Beni durevoli: consumi giù, ma credito ancora dinamico
Le difficoltà della congiuntura penalizzano il mercato dei beni di consumo, ma il credito al consumo conferma la sua centralità nel sostenere la spesa. Nel 2025, secondo l’Osservatorio Findomestic, la spesa delle famiglie italiane per auto, elettrodomestici, mobili ed elettronica registra una contrazione del 2,4%.
Dopo quattro anni di crescita sostenuta, il mercato dei beni durevoli rallenta, mentre il settore dei finanziamenti resta dinamico. Nel 2025, secondo l’Osservatorio Findomestic, la spesa delle famiglie italiane per auto, elettrodomestici, mobili ed elettronica registra una contrazione del 2,4%.
Un’inversione di tendenza che riflette un contesto economico più complesso e un cambiamento nelle priorità di consumo. Una frenata che arriva dopo un lungo periodo di recupero post-pandemico e che fotografa un Paese più prudente, alle prese con prezzi elevati e maggiore incertezza.
Prezzi più alti e potere d’acquisto sotto pressione
Alla base del rallentamento non c’è solo la minore propensione alla spesa, ma soprattutto l’effetto dell’inflazione accumulata negli ultimi anni. Dal 2019 a oggi, i prezzi medi dei beni durevoli sono cresciuti di circa il 20%, un aumento che ha progressivamente eroso il potere d’acquisto delle famiglie.
Nel 2025, pur in presenza di volumi in calo, la spesa complessiva resta elevata proprio perché il livello dei prezzi rimane alto. È il segno di un mercato che non torna ai valori pre-Covid, ma si stabilizza su un nuovo equilibrio, più oneroso per i consumatori.
Beni durevoli: auto e moto guidano la discesa
Il comparto più colpito è quello di auto e moto, che rappresenta oltre la metà del mercato dei beni durevoli. Le vendite scendono del 5,7%, complice il rallentamento delle immatricolazioni di nuove vetture e l’attesa di molte famiglie nel capire come evolveranno incentivi, normative ambientali e prezzi.
L’usato continua a svolgere un ruolo importante, ma non basta a compensare la debolezza del nuovo. Il risultato è un mercato più frammentato, in cui la sostituzione del veicolo viene spesso rimandata.
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Consumi domestici prudenti, quelli per la tecnologia selettivi
Anche i consumi legati alla casa mostrano segnali di cautela. Il mercato dei mobili si attesta intorno ai 16,5 miliardi di euro, con volumi in calo e prezzi sostanzialmente stabili. Dopo il boom legato ai bonus edilizi e alla riorganizzazione degli spazi domestici durante la pandemia, la domanda torna su livelli più fisiologici.
Diverso l’andamento di alcuni segmenti tecnologici: l’elettronica di consumo e gli elettrodomestici registrano andamenti differenziati, con una maggiore tenuta per i prodotti ad alta efficienza energetica e per quelli legati alla connettività e alla vita digitale.
Il credito al consumo resta un pilastro
Il quadro che emerge è quello di famiglie che spendono in modo più selettivo. Gli acquisti impulsivi diminuiscono, mentre cresce l’attenzione al rapporto qualità-prezzo, ai costi di gestione nel tempo e alla durata dei prodotti. In un contesto di redditi reali sotto pressione, i beni durevoli tornano a essere scelte ponderate, spesso precedute da confronti online e valutazioni approfondite.
Nonostante la frenata dei consumi, il credito al consumo continua a svolgere un ruolo centrale. Secondo l’Osservatorio, nel confronto con il 2019 i volumi finanziati risultano in crescita, segno che prestiti finalizzati e rateizzazione restano strumenti chiave per sostenere acquisti importanti.
La rata mensile diventa una leva decisiva per rendere accessibili beni dal costo sempre più elevato, soprattutto in un contesto di tassi ancora superiori ai livelli pre-2022. Per le famiglie, però, aumenta la necessità di valutare con attenzione durata, TAN e TAEG, per evitare di appesantire eccessivamente il bilancio domestico.
Prospettive di ripresa graduale e selettiva
La prudenza che emerge dal mercato dei beni durevoli riflette un atteggiamento più generale. Le famiglie italiane cercano di mantenere un equilibrio tra spese correnti e risparmio ed evitare il sovraindebitamento, in un contesto segnato da incertezza geopolitica, transizione energetica e cambiamenti nel mercato del lavoro. Rimandare un acquisto, scegliere un prodotto meno costoso o dilazionare il pagamento diventa parte di una strategia di gestione finanziaria più consapevole.
Guardando ai prossimi mesi, le prospettive restano caute. Una ripresa dei consumi di beni durevoli appare possibile solo a fronte di una maggiore stabilità dei prezzi, di un miglioramento del reddito disponibile e di condizioni di credito più favorevoli.
Nel frattempo, il mercato sembra avviarsi verso una fase di normalizzazione, in cui non conterà tanto tornare ai volumi record del passato, quanto intercettare bisogni più mirati e accompagnare i consumatori con strumenti finanziari trasparenti e sostenibili.
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