⏰ In 30 secondi:
- Il Bonus Mamme 2026 vale 60 euro al mese, fino a 720 euro annui;
- Spetta con almeno 2 figli e redditi da lavoro fino a 40.000 euro annui;
- La domanda va presentata all’INPS; il pagamento è previsto a dicembre 2026.
L’INPS ha pubblicato le istruzioni operative per l’accesso al nuovo bonus mamme 2026. Il contributo passa da 40 a 60 euro al mese fino a un massimo di 12 mensilità e 720 euro all'anno. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla misura, in attesa dell'esonero contribuito previsto nel 2027.
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Con la circolare n.106 del 16 ottobre 2026, l’INPS ha pubblicato le istruzioni operative e contabili per l’accesso al nuovo Bonus Mamme 2026. La misura, di fatto, continua il sostegno già erogato nel 2025, in attesa che nel 2027 entri in vigore l’esonero contributivo parziale.
La principale novità del 2026 riguarda l’incremento del contributo mensile, che passa da 40 a 60 euro. L’importo viene riconosciuto per ciascun mese o frazione di mese in cui risulta attivo il rapporto di lavoro o l’attività autonoma, fino a un massimo di 12 mensilità e per un totale complessivo di 720 euro annui. La misura è finanziata con uno stanziamento statale complessivo pari a 630 milioni di euro.
Per accedere al contributo è necessario soddisfare specifici requisiti familiari alla data del primo gennaio 2026 o entro il 31 dicembre 2026:
Rientrano nel computo anche i figli adottati o in affidamento pre-adottivo. Se il requisito si perfeziona nel corso dell’anno, il diritto decorre dal mese in cui si verifica la condizione.
La platea delle beneficiarie della misura statale comprende le lavoratrici dipendenti sia pubbliche che private, inclusi i contratti intermittenti e in somministrazione (sono invece esclusi i rapporti di lavoro domestico) e le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni obbligatorie, alle casse professionali o alla gestione separata dell'INPS.
Sul piano reddituale, la somma dei redditi da lavoro rilevanti ai fini fiscali per il 2026 non deve superare i 40.000 euro annui.
Per le lavoratrici con tre o più figli assunte a tempo indeterminato (inclusi gli apprendistati), il bonus non spetta nei mesi in cui opera l’esonero contributivo al 100% (IVS) previsto dalla legge n. 213/2023. L'eventuale trasformazione del contratto a tempo indeterminato fa decadere il diritto al bonus dal mese stesso della variazione.
Il contributo non viene erogato automaticamente: le dirette interessate dovranno presentare domanda tramite i servizi telematici dell’INPS, i patronati o il contact center. Nella circolare si legge che "la data di apertura del servizio per la presentazione delle domande sarà comunicata dall’Istituto con successivo messaggio".
In fase di richiesta occorrerà dichiarare il possesso dei requisiti, inserire i dati dei figli, allegare la documentazione richiesta e indicare la modalità di accredito. L'INPS effettuerà verifiche automatizzate: in caso di rigetto o accoglimento parziale, sarà possibile inoltrare ricorso telematico per il riesame. Tutte le mensilità maturate nel 2026 verranno corrisposte in un’unica soluzione a dicembre 2026. La somma non è imponibile ai fini fiscali e contributivi e non rileva per il calcolo dell’ISEE.
Chi non dovesse rientrare nei requisiti del contributo, può valutare l'opzione del prestito personale per sostenere le spese più importanti da dover affrontare. In questo senso, il comparatore gratuito di Segugio.it rappresenta uno strumento utile tramite cui confrontare le migliori offerte di prestito personale e individuare la soluzione più conveniente, a seconda delle proprie necessità, in un ventaglio di proposte fornito dai principali istituti di credito partner.
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Il diesel è rimasto al primo posto con il 39,2% dei trasferimenti netti di luglio, seguito dalla benzina al 37,5%. Le ibride hanno raggiunto il 13%, mentre GPL e metano si sono fermati rispettivamente al 5,4% e all’1,9%. Ancora più contenute le quote di plug-in hybrid ed elettriche pure: 1,7% e 1,2%. Nel cumulato gennaio-luglio, le ibride hanno raggiunto il 12,4%, confermando una crescita rispetto al passato.
Le famiglie italiane possono accedere a diversi sostegni anche nel 2026. Il contributo per il nido varia in base all'anno di nascita del bambino, mentre per i nuovi nati è previsto un aiuto una tantum. Per le madri lavoratrici conta invece il reddito da lavoro.
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