Agricoltura: crescono i finanziamenti alle imprese
Il primo semestre del 2025 ha portato a un incremento dei prestiti nel settore agricolo, favorendo investimenti cruciali per la modernizzazione e la sostenibilità. Stabile il tasso di default rispetto alla fine del 2024; il dato è inoltre inferiore a quello nazionale.
Nel primo semestre del 2025, il settore agricolo italiano ha vissuto un periodo di grande fermento finanziario, con un incremento degli importi finanziati pari al 30,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questo dato, confrontato con la media delle imprese italiane che si attesta al +13%, evidenzia una differenza significativa di oltre 17 punti percentuali. A rivelarlo è l’Osservatorio di CRIF sulle imprese del settore agricolo.
Mutui e prestiti sono i finanziamenti più diffusi nel comparto agricolo
A trainare questa notevole crescita sono stati principalmente i mutui chirografari e i prestiti, che insieme rappresentano circa due terzi del totale degli importi erogati nel settore. Nello specifico, i prestiti nel comparto agricolo sono cresciuti del 33,3%, superando il +24,5% delle imprese italiane nel loro complesso. Questa diffusione dei prestiti è essenziale per permettere agli operatori del settore di affrontare le sfide quotidiane e investire nel futuro.
Le cooperative agricole, in particolare, giocano un ruolo fondamentale. Grazie al sostegno dei soci, che si sentono parte integrante dell’azienda, il rischio di default si riduce infatti notevolmente. Questo legame economico e sociale rappresenta una risorsa preziosa, soprattutto in un contesto in cui il settore è composto da circa 670.000 imprese attive.
Il settore agricolo non è infatti solo un insieme di aziende, ma un ecosistema complesso che influisce su occupazione, sostenibilità e competitività internazionale. La crescita degli importi erogati ha avuto un impatto diretto su vari aspetti, dalla modernizzazione delle strutture produttive all’adozione di tecnologie innovative.
In termini territoriali, così come si evince dall’indagine a cura di CRIF, il Sud Italia e le Isole rappresentano un'area chiave sul fronte dei finanziamenti, con una crescita degli importi finanziati del 40,6% rispetto alla media nazionale. In particolare, Sicilia e Campania si sono distinte per un incremento degli importi erogati rispettivamente del 44,3% e del 38,7%.
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Rischiosità creditizia e tassi di default nel comparto agricolo
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la rischiosità creditizia nel settore agricolo. A giugno 2025, il tasso di default per le imprese agricole si attesta al 2,2%, inferiore alla media nazionale del 3,0%.
Le cooperative agricole, in particolare, mostrano un tasso di default ancora più favorevole, pari all’1,8%. Un dato importante che evidenzia come le cooperative, grazie al loro modello di mutualità, riescano a mantenere una solidità che si traduce in una minore esposizione al rischio.
Tuttavia, non tutti i settori agricoli sono ugualmente solidi. L’Osservatorio di CRIF sulle imprese del settore agricolo rivela infatti che ci sono comparti specifici, come l’allevamento, che presentano tassi di default superiori alla media. Ciò è dovuto a fattori come i rischi sanitari, le fluttuazioni dei prezzi dei mangimi e le esigenze di investimenti significativi.
Le dinamiche dei pagamenti commerciali nel settore agricolo
Un altro aspetto cruciale è quello relativo alla dinamica dei pagamenti commerciali. Le imprese agricole mostrano una minore regolarità nei pagamenti rispetto alla media nazionale. Solo il 34,1% dei pagamenti viene effettuato alla scadenza, un dato che può influenzare negativamente la liquidità e la stabilità delle aziende.
Le differenze territoriali sono significative: nel Nord-Est, il 44,1% dei pagamenti è puntuale, mentre nel Sud Italia solo il 27% delle transazioni viene saldato nei tempi previsti. Questa situazione mette in luce le sfide specifiche che le imprese agricole devono affrontare in base alla loro localizzazione geografica.
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