⏰ In 30 secondi:
- Resta ampio il divario tra tassi sui prestiti e rendimenti dei depositi;
- Le PMI accedono al credito a tassi medi superiori alle grandi imprese;
- I comparatori online aiutano a individuare prestiti con TAEG più contenuti.
Secondo un'analisi di Unimpresa, nei primi mesi del 2026 resta ampio il divario tra i tassi applicati ai prestiti per famiglie e PMI e la remunerazione dei depositi bancari. A marzo il credito al consumo presenta un TAEG medio del 10,34%, mentre i conti correnti rendono in media lo 0,29%.
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Il divario tra il costo del credito e la remunerazione dei risparmi torna al centro dell'attenzione. Secondo un'analisi del Centro Studi di Unimpresa, nei primi mesi del 2026 famiglie e piccole imprese continuano a pagare tassi elevati per accedere ai finanziamenti, mentre i depositi bancari rendono sempre meno. Un quadro che racconta una trasmissione soltanto parziale e selettiva dei tagli decisi negli ultimi due anni dalla Banca Centrale Europea.
Il dato più rilevante riguarda il credito al consumo: a marzo 2026, il TAEG medio applicato ai finanziamenti alle famiglie si è attestato al 10,34%, quasi invariato rispetto al 10,50% di gennaio 2025. In oltre un anno il calo è stato di appena 0,16 punti percentuali, nonostante il progressivo allentamento della politica monetaria europea. Dopo essere sceso sotto la soglia del 10% a dicembre 2025, il costo del credito al consumo è tornato rapidamente sopra la doppia cifra nei primi mesi dell'anno.
Anche il mercato dei mutui casa mostra una trasmissione solo parziale degli scorsi tagli della BCE: il TAEG sui finanziamenti per l'acquisto della casa si è attestato al 3,81% a marzo 2026, dopo una fase di lieve riduzione seguita da una risalita che lo aveva portato al 3,87% tra gennaio e febbraio.
Sul fronte imprese, il differenziale legato alla dimensione aziendale resta marcato. I prestiti fino a un milione di euro, principale fonte di finanziamento per le piccole e medie imprese, hanno registrato un tasso medio del 4,18% a marzo 2026, dopo aver toccato un minimo del 3,95% nell'agosto 2025.
Le imprese di maggiori dimensioni, invece, accedono a condizioni decisamente più favorevoli: i finanziamenti oltre il milione di euro hanno un tasso medio del 2,99%, circa 1,2 punti percentuali in meno rispetto a quanto pagano le PMI. Un divario che conferma come la dimensione aziendale resti un fattore determinante nell'accesso a condizioni creditizie vantaggiose.
Sul lato opposto del bilancio, la remunerazione della raccolta si è mossa con maggiore rapidità. I depositi complessivi di famiglie e imprese hanno reso in media lo 0,65%, in calo rispetto allo 0,85% di gennaio 2025.
Ancora più contenuto il rendimento dei conti correnti, fermo allo 0,29%, contro lo 0,41% dell'inizio dello scorso anno. Anche i depositi vincolati hanno visto ridursi sensibilmente la propria redditività, passando dal 3,14% di gennaio 2025 al 2,45% attuale, con una diminuzione di 0,69 punti in poco più di un anno.
Il confronto tra quanto le banche riconoscono ai risparmiatori e quanto chiedono a famiglie e imprese evidenzia margini ancora ampi: tra il rendimento dello 0,29% dei conti correnti e il 10,34% del credito al consumo la differenza supera i 10 punti percentuali. Lo spread tra la remunerazione media dei depositi (0,65%) e il costo dei prestiti alle PMI (4,18%) è di 3,53 punti, mentre per le grandi imprese si ferma a 2,34 punti.
Per Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa, si tratta di una dinamica ormai consolidata: la discesa dei tassi ufficiali ha prodotto benefici immediati per le banche sul lato della raccolta, ma non si è tradotta in un analogo alleggerimento del costo del credito per famiglie e piccole imprese. La riduzione dei rendimenti riconosciuti ai risparmiatori è stata rapida e generalizzata, mentre quella applicata ai prestiti è risultata più lenta e incompleta.
Le rilevazioni più recenti dell'Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it raccontano una fotografia diversa da quella complessiva del sistema bancario tradizionale. Se il TAEG medio del credito al consumo resta sopra la doppia cifra secondo l'analisi di Unimpresa, sul fronte della comparazione online, i prestiti personali hanno mostrato negli ultimi mesi un trend in discesa, con le migliori soluzioni che si sono attestate nel secondo trimestre di questo anno al 6,76%, contro una media rilevata dei prestiti online dell’8,14% lungo il corso del 2026, dunque sensibilmente più contenuti.
Chi ha bisogno di un finanziamento ha strumenti concreti per tagliare i costi: confrontare più proposte attraverso comparatori online, verificando sempre il TAEG a parità di importo e durata, resta lo strumento più immediato per individuare le condizioni più vantaggiose.
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Prestito Personale Younited | € 151,61 | 7,38% | 7 anni |
| Prestito Personale Crediper Crediper | € 151,91 | 7,48% | 7 anni |
| Prestito personale Mysura Standard Creditis | € 151,25 | 7,82% | 7 anni |
| Credito Flessibile Findomestic Banca | € 153,90 | 7,87% | 7 anni |
| Credito Personale Agos | € 154,53 | 8,69% | 7 anni |
| Prestito Personale Prexta Gruppo Bancario Mediolanum | € 160,64 | 9,38% | 7 anni |
| DB EASY DIGITAL Deutsche Bank | € 161,40 | 10,85% | 7 anni |
| Prestito Compass Compass | € 178,63 | 13,42% | 7 anni |
Risparmiare è diventato difficile e ricostituire la liquidità accantonata richiede anni: così molti italiani ricorrono al prestito anche potendo pagare, pur di non toccare i risparmi. I dati di Banca d'Italia confermano già un credito in crescita per famiglie e imprese.
I prestiti finalizzati si confermano stabili, mentre il mercato registra una forte contrazione nei settori della tecnologia e dell’arredamento domestico. L'acquisto dell'auto nuova resta il motore principale del comparto dei finanziamenti finalizzati, segnando un balzo del 17,89% rispetto allo scorso anno.
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