⏰ In 30 secondi:
- I prestiti a famiglie e imprese crescono del 2,1% a febbraio 2026;
- I crediti deteriorati sono in calo: il settore bancario è in salute;
- La BCE resta l'ago della bilancia per i tassi nei prossimi mesi.
L’ammontare complessivo dei prestiti a famiglie e imprese è cresciuto del 2,1% su base annua, proseguendo il percorso di crescita iniziato a marzo di un anno fa. Per le famiglie italiane si tratta del 14esimo mese consecutivo al rialzo. Resta stabile il tasso di interesse medio.
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Non si ferma la richiesta di prestiti da parte di famiglie e imprese. A certificarlo è il rapporto mensile di marzo 2026 (relativo a febbraio 2026) dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI), che ha registrato un +2,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Scendendo più nel dettaglio, si tratta del 14esimo mese consecutivo di crescita per le famiglie e dell'ottavo mese consecutivo in cui sono aumentati i finanzianti per le imprese. A gennaio 2026 i prestiti alle famiglie erano cresciuti rispettivamente del 2,5% e quelli alle imprese dell’1,7%.
La continua richiesta di prestiti da parte di famiglie e imprese denota una solida fiducia nel sistema economico soprattutto se si considera che il tasso medio sul totale dei prestiti che include anche i contratti sottoscritti negli anni passati, riporta l'ABI, è stato del 3,99%, perfettamente in linea con il mese precedente. Chi volesse dunque concretizzare tramite finanziamento un progetto può ancora sfruttare questo momento favorevole attivando un prestito personale.
In calo, invece, sia il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni, passato dal 3,45% di gennaio al 3,42% di febbraio, sia il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, sceso al 3,45% dal precedente 3,53%.
Al momento, quindi, il panorama sul mercato dei prestiti resta positivo, nonostante il clima di incertezza generale legato al più ampio contesto internazionale delle ultime settimane.
Nonostante queste incertezze geopolitiche, la qualità dei prestiti in Italia rimane un punto di forza. I crediti deteriorati netti sono scesi a 27,1 miliardi di euro, un valore significativamente inferiore ai 30 miliardi di settembre 2024 e ai 31,3 miliardi di dicembre 2024.
L’incidenza delle sofferenze sul totale dei prestiti è pari all’1,28%, una cifra che appare trascurabile se confrontata con il 9,8% registrato nel 2015. Questo dato è fondamentale perché dimostra che banche più sane possono permettersi di sostenere concretamente l'economia reale, mantenendo aperte le maglie del credito senza il timore di instabilità finanziaria.
Tutti questi elementi delineano un quadro di sostanziale stabilità per il medio termine. Nonostante l'ottimismo che traspare dai dati ABI, lo sguardo resta comunque fisso sulla BCE.
La Banca Centrale Europea sarà infatti l'ago della bilancia nei prossimi mesi: il bivio è se proseguire nel percorso di riduzione del costo del denaro - dando ulteriore ossigeno a famiglie e imprese - oppure congelare il trend nel caso in cui le tensioni geopolitiche internazionali dovessero tornare a spingere l'inflazione.
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Prestito Personale Younited | € 151,61 | 7,38% | 7 anni |
| Prestito Personale Crediper Crediper | € 153,14 | 7,74% | 7 anni |
| Prestito personale Mysura Standard Creditis | € 151,25 | 7,82% | 7 anni |
| Credito Flessibile Findomestic Banca | € 153,90 | 7,87% | 7 anni |
| Prestito Personale Prexta Gruppo Bancario Mediolanum | € 160,64 | 9,38% | 7 anni |
| DB EASY DIGITAL Deutsche Bank | € 161,40 | 10,85% | 7 anni |
| Prestito Compass Compass | € 178,63 | 13,42% | 7 anni |
Il mercato del credito è in crescita: il rapporto mensile ABI di luglio 2026 certifica un +2,6% per i prestiti alle famiglie. In parallelo, l'Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it rileva un leggero incremento dei tassi per i finanziamenti personali, con le migliori offerte che si attestano intorno al 6,73%.
Risparmiare è diventato difficile e ricostituire la liquidità accantonata richiede anni: così molti italiani ricorrono al prestito anche potendo pagare, pur di non toccare i risparmi. I dati di Banca d'Italia confermano già un credito in crescita per famiglie e imprese.
I prestiti finalizzati si confermano stabili, mentre il mercato registra una forte contrazione nei settori della tecnologia e dell’arredamento domestico. L'acquisto dell'auto nuova resta il motore principale del comparto dei finanziamenti finalizzati, segnando un balzo del 17,89% rispetto allo scorso anno.
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