Il prestito con delega (o doppio quinto) è un finanziamento riservato a dipendenti pubblici e privati che permette di aggiungere una seconda trattenuta in busta paga alla cessione del quinto già in corso, fino al 40% dello stipendio netto. I pensionati INPS non possono richiederlo.
Il prestito con delega, detto anche delegazione di pagamento o doppio quinto, è un finanziamento personale a tasso fisso e rata costante, strutturalmente simile alla cessione del quinto, ma con una differenza cruciale: mentre per legge può esistere una sola trattenuta in busta paga a titolo di cessione, la delega è la seconda trattenuta aggiuntiva.
Il prestito con delega è regolato dall’articolo 1269 del Codice Civile che introduce la facoltà, in carico al datore di lavoro nell’autorizzare o meno il pagamento del prestito (comma II: Il terzo delegato per eseguire il pagamento non è tenuto ad accettare l’incarico).
Chi può accedere al prestito con delega?
Possono richiederlo i dipendenti pubblici e privati con contratto a tempo indeterminato che abbiano già in corso (o abbiano avviato la pratica per ottenere) una cessione del quinto. Non è necessario che il prestito con cessione sia già erogato: alcune categorie richiedono i due prodotti contestualmente quando hanno bisogno di importi consistenti.
Sono invece esclusi i pensionati INPS: l'INPS non concede la possibilità di avere accesso alla delegazione di pagamento, per tutelare il reddito dei propri assistiti. Chi percepisce una pensione può accedere alla sola cessione del quinto, non al doppio quinto.
Un ulteriore vincolo riguarda i dipendenti privati: il datore di lavoro deve accettare di effettuare la seconda trattenuta e, per le aziende di piccole dimensioni o con solidità finanziaria incerta, l'istituto finanziario potrebbe non concedere la delega. Puoi leggere cosa succede nei casi di rifiuto nella guida su quando il datore di lavoro rifiuta la delega di pagamento.
Come funziona il prestito con delega?
Il meccanismo è identico a quello della cessione del quinto: ogni mese il datore di lavoro effettua due trattenute in busta paga, una per la cessione del quinto e una per la delega, e le versa direttamente alla banca o alla finanziaria. Il lavoratore riceve il netto residuo.
Le due operazioni possono essere accese contemporaneamente oppure in momenti diversi, e possono avere durate differenti (ad esempio, cessione a 120 mesi e delega a 60 mesi). Possono anche essere con banche o finanziarie diverse: proprio per questo conviene confrontare le offerte di cessione del quinto per entrambi i finanziamenti.
Il pagamento del debitore al creditore avviene tramite il datore di lavoro delegato, che non può opporsi una volta accettata la delega nel contratto. Il lavoratore non deve ricordarsi di effettuare alcun bonifico: il rimborso è automatico.
Qual è il limite di importo del prestito con delega?
Il limite non è un importo fisso, ma una percentuale dello stipendio: la somma delle due rate (cessione del quinto + delega) non può superare il 40% della retribuzione netta mensile. Questo è il motivo per cui il prodotto si chiama "doppio quinto": ogni finanziamento vale al massimo un quinto (20%) dello stipendio.
In pratica, chi guadagna 2.000 euro netti al mese può avere al massimo 800 euro complessivi di trattenute tra i due prestiti. L'importo erogato dipende quindi dalla consistenza della busta paga e dalla durata scelta.
Per i dipendenti statali e pubblici, le cifre complessive possono essere molto elevate. Funzionari e dirigenti con stipendi alti e datori di lavoro pubblici che offrono le massime garanzie alle banche ottengono spesso importi totali oltre i 60.000 euro, e in alcuni casi oltre i 100.000 euro.
Per i dipendenti privati, l'importo dipende anche dal TFR accantonato (che deve coprire entrambe le operazioni) e dall'affidabilità del datore di lavoro valutata dall'istituto erogante.
In quante rate si può restituire il doppio quinto?
La durata massima è di 120 rate (10 anni), la stessa della cessione del quinto. Esiste però un vincolo importante: la delega non è trasmissibile sulla pensione. La sua durata non può quindi superare la vita lavorativa residua del richiedente.
Chi ha 58 anni e prevede di andare in pensione a 63 anni può sottoscrivere un contratto di delega di al massimo 60 mesi. Una volta in pensione, la delega si estingue automaticamente perché l'INPS non la consente.
Quali sono i vantaggi del doppio quinto?
Il prestito con delega è la soluzione più diretta per ottenere liquidità aggiuntiva quando si ha già una cessione del quinto in corso e il prestito personale tradizionale non basta o è più difficile da ottenere. I principali vantaggi sono:
Rata costante: l'importo non varia per tutta la durata del finanziamento.
Tasso fisso: nessuna sorpresa legata all'andamento dei tassi di mercato.
Rimborso automatico: la trattenuta avviene direttamente in busta paga; il lavoratore non deve gestire bonifici o domiciliazioni.
Copertura assicurativa obbligatoria: come per la cessione del quinto, è prevista una polizza vita che tutela sia il lavoratore che la banca in caso di eventi imprevisti.
Estinzione anticipata possibile, con riduzione degli interessi residui.
Accessibile anche ai cattivi pagatori: la garanzia è il reddito fisso, non la storia creditizia.
Differenza tra cessione del quinto e prestito con delega
Caratteristica
Cessione del quinto
Prestito con delega
Chi può richiederlo
Dipendenti e pensionati INPS
Solo dipendenti (pubblici e privati)
Obbligatorietà per il datore
Sì, è un diritto del lavoratore
No, il datore può rifiutare
Quota massima dalla busta paga
20% dello stipendio netto
20% aggiuntivi (fino al 40% totale con la cessione)
Durata massima
120 mesi
120 mesi (non oltre la vita lavorativa)
Polizza assicurativa
Obbligatoria
Obbligatoria
Riferimento normativo
D.P.R. n. 180/1950
Art. 1269 Codice Civile
Cattivi pagatori: possono ottenere il doppio quinto?
Sì, il prestito con delega è accessibile anche a chi ha segnalazioni negative in CRIF o è classificato come cattivo pagatore, per la stessa ragione che rende accessibile la cessione del quinto: la garanzia non è lo storico creditizio del richiedente, ma la solidità del datore di lavoro che versa le rate direttamente alla banca.
A questo si aggiunge la polizza vita obbligatoria, che copre ulteriormente l'istituto finanziario in caso di perdita del lavoro o eventi imprevisti. Le banche si tutelano strutturalmente, quindi il passato creditizio del lavoratore pesa molto meno che in un prestito personale tradizionale.
Il datore di lavoro può rifiutare la delega?
Sì, a differenza della cessione del quinto, che è un diritto del lavoratore dipendente, la delega richiede il consenso del datore di lavoro. L'art. 1269 del Codice Civile stabilisce esplicitamente che il terzo delegato non è tenuto ad accettare l'incarico: il datore di lavoro può rifiutare senza essere obbligato a giustificarsi.
In pratica, le banche e le finanziarie hanno convenzioni con molti datori di lavoro pubblici e con le principali aziende private. Se il datore non ha una convenzione attiva, la delega non è praticabile, indipendentemente dai requisiti del lavoratore. Approfondisci le condizioni di rifiuto nella guida su quando il datore di lavoro può rifiutare una pratica di cessione.
Documenti da presentare
La documentazione richiesta è la stessa della cessione del quinto, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro. Per consultare l'elenco completo aggiornato, leggi la guida sui documenti necessari per richiedere un prestito.
Lavoratore:
Documento di identità in corso di validità
Codice fiscale o tessera sanitaria
Ultime due buste paga
Datore di lavoro:
Certificato dello stipendio
Atto di consenso alla doppia trattenuta in busta paga