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Bonus lavoro 2026: gli incentivi INPS per assumere giovani e donne

Arrivano le istruzioni INPS sui nuovi incentivi alle assunzioni previsti dal Decreto Lavoro 2026. I bonus sono agevolazioni che riguardano giovani, donne e imprese del Mezzogiorno e prevedono sgravi contributivi che possono arrivare fino a 800 euro mensili.

Paola Campanelli
A cura di Paola Campanelli

Esperta di mercati energetici e telefonia

scritta bonus dentro a calcolatrice vicino a penna e documenti
Bonus assunzioni 2026: sgravi INPS fino a 800 euro

⏰ In 30 secondi:

  • Il Decreto Lavoro 2026 introduce bonus assunzioni per giovani, donne e Sud;
  • Gli sgravi contributivi arrivano fino a 800 € mensili per 24 mesi;
  • Le imprese devono avere DURC regolare e garantire il "salario giusto".

L’INPS ha definito le regole operative dei nuovi bonus assunzioni previsti dal Decreto Lavoro 2026, che spiegano nel dettaglio il funzionamento degli incentivi destinati alle imprese che assumono giovani, donne e lavoratori nelle aree svantaggiate del Paese.

Si tratta di misure che mobilitano risorse per circa un miliardo di euro e puntano a rendere meno onerosa per le imprese private la creazione di rapporti di lavoro stabili, con un’attenzione particolare a tre categorie:

  • giovani under 35;
  • donne in condizioni di svantaggio occupazionale;
  • lavoratori delle aree economicamente più fragili del Paese.

Resta in attesa dell’autorizzazione della Commissione Europea il quarto incentivo, quello destinato alla stabilizzazione dei contratti a termine.

Gli strumenti introdotti dal governo, il bonus giovani, il bonus donne e il bonus ZES, saranno validi per le assunzioni effettuate nel corso del 2026 e interesseranno i datori di lavoro privati, compreso il settore agricolo. Restano invece esclusi il lavoro domestico, l’apprendistato e il lavoro intermittente.

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Bonus giovani: esonero totale per gli under 35

Tra le novità più rilevanti c’è il bonus giovani, disciplinato dalla circolare INPS n. 55 del 14 maggio 2026. L’incentivo prevede l’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni stabili di under 35 considerati “svantaggiati” o “molto svantaggiati” secondo la normativa europea.

Rientrano tra i beneficiari i giovani senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi oppure, in alcuni casi, da almeno sei mesi.

La misura coinvolge anche:

  • persone prive di diploma superiore;
  • lavoratori impiegati in settori caratterizzati da forte disparità di genere;
  • adulti con familiari a carico;
  • soggetti appartenenti a minoranze che necessitano di percorsi di integrazione professionale e linguistica.

La durata dello sgravio può arrivare fino a 24 mesi per i lavoratori molto svantaggiati, mentre si ferma a 12 mesi per le altre categorie. Il beneficio ordinario raggiunge i 500 euro mensili per ciascun assunto, ma nelle regioni della ZES Unica e in alcune aree del Centro Italia il tetto sale a 650 euro. L’importo viene inoltre riproporzionato nei casi di part-time o di contratti iniziati e terminati nello stesso mese.

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Bonus ZES: sostegno alle assunzioni nel Mezzogiorno

Il bonus ZES è stato introdotto per rafforzare l’occupazione stabile nelle regioni del Sud e nelle aree comprese nella Zona Economica Speciale unica.

La misura, illustrata dalla circolare INPS n. 56, è rivolta ai datori di lavoro privati che occupano fino a dieci dipendenti e che assumono personale non dirigente presso sedi operative situate nelle regioni interessate.

L’agevolazione riguarda i lavoratori over 35 disoccupati da almeno due anni e consiste in un esonero contributivo totale entro il limite massimo di 650 euro al mese per ogni assunto. Le regioni coinvolte sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria.

L’obiettivo della misura è sostenere il tessuto produttivo delle aree economicamente più fragili e favorire la creazione di nuova occupazione stabile in territori che da tempo registrano livelli di disoccupazione superiori alla media nazionale.

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Bonus donne: sgravi fino a 800 euro

Il terzo incentivo previsto dal Decreto Lavoro è il bonus donne, regolato dalla circolare INPS n. 57. Anche in questo caso il beneficio consiste nell’azzeramento dei contributi previdenziali per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026.

Possono accedere all’agevolazione i datori di lavoro che assumono donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi oppure da almeno 12 mesi se appartenenti a specifiche categorie svantaggiate previste dalla normativa europea.

L’incentivo può durare fino a due anni e prevede un massimale ordinario di 650 euro mensili. Per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES Unica, però, il limite massimo sale fino a 800 euro al mese, rendendo il bonus donne uno degli incentivi occupazionali più consistenti introdotti negli ultimi anni.

La maggiorazione resta valida finché la lavoratrice continua a prestare attività in una sede collocata nell’area agevolata; in caso di trasferimento fuori dalla ZES, invece, il tetto torna automaticamente a 650 euro.

Quarto bonus: la stabilizzazione dei contratti a termine

Il DL 62/2026 prevede anche un quarto strumento, disciplinato dall’articolo 4: un incentivo per la trasformazione a tempo indeterminato di contratti a termine stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026, di durata non superiore a 12 mesi, riferiti a lavoratori under 35 mai occupati stabilmente in precedenza.

L’esonero, pari al 100% dei contributi datoriali con un tetto di 500 euro mensili per 24 mesi, è però subordinato all’autorizzazione della Commissione Europea in materia di aiuti di Stato. Fino al via libera di Bruxelles, la misura non può essere applicata e l’INPS non ha ancora pubblicato le istruzioni operative.

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Decreto Lavoro: le condizioni per accedere agli sgravi

Per tutti e quattro gli incentivi, il Decreto introduce requisiti rigorosi. Le imprese devono essere in regola con i versamenti contributivi tramite il DURC, applicare i contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni più rappresentative e dimostrare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.

È inoltre vietato aver effettuato licenziamenti per motivi economici nei sei mesi precedenti o successivi all’assunzione incentivata nella stessa unità produttiva. In caso di violazione, il beneficio viene revocato con obbligo di restituzione.

Una novità significativa del decreto è il principio del “salario giusto”: per accedere agli sgravi, l’impresa deve garantire un trattamento economico complessivo (non il solo minimo tabellare, ma anche indennità ed elementi accessori) in linea con i contratti collettivi di riferimento. Le aziende che applicano accordi con retribuzioni inferiori a questo parametro restano escluse dall’intero pacchetto di agevolazioni.

Restano infine fuori dal perimetro di tutti i bonus i rapporti di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione, il lavoro domestico e i contratti di apprendistato.

Le domande per i tre bonus già operativi andranno presentate in via telematica attraverso il Portale delle Agevolazioni dell’INPS, anche se l’istituto ha precisato che le procedure di invio non sono ancora attive: codici UniEmens, modalità di recupero degli arretrati e istruzioni di compilazione saranno comunicati con un successivo messaggio.

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