Per riassumere
- L'Ecobonus copre fino al 40% del prezzo (max 4.000 €) con rottamazione;
- Il fondo 2026 vale 30 mln €; dal 2027 gli incentivi scendono al 20-30%;
- Chi compra con il bonus non può rivendere il mezzo prima di 12 mesi.
Il bonus, finanziato attraverso un fondo da 30 milioni di euro, garantisce una copertura del 40% del prezzo di acquisto, previa rottamazione di un vecchio mezzo. Ecco tutto quello che c'è da sapere sull'agevolazione che sarà poi rinnovata fino al 2030, ma con meno contributi.
Per riassumere
L'inizio del 2026 ha portato con sé anche l'approvazione e l'entrata in vigore dell'ultima tranche dell'Ecobonus, introdotto dalla legge di Bilancio nel 2021 e precisamente destinato all'acquisto di veicoli a due ruote, tricicli e quadricicli elettrici, cioè alimentati da powertrain elettriche o anche ibride (benzina ed elettrico).
A specificarlo è stata Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), che ha fornito alcuni chiarimenti necessari relativi al quadro normativo in vigore e alle procedure finali che sono in fase di definizione.
In base a quanto comunicato, l'agevolazione prevede in particolare un contributo pari al 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 3.000 euro. Nel caso in cui sia possibile rottamare un veicolo a due ruote a motore termico in classe ambientale da Euro 0 a Euro 3, il contributo sale al 40% fino a un massimo di 4.000 euro totali.
L'agevolazione è destinata sia a persone fisiche sia a società, con un limite massimo di 500 veicoli intestabili al medesimo codice fiscale o partita IVA. La domanda per l'Ecobonus dovrà essere inoltrata presentando richiesta tramite il sito ufficiale, domanda che sarà poi gestita da Invitalia.
Se per quest'ultima tranche di contributi il fondo ammonta a circa 30 milioni di euro complessivi, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha spiegato che è previsto un ulteriore stanziamento di 90 milioni di euro per rifinanziare l'Ecobonus per il periodo 2027-2030.
Il nuovo pacchetto, tuttavia - che dovrà comunque prevedere l'approvazione di un decreto specifico da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri - vedrà una riduzione degli incentivi nelle sue percentuali e sarà così suddiviso:
A partire dal prossimo anno, inoltre, non potranno accedere al bonus tutte le società che esercitano attività di produzione, importazione, distribuzione e commercio di ciclomotori, motoveicoli, quadricicli, autoveicoli e rimorchi.
Allo stesso modo chi comprerà un veicolo beneficiando del bonus non potrà rivenderlo prima di 12 mesi, pena la perdita del vantaggio e la conseguente richiesta di rimborso dell'agevolazione ottenuta.
Anche se l'incentivo previsto ammonta a 3.000-4.000 euro, il costo di un veicolo elettrico a due ruote è decisamente più elevato, ragione per cui potrebbe essere necessario, per chi non dispone della liquidità immediata, valutare una forma di finanziamento per diluire la spesa nel tempo.
Molte finanziarie inoltre prevedono tassi agevolati per chi acquista veicoli a zero emissioni. Chi invece sta valutando un investimento più ampio nella mobilità sostenibile – ad esempio passando direttamente a un'auto elettrica o ibrida – può orientarsi verso soluzioni dedicate come i prestiti auto, che consentono di coprire l'intero costo del veicolo e di restituire l'importo a rate. In tal senso, è possibile affidarsi al comparatore gratuito di Segugio.it, che permette di confrontare le migliori offerte di prestito auto proposte dalle banche partner.
Stesso discorso avviene per l'assicurazione del mezzo, in quanto le assicurazioni moto e le assicurazioni ciclomotore per veicoli elettrici godono spesso di costi inferiori rispetto ai modelli termici della stessa tipologia. Anche in questo caso, su Segugio.it è possibile individuare in pochi clic la polizza più adatta al proprio profilo confrontando decine di compagnie assicurative.
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Il diesel è rimasto al primo posto con il 39,2% dei trasferimenti netti di luglio, seguito dalla benzina al 37,5%. Le ibride hanno raggiunto il 13%, mentre GPL e metano si sono fermati rispettivamente al 5,4% e all’1,9%. Ancora più contenute le quote di plug-in hybrid ed elettriche pure: 1,7% e 1,2%. Nel cumulato gennaio-luglio, le ibride hanno raggiunto il 12,4%, confermando una crescita rispetto al passato.
Ad agosto la quota complessiva di auto elettriche e ibride plug-in, le cosiddette ECV, ha raggiunto in Europa il 40,5%. Le auto completamente elettriche, le BEV, rappresentano il 29,2% del mercato, mentre le ibride plug-in, le PHEV, si fermano all'11,3%. L'Italia è ultima tra i cinque grandi mercati europei, con una quota ECV del 18,5%: il 6,4% è rappresentato dalle BEV e il 12,1% dalle PHEV. Il confronto è netto.
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