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Prestiti, le famiglie cercano liquidità: come cambia il credito al consumo

Secondo le rilevazioni Assofin, nel primo semestre le erogazioni di credito al consumo sono aumentate del 4,9%, contro il 6,8% del 2025. I dati dell’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it mostrano, intanto, che la quota di richieste di prestiti per liquidità è salita al 37,5%.

Alessio Santarelli
A cura di Alessio Santarelli

Esperto di mercati e prodotti finanziari

uomo che guarda dei grafici economici
Cresce la richiesta di liquidità da parte delle famiglie

⏰ In 30 secondi:

  • Il credito al consumo cresce ma a ritmo contenuto: +4,9% nel 2026;
  • La liquidità è al primo posto tra le finalità di prestito, con un 37,5%;
  • Tassi sui prestiti in aumento, ma rata stabile per importi e durate.

Il credito al consumo continua a crescere in Italia, ma perde velocità. Dietro il rallentamento non vi è soltanto una variazione dei volumi erogati: a cambiare sono soprattutto le esigenze delle famiglie e, di conseguenza, le motivazioni che le portano a richiedere un prestito.

In una fase caratterizzata dall’incertezza geopolitica e da una maggiore attenzione ai bilanci domestici, gli italiani sembrano infatti privilegiare la disponibilità di risorse da utilizzare per affrontare spese ed esigenze familiari rispetto al finanziamento di consumi più discrezionali.

Questa tendenza emerge dai dati sul credito al consumo e, in particolare, dall’andamento delle richieste di prestiti personali.

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Il credito al consumo rallenta

Secondo i dati di Assofin, l’associazione che riunisce i principali operatori bancari e finanziari del credito alla famiglia e ai pagamenti, nel primo semestre 2026 le erogazioni di credito al consumo sono cresciute complessivamente del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il mercato resta dunque in territorio positivo, ma il ritmo è più contenuto rispetto al 6,8% registrato nel 2025. Un andamento che segnala una fase di maggiore cautela da parte delle famiglie, dopo la più intensa espansione osservata in precedenza.

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La liquidità al primo posto tra le finalità di prestito

A fornire un’indicazione ancora più significativa sul comportamento delle famiglie sono le finalità per cui vengono richiesti i finanziamenti. Secondo l’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, la quota delle richieste di prestiti liquidità è passata dal 28,9% al 37,5%.

Si tratta di un aumento di oltre otto punti percentuali, che porta questa finalità al primo posto tra quelle indicate da chi cerca un finanziamento. In altre parole, cresce il numero di famiglie che non ricorre al prestito per finanziare uno specifico acquisto, ma per avere a disposizione una somma da utilizzare in base alle proprie necessità.

La tendenza può essere letta come il segnale di un atteggiamento più prudente nella gestione del bilancio familiare. In una fase di maggiore incertezza, il finanziamento diventa anche uno strumento per programmare le spese e mantenere un margine di liquidità.

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Calano i prestiti per auto usata e consolidamento dei debiti

Mentre cresce la ricerca di liquidità, perdono terreno alcune delle finalità tradizionalmente associate ai prestiti. Sempre secondo l’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, la quota relativa al prestito consolidamento debiti è scesa dal 21,8% al 16,8%, mentre quella destinata al prestito per l'acquisto di un’auto usata è passata dal 21,1% al 17,5%.

La ricomposizione delle richieste suggerisce quindi un cambiamento nelle priorità. Le famiglie sembrano più orientate a preservare la propria flessibilità finanziaria e meno propense, almeno in questa fase, a utilizzare il credito per alcune spese specifiche.

Il fenomeno non deve però essere interpretato come il segnale di una crisi strutturale del mercato. Il quadro appare piuttosto riconducibile a una fase ciclica particolarmente accentuata, nella quale l’incertezza induce i consumatori a essere più selettivi e attenti nella gestione delle proprie risorse.

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Tassi dei prestiti personali in aumento, ma rata stabile

A pesare sulle decisioni c’è anche il costo del denaro. Nel secondo trimestre 2026, secondo i dati riportati dall’associazione degli operatori del settore, i tassi medi applicati ai prestiti personali sono saliti all’8,39%, dall’8,08% dei tre mesi precedenti.

L’aumento dei tassi non si è però tradotto in un analogo incremento della rata media. La spiegazione è legata sia alla riduzione dell’importo mediamente richiesto sia all’allungamento delle durate.

I dati dell’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it mostrano, infatti, che l’importo medio dei prestiti richiesti è sceso da 12.600 euro a 10.900 euro, mentre la durata media è aumentata di circa 3 mesi, raggiungendo 5 anni e 3 mesi.

Due movimenti che contribuiscono a contenere l’impatto dei tassi sulla rata mensile e mostrano come i consumatori stiano cercando di rendere il finanziamento maggiormente sostenibile nel tempo.

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Famiglie più prudenti nella gestione del credito

Il quadro che emerge è dunque quello di un mercato che continua a crescere, ma nel quale stanno cambiando le scelte di chi richiede un prestito. Il rallentamento delle erogazioni si accompagna a importi medi più contenuti, durate più lunghe e, soprattutto, a una forte crescita delle richieste destinate alla liquidità.

Non si tratta al momento di un deterioramento strutturale del credito al consumo. Il comportamento delle famiglie è coerente con un contesto economico nel quale la prudenza è diventata centrale: si ricorre al credito con maggiore attenzione, cercando di pianificare le spese e di evitare di compromettere l’equilibrio del bilancio familiare.

Anche gli operatori stanno mantenendo politiche di concessione prudenti, con particolare attenzione alla qualità del portafoglio e alla sostenibilità dei finanziamenti. Il risultato è un mercato ancora solido, ma entrato in una fase diversa: meno orientata alla spinta dei consumi e più legata alla necessità delle famiglie di conservare margini di manovra e liquidità.

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