Quando non viene accettata la cessione del quinto?
La cessione del quinto può essere rifiutata per motivi assicurativi, per caratteristiche del datore di lavoro, per mancanza di TFR o per il tipo di pensione percepita. Il D.P.R. n. 180/1950 fissa i requisiti di accesso: chi non li rispetta viene escluso. Ecco tutti i casi, divisi per categoria di richiedente.
La cessione del quinto è un contratto di credito disciplinato dal D.P.R. n. 180 del 1950, che fissa le regole fondamentali per accedervi. Prima di approfondire i casi specifici per categoria, è utile capire quali sono le cause di rifiuto più frequenti che si applicano a qualsiasi richiedente. Per un quadro completo su chi può accedere, consulta la guida su chi può richiedere la cessione del quinto.
Perché viene rifiutata la cessione del quinto?
La cessione del quinto viene rifiutata principalmente per quattro ragioni: diniego della compagnia assicurativa, situazione lavorativa non idonea, problemi legati all'età o alla salute del richiedente, oppure caratteristiche della pensione non cedibile. Poiché il finanziamento è garantito da una polizza obbligatoria (rischio vita e impiego), il parere dell'assicurazione è determinante: se rifiuta di coprire l'operazione, la pratica si blocca indipendentemente da tutti gli altri requisiti.
Le cause principali di rifiuto si possono raggruppare così:
Mancata copertura assicurativa: la compagnia non assicura il richiedente per gravi patologie pregresse, per età troppo avanzata alla scadenza del finanziamento, o perché valuta negativamente l'azienda datrice di lavoro (bilanci negativi, dimensioni troppo ridotte, procedure concorsuali in corso).
Contratto di lavoro non idoneo: lavoratori autonomi, a tempo determinato, stagionali, marittimi con contratti a imbarco e chi usufruisce del part time verticale sono esclusi per mancanza di continuità lavorativa.
TFR insufficiente o assente: per i dipendenti privati, senza un TFR adeguato a garantire il prestito la pratica viene respinta.
Pensione non cedibile: alcune tipologie di pensione (sociale, invalidità civile, assegni assistenziali) sono escluse per legge.
Già presente una cessione attiva: sulla stessa busta paga o pensione può essere attiva una sola cessione del quinto alla volta.
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Quando non viene accettata la cessione del quinto per il dipendente statale o pubblico?
Per il dipendente statale o pubblico la cessione del quinto viene rifiutata principalmente quando è già presente un'altra cessione attiva sulla stessa busta paga, oppure quando la compagnia assicurativa valuta negativamente la posizione del richiedente (età, salute). Il D.P.R. 180/1950 stabilisce che sulla retribuzione può essere presente una sola cessione del quinto alla volta: per attivarne una nuova occorre prima chiudere quella in corso.
Se la cessione esistente non è ancora scaduta, ci sono tre soluzioni:
Estinzione anticipata: saldare il debito residuo e liberare la quota disponibile per una nuova cessione.
Rinnovo della cessione: estinguere la cessione in corso con una nuova, che salda il vecchio debito e eroga la differenza al richiedente. Il rinnovo della cessione del quinto è ammesso solo dopo aver maturato almeno il 40% della durata prevista nel piano di ammortamento.
Prestito con delega (doppio quinto): attivare una seconda trattenuta sulla busta paga, con le stesse caratteristiche della cessione. A differenza della cessione, il prestito con delega o doppio quinto richiede il consenso espresso del datore di lavoro, non essendo un diritto automatico del dipendente. L'INPS non autorizza le operazioni di delegazione di pagamento per i pensionati.
In alternativa
Se l'azienda non supera la valutazione assicurativa, il dipendente può comunque esplorare alternative come il prestito personale o, se ha già una cessione attiva, il consolidamento debiti.
Quando non viene accettata per il dipendente privato?
Per il dipendente privato la cessione del quinto viene rifiutata più spesso che per le altre categorie, perché la valutazione coinvolge sia il richiedente sia l'azienda per cui lavora. Le banche e le finanziarie analizzano il datore di lavoro per stimare il rischio di insolvenza: se l'azienda non supera questa verifica, la pratica viene bloccata indipendentemente dalle caratteristiche del dipendente.
I motivi di rifiuto più frequenti sono:
Valutazione assicurativa negativa sull'azienda: le compagnie assicurative rifiutano di coprire l'operazione quando non riescono a valutare la solidità del datore di lavoro (tipico delle aziende di nuova costituzione, delle piccole società di persone prive di obbligo di deposito del bilancio) o quando rilevano problemi nella gestione societaria come concordato preventivo, amministrazione straordinaria o fallimento. Alcune finanziarie rifiutano le richieste provenienti da aziende con meno di 15-20 dipendenti.
Mancanza o insufficienza di TFR: il TFR accantonato in azienda (o su un fondo di previdenza complementare escutibile) costituisce la garanzia aggiuntiva sul finanziamento. Assunzioni recenti, TFR irrisorio o TFR destinato a un fondo non vincolabile bloccano l'accesso.
Contratto di lavoro non idoneo: la continuità lavorativa è un requisito essenziale. Sono esclusi i lavoratori stagionali (turismo, agricoltura), i marittimi con contratti a imbarco e chi ha un part time verticale. Anche il periodo di prova non ancora superato può determinare il rifiuto.
Datore di lavoro inadempiente su cessioni precedenti: se l'azienda ha già mancato di versare le rate trattenute dalla busta paga di altri dipendenti, le compagnie assicurative la classificano come inaffidabile.
Quando non viene accettata la cessione del quinto per il pensionato?
Per i pensionati la cessione del quinto viene rifiutata quando il tipo di pensione percepita non è cedibile per legge, oppure quando l'importo residuo dopo la trattenuta scenderebbe sotto il trattamento minimo stabilito annualmente dall'INPS. L'INPS gestisce l'intera procedura: è l'ente che rilascia la quota cedibile, il documento che indica l'importo massimo della rata, e che autorizza ogni operazione.
Le tipologie di pensione e trattamenti non cedibili, secondo il Regolamento INPS e la normativa vigente, sono:
pensioni e assegni sociali;
trattamenti di invalidità civile;
assegno mensile per l'assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità;
assegni di sostegno al reddito (categorie VOCRED, VOCOOP, VOESO);
pensioni a carico degli enti creditizi (categorie VOBANC, IOBANC, SOBANC);
assegni al nucleo familiare, in quanto il soggetto creditore non è il pensionato ma il nucleo familiare;
pensioni ai superstiti cointestate a più soggetti (es. vedova e figli minori).
Sono invece cedibili le pensioni previdenziali (vecchiaia, anzianità, invalidità contributiva, reversibilità con un solo intestatario), a condizione che l'importo netto residuo dopo la rata non scenda sotto il trattamento minimo AGO.
Oltre al tipo di pensione, il rifiuto può dipendere dall'età del richiedente: la maggior parte delle finanziarie richiede che il finanziamento si concluda entro gli 85 anni (alcune convenzioni INPS arrivano a 87 anni).
Suggerimento
Per sapere se la propria pensione è cedibile e quale importo massimo di rata è autorizzabile, è possibile richiedere direttamente a una sede INPS il documento di quota cedibile. In alternativa, rivolgendosi a un istituto convenzionato INPS, la quota cedibile viene calcolata in tempo reale tramite collegamento telematico con l'ente, e i tassi applicati sono quelli previsti dalla convenzione.
Cosa fare dopo un rifiuto della cessione del quinto?
Dopo un rifiuto, la prima cosa da capire è la causa: banche e finanziarie non sono obbligate a motivare dettagliatamente il diniego, ma spesso indicano l'area del problema (assicurativa, lavorativa, anagrafica). A seconda del motivo, le opzioni cambiano.
Rifiuto assicurativo per motivi di salute: alcune compagnie sono più flessibili di altre; vale la pena presentare la richiesta a un istituto diverso con politiche underwriting differenti.
Rifiuto per insufficienza di TFR o anzianità breve: aspettare di maturare più anzianità di servizio può risolvere il problema nei mesi successivi.
Rifiuto perché è già attiva una cessione: valutare il rinnovo (se si è superato il 40% della durata) o il prestito con delega (se il datore di lavoro è disponibile).
Rifiuto per tipo di pensione non cedibile: esplorare alternative come il prestito personale non garantito, dove la valutazione avviene su basi diverse.
Per confrontare le offerte disponibili in base alla propria situazione, puoi usare il comparatore di cessione del quinto su Segugio.it, che permette di vedere le condizioni di più istituti in un unico confronto.