⏰ In 30 secondi:
- Il mercato auto europeo cresce, ma resta sotto i livelli del 2019;
- L'Italia è ultima in Europa per diffusione di auto ricaricabili;
- L'UE punta su flotte aziendali e incentivi per l'elettrico.
Il mercato europeo dell'auto mostra segnali di ripresa, ma la transizione verso l'elettrico procede a due velocità. Mentre Regno Unito, Francia e Germania registrano quote elevate di auto ricaricabili, l'Italia rimane ultima tra i principali mercati europei.
⏰ In 30 secondi:
Il mercato europeo dell'auto prosegue il suo recupero. Ad agosto 2026 sono state immatricolate 832.637 autovetture, con una crescita del 5,3% rispetto alle 791.054 dello stesso mese del 2025.
È quanto rivela l'URAE, secondo cui il bilancio dei primi otto mesi dell'anno è ancora più significativo. Le immatricolazioni hanno raggiunto quota 9.192.528, in aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
La ripresa, tuttavia, non è ancora completa. Se il confronto viene effettuato con il 2019, anno precedente alla pandemia, il mercato registra ancora un ritardo del 15,1%. Il segnale è quindi positivo, ma non sufficiente per parlare di un ritorno ai livelli pre-pandemici.
L'industria automobilistica europea continua a fare i conti con una domanda fragile, costi elevati e una transizione tecnologica che sta modificando rapidamente le scelte di consumatori e imprese.
La crescita riguarda tutti i principali mercati europei. Ad agosto il risultato migliore è stato quello del Regno Unito, con un aumento del 13,7%. Seguono la Spagna, che cresce dell’11,8%, la Francia con il 7,4%, l’Italia con il 3,2% e la Germania con il 2,6%.
Nel cumulato gennaio-agosto la classifica cambia soltanto in parte. Il Regno Unito registra un incremento del 9,8%, seguito dall’Italia con l’8,5%, dalla Spagna con il 6,3%, dalla Germania con il 4,8% e dalla Francia con il 3%.
L'Italia si conferma così il quarto mercato per volumi nel mese di agosto, mentre mantiene il terzo posto considerando i primi otto mesi dell’anno. Una posizione importante, che però convive con una debolezza ormai evidente: il nostro Paese è ancora molto indietro nella diffusione delle auto ricaricabili.
Ad agosto la quota complessiva di auto elettriche e ibride plug-in, le cosiddette ECV, ha raggiunto in Europa il 40,5%. Le auto completamente elettriche, le BEV, rappresentano il 29,2% del mercato, mentre le ibride plug-in, le PHEV, si fermano all’11,3%.
L'Italia è invece ultima tra i cinque grandi mercati europei, con una quota ECV del 18,5%: il 6,4% è rappresentato dalle BEV e il 12,1% dalle PHEV. Il confronto è netto. Nel Regno Unito le auto ricaricabili raggiungono il 44,3%, in Francia il 44,5%, in Germania il 44,4% e in Spagna il 27,7%. Anche limitandosi alle sole auto elettriche, la distanza resta ampia: l'Italia si ferma al 6,4%, contro il 38,3% della Francia, il 32,4% della Germania e il 29,8% del Regno Unito.
Il dato cumulato conferma la difficoltà italiana. Da gennaio ad agosto la quota ECV nel nostro Paese è pari al 17,5%, con BEV all’8,1% e PHEV al 9,4%. Negli altri grandi mercati europei la situazione è molto diversa: le ECV raggiungono il 38,9% nel Regno Unito, il 37,4% in Germania, il 35,6% in Francia e il 22,7% in Spagna.
Nel complesso dell'Europa, le auto ricaricabili rappresentano il 33,7% delle immatricolazioni. La quota delle BEV è salita al 23,2%, mentre quella delle PHEV è arrivata al 10,5%. Escludendo l'Italia, la quota delle elettriche pure sale al 25,3%.
Il paradosso è evidente: l'Italia è il terzo mercato europeo per volumi cumulati, ma occupa l'ultima posizione per diffusione dei veicoli ricaricabili.
Per accelerare la transizione, l'Europa sta puntando anche sulle auto aziendali. L'Electrification Action Plan prevede, infatti, agevolazioni fiscali e tempi di ammortamento più brevi, mentre entro la fine del 2026 è attesa una raccomandazione sugli incentivi alle auto a zero emissioni.
In questa direzione si inserisce anche la proposta di regolamento Clean Corporate Vehicles, che punta a definire obiettivi nazionali per le nuove immatricolazioni aziendali a basse o nulle emissioni. Secondo la proposta condivisa dal settore automotive, una riforma triennale della fiscalità delle flotte potrebbe favorire l’immatricolazione di circa 400 mila veicoli a zero e basse emissioni tra il 2027 e il 2029, con un impegno finanziario stimato in 515 milioni di euro.
«La proposta condivisa può mobilitare gli investimenti delle imprese, accelerare il rinnovo del parco e favorire la diffusione dei veicoli a zero e basse emissioni», osserva Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE.
La domanda di auto nuove e a chilometri zero si riflette anche sul mercato dei finanziamenti. Secondo l'Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, nel periodo compreso tra aprile e settembre 2026, l'importo medio richiesto per acquistare un'auto nuova o a km 0 è stato di 15.670 euro, cioè 4.378 euro in più rispetto alla media degli altri prestiti personali richiesti sulla piattaforma.
Il prestito auto risulta inoltre particolarmente richiesto nel Nord Italia, dove la maggiore disponibilità economica e la più ampia presenza di concessionarie e imprese possono favorire il ricorso al credito.
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Credito Flessibile Findomestic Banca | € 146,20 | 7,88% | 7 anni |
| Credito Personale Agos | € 144,47 | 8,40% | 7 anni |
| Prestito Personale Sella Personal Credit | € 149,63 | 8,69% | 7 anni |
| Prestito personale Mysura Standard Creditis | € 147,83 | 8,74% | 7 anni |
Secondo l’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, i prestiti per l'acquisto di un'auto si confermano tra i più richiesti, contando per il 19,3% del totale erogato nel terzo trimestre 2026. Per chi è alla ricerca di liquidità per un veicolo nuovo, ecco le soluzioni più convenienti.
Il Sud Italia sta vivendo un vero e proprio boom nelle immatricolazioni. Regioni come Sicilia e Campania hanno registrato incrementi superiori al 30%, segnalando un riequilibrio nel mercato automobilistico. Anche le richieste di finanziamento seguono questo trend, evidenziando come l'accesso al credito stia migliorando anche nelle aree storicamente meno sviluppate. Numeri ben diversi interessano le regioni del Centro-Nord.
Guardando ai primi sette mesi dell'anno, i volumi complessivi hanno raggiunto 1.060.175 unità, segnando un avanzamento dell’8,9% rispetto alle 973.471 vetture registrate nello stesso periodo del 2025. È quanto emerge dall’ultima analisi di UNRAE, che segnala, tuttavia, un divario negativo del 14,3% rispetto al medesimo periodo del 2019, evidenziando come il mercato stia recuperando, ma non abbia ancora completato il suo percorso di normalizzazione.
Il prestito auto usata si conferma tra i finanziamenti più richiesti dagli italiani, contando per il 17,5% del totale nel secondo trimestre del 2026. Secondo l'Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, l'importo medio richiesto per questa finalità è di 11.300 euro. Scopri le migliori offerte di agosto 2026.
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