ex Enpals) adottano metodi di calcolo differenziati e tempi di risposta per la pratica più o meno lunghi.
L'INPS ha messo a disposizione anche un simulatore per il riscatto della laurea, che consente di conoscere i vantaggi di questa scelta, a seconda dei singoli casi.
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