⏰ In 30 secondi:
- Il montante contributivo per le pensioni dal 2027 sarà rivalutato del 6,3359%.
- Per le pensioni già in pagamento si stimano aumenti tra il 2,7% e il 3,1%.
- Un assegno più alto può aumentare la quota cedibile nella cessione del quinto.
Dal 2027 le pensioni crescono su due fronti: il montante contributivo è rivalutato del 6,3359%, record degli ultimi anni, mentre gli assegni in pagamento si adeguano all’inflazione con aumenti stimati tra il 2,7% e il 3,1%. Vediamo gli scaglioni e le scadenze da annotare.
⏰ In 30 secondi:
Per oltre dieci anni i contributi versati dagli italiani sono cresciuti a passo lento, frenati da un’economia in difficoltà, fino a produrre pensioni più basse di un quinto rispetto alle previsioni, ma con il nuovo anno la tendenza sta per invertirsi.
Il montante contributivo viene rivalutato del 6,3359%, mentre gli assegni già in pagamento si preparano a un nuovo adeguamento al costo della vita.
Il Ministero del Lavoro, sulla base di una nota Istat, ha ufficializzato il tasso annuo di capitalizzazione 2026: i contributi accumulati fino alla fine del 2025 saranno rivalutati del 6,3359%. Il dato riguarda le pensioni liquidate dal 2027 con il sistema contributivo o con quello misto. In quest’ultimo la quota contributiva pesa di più per chi ha iniziato a lavorare in anni più vicini al 1995, l’anno della riforma Dini.
Il principio è quello di un salvadanaio contabile. Ogni anno i contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro vengono accantonati e rivalutati in base alla crescita media del PIL nominale dei cinque anni precedenti, in questo caso il periodo 2021-2025.
Al momento del pensionamento, il montante rivalutato fino al penultimo anno viene sommato ai contributi dell’ultimo anno. Il totale viene poi moltiplicato per il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età di uscita: più è alto il montante, più è alto l’assegno.
Il valore del 2026 è il più elevato degli ultimi anni e prosegue una fase di crescita iniziata nel 2022, quando il tasso si era fermato allo 0,9973%. L’anno prima era risultato addirittura negativo: la legge lo aveva neutralizzato per non ridurre i contributi già accumulati, recuperando la differenza sull’aumento successivo.
Proprio il legame con il Pil spiega il divario con le attese. Le proiezioni standard si basano su una crescita reale dell’1,5% annuo, un ritmo che l’economia italiana raramente ha raggiunto, soprattutto dal 2011 in poi. È da qui che nasce lo scarto di circa il 20% tra le pensioni contributive previste e quelle effettivamente maturate.
Per gli assegni già in pagamento entra in gioco la perequazione. Questa segue l’indice FOI dell’Istat, che misura i prezzi per le famiglie di operai e impiegati. Le stime per il 2027 si collocano tra il 2,8% e il 3,1%, con l’Anap Confartigianato che indica un’ipotesi più prudente del 2,7%. Il riferimento è un’inflazione acquisita ad agosto del 2,9%.
L’aumento procede per scaglioni:
In concreto, gli incrementi saranno:
Sono però cifre lorde. Sull’incremento incidono imposte e detrazioni, per cui la somma che arriverà davvero sul conto sarà inferiore.
La percentuale ufficiale degli adeguamenti sarà fissata dal decreto del ministero dell’Economia, atteso nella seconda metà di novembre, con gli importi aggiornati che saranno erogati da gennaio 2027 in via provvisoria, mentre l’eventuale conguaglio, che allineerà gli assegni al dato definitivo, è atteso per l’anno successivo. Sul risultato finale peseranno anche le scelte della legge di Bilancio sul sistema di perequazione.
Per chi percepisce il trattamento minimo, oggi pari a 611,85 euro, il quadro è meno lineare. Con un adeguamento del 2,9% l’importo base salirebbe a circa 629,59 euro. Il 31 dicembre 2026, però, scade la maggiorazione aggiuntiva dell’1,3%: senza una proroga, parte del beneficio verrebbe assorbita.
Resta poi aperto il dibattito sull’indice di riferimento. Secondo l’Anap Confartigianato, in dieci anni i beni di prima necessità sono rincarati di quasi il 36,7%. Nello stesso periodo le pensioni rivalutate al 100% del FOI sono cresciute del 25,6%, con una perdita di potere d’acquisto stimata tra il 10% e l’11%.
L’associazione propone due strade: agganciare la rivalutazione all’inflazione certificata dall’Istat, oppure introdurre un paniere specifico per gli anziani, con un peso maggiore per cibo, bollette e spese sanitarie.
C’è un aspetto della rivalutazione che dovrebbe considerare chi è in pensione e sta pensando di richiedere un prestito con la formula della cessione del quinto: un assegno più alto apre anche nuove possibilità di accesso al credito.
Con la cessione del quinto la rata viene trattenuta direttamente sulla pensione e non può superare un quinto dell’importo netto. Il tasso resta fisso per tutta la durata e la copertura assicurativa è obbligatoria per legge.
Proprio perché la rata massima dipende dall’assegno netto, l’aumento di gennaio può ampliare la quota cedibile e quindi la somma che è possibile ottenere. Può essere un aiuto per affrontare una spesa importante, sostituire l’auto o ristrutturare casa senza intaccare i risparmi.
Il momento migliore per valutarlo è dopo il primo cedolino del 2027, quando l’aumento sarà effettivo e la quota cedibile potrà essere ricalcolata. Le condizioni, però, cambiano molto da un istituto all’altro, e anche pochi decimi di TAEG pesano sul costo totale.
Per questo conviene consultare le offerte prima di decidere: su Segugio.it si possono confrontare gratuitamente le proposte di cessione del quinto della pensione di banche e finanziarie partner, individuando in pochi minuti quella con il costo più basso per il proprio profilo.
La cessione del quinto prevede che la rata sia trattenuta direttamente dalla busta paga e non possa superare un quinto dello stipendio netto. Per ottenere il finanziamento sono rilevanti la stabilità del rapporto di lavoro e le caratteristiche dell’azienda, chiamata a effettuare il versamento delle rate.
Secondo i dati dell'Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, nel periodo compreso tra maggio e ottobre 2026 le richieste di cessione del quinto presentate dai pensionati hanno rappresentato il 23,26% del totale delle domande elaborate sul portale. A crescere negli ultimi mesi anche le richieste provenienti dagli impiegati pubblici e statali.
Nel semestre aprile-settembre 2026, secondo l’ultimo Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, le richieste di cessione del quinto da parte di dipendenti pubblici e statali hanno rappresentato il 24,37% del totale delle domande effettuate sul portale, confermando l'alta attrattiva di questa formula di finanziamento.
Con un messaggio dedicato lo scorso 30 giugno, l'INPS ha aggiornato i tassi di interesse soglia relativi al terzo trimestre 2026 per la cessione del quinto della pensione. Le soglie in questione, che costituiscono di fatto il tetto massimo che una banca può applicare ai pensionati che attivano la cessione del quinto, valgono per i mesi di luglio, agosto e settembre 2026.
La cessione del quinto è una forma di prestito personale prevista dal DPR 180 del 1950, che regola tutti gli aspetti del credito. Il pagamento delle rate, nella misura massima del quinto della retribuzione, è a carico del datore di lavoro che le trattiene dalla busta paga.
L'offerta dei prodotti finanziari nel settore del credito a breve e medio termine non si esaurisce con il prestito personale e la cessione del quinto. Vediamo in questa guida quali sono le altre proposte del mercato.