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Pensioni 2027 più alte: ecco di quanto aumenteranno gli assegni

Dal 2027 le pensioni crescono su due fronti: il montante contributivo è rivalutato del 6,3359%, record degli ultimi anni, mentre gli assegni in pagamento si adeguano all’inflazione con aumenti stimati tra il 2,7% e il 3,1%. Vediamo gli scaglioni e le scadenze da annotare.

Paola Campanelli
A cura di Paola Campanelli

Esperta di prodotti finanziari

rivalutazioni pensioni 2027
Pensioni, nel 2027 scatta la doppia rivalutazione

⏰ In 30 secondi:

  • Il montante contributivo per le pensioni dal 2027 sarà rivalutato del 6,3359%.
  • Per le pensioni già in pagamento si stimano aumenti tra il 2,7% e il 3,1%.
  • Un assegno più alto può aumentare la quota cedibile nella cessione del quinto.

Per oltre dieci anni i contributi versati dagli italiani sono cresciuti a passo lento, frenati da un’economia in difficoltà, fino a produrre pensioni più basse di un quinto rispetto alle previsioni, ma con il nuovo anno la tendenza sta per invertirsi.

Il montante contributivo viene rivalutato del 6,3359%, mentre gli assegni già in pagamento si preparano a un nuovo adeguamento al costo della vita.

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Per chi va in pensione dal 2027 di quanto cresce il montante?

Il Ministero del Lavoro, sulla base di una nota Istat, ha ufficializzato il tasso annuo di capitalizzazione 2026: i contributi accumulati fino alla fine del 2025 saranno rivalutati del 6,3359%. Il dato riguarda le pensioni liquidate dal 2027 con il sistema contributivo o con quello misto. In quest’ultimo la quota contributiva pesa di più per chi ha iniziato a lavorare in anni più vicini al 1995, l’anno della riforma Dini.

Il principio è quello di un salvadanaio contabile. Ogni anno i contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro vengono accantonati e rivalutati in base alla crescita media del PIL nominale dei cinque anni precedenti, in questo caso il periodo 2021-2025.

Al momento del pensionamento, il montante rivalutato fino al penultimo anno viene sommato ai contributi dell’ultimo anno. Il totale viene poi moltiplicato per il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età di uscita: più è alto il montante, più è alto l’assegno.

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Pensioni 2027: perché cresce il montante contributivo?

Il valore del 2026 è il più elevato degli ultimi anni e prosegue una fase di crescita iniziata nel 2022, quando il tasso si era fermato allo 0,9973%. L’anno prima era risultato addirittura negativo: la legge lo aveva neutralizzato per non ridurre i contributi già accumulati, recuperando la differenza sull’aumento successivo.

Proprio il legame con il Pil spiega il divario con le attese. Le proiezioni standard si basano su una crescita reale dell’1,5% annuo, un ritmo che l’economia italiana raramente ha raggiunto, soprattutto dal 2011 in poi. È da qui che nasce lo scarto di circa il 20% tra le pensioni contributive previste e quelle effettivamente maturate.

Per chi è già in pensione c'è l’adeguamento al costo della vita

Per gli assegni già in pagamento entra in gioco la perequazione. Questa segue l’indice FOI dell’Istat, che misura i prezzi per le famiglie di operai e impiegati. Le stime per il 2027 si collocano tra il 2,8% e il 3,1%, con l’Anap Confartigianato che indica un’ipotesi più prudente del 2,7%. Il riferimento è un’inflazione acquisita ad agosto del 2,9%.

L’aumento procede per scaglioni:

  • 100% dell'aumento: la piena rivalutazione si applica agli importi fino ai 2.447,40 euro lordi mensili (4 volte il trattamento minimo). Il trattamento minimo INPS dovrebbe salire da 611,85 euro a circa 629,59-629,60 euro;
  • 90% dell'aumento: si applica alla quota compresa tra 2.447,40 euro e 3.059,25 euro (tra 4 e 5 volte il trattamento minimo);
  • 75% dell'aumento: si applica per le quote di pensione oltre 3.059,25 euro (oltre le 5 volte il trattamento minimo).

In concreto, gli incrementi saranno:

  • pensione da 1.000 euro lordi: aumento compreso tra 28 e 31 euro al mese;
  • pensione da 2.000 euro lordi: aumento compreso tra 56 e 62 euro al mese.

Sono però cifre lorde. Sull’incremento incidono imposte e detrazioni, per cui la somma che arriverà davvero sul conto sarà inferiore.

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Pensioni 2027: quando scattano gli aumenti e il conguaglio

La percentuale ufficiale degli adeguamenti sarà fissata dal decreto del ministero dell’Economia, atteso nella seconda metà di novembre, con gli importi aggiornati che saranno erogati da gennaio 2027 in via provvisoria, mentre l’eventuale conguaglio, che allineerà gli assegni al dato definitivo, è atteso per l’anno successivo. Sul risultato finale peseranno anche le scelte della legge di Bilancio sul sistema di perequazione.

Il nodo delle pensioni minime e dell’indice FOI

Per chi percepisce il trattamento minimo, oggi pari a 611,85 euro, il quadro è meno lineare. Con un adeguamento del 2,9% l’importo base salirebbe a circa 629,59 euro. Il 31 dicembre 2026, però, scade la maggiorazione aggiuntiva dell’1,3%: senza una proroga, parte del beneficio verrebbe assorbita.

Resta poi aperto il dibattito sull’indice di riferimento. Secondo l’Anap Confartigianato, in dieci anni i beni di prima necessità sono rincarati di quasi il 36,7%. Nello stesso periodo le pensioni rivalutate al 100% del FOI sono cresciute del 25,6%, con una perdita di potere d’acquisto stimata tra il 10% e l’11%.

L’associazione propone due strade: agganciare la rivalutazione all’inflazione certificata dall’Istat, oppure introdurre un paniere specifico per gli anziani, con un peso maggiore per cibo, bollette e spese sanitarie.

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Pensioni, aumento in arrivo: un’occasione anche per chi pensa a un prestito

C’è un aspetto della rivalutazione che dovrebbe considerare chi è in pensione e sta pensando di richiedere un prestito con la formula della cessione del quinto: un assegno più alto apre anche nuove possibilità di accesso al credito.

Con la cessione del quinto la rata viene trattenuta direttamente sulla pensione e non può superare un quinto dell’importo netto. Il tasso resta fisso per tutta la durata e la copertura assicurativa è obbligatoria per legge.

Proprio perché la rata massima dipende dall’assegno netto, l’aumento di gennaio può ampliare la quota cedibile e quindi la somma che è possibile ottenere. Può essere un aiuto per affrontare una spesa importante, sostituire l’auto o ristrutturare casa senza intaccare i risparmi.

Il momento migliore per valutarlo è dopo il primo cedolino del 2027, quando l’aumento sarà effettivo e la quota cedibile potrà essere ricalcolata. Le condizioni, però, cambiano molto da un istituto all’altro, e anche pochi decimi di TAEG pesano sul costo totale.

Per questo conviene consultare le offerte prima di decidere: su Segugio.it si possono confrontare gratuitamente le proposte di cessione del quinto della pensione di banche e finanziarie partner, individuando in pochi minuti quella con il costo più basso per il proprio profilo.

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