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Come verifico se sono un cattivo pagatore?

Se in passato si è avuto qualche problema con il rimborso delle rate di un finanziamento, prima di richiedere un prestito è bene capire quale sia il proprio profilo creditizio. Per farlo è sufficiente inviare una richiesta alla Centrale Rischi. In poco tempo si avranno tutte le risposte necessarie.

ragazzo seduto sul pavimento circondato da documenti
Come verificare se si è cattivi pagatori

Ma perché le richieste di finanziamento che sto facendo non vengono accolte? Ma quel problema che ho risolto tanto tempo fa mi può dare noie se volessi chiedere un nuovo prestito? Questi quesiti non sono infrequenti tra gli utenti finanziari e nel web esiste una miriade di proposte che promettono di dare le risposte che i consumatori cercano, attraverso servizi a pagamento. Vediamo adesso come possiamo orientarci quando abbiamo un dubbio relativo ad una segnalazione riportata nelle banche dati.

Come verifico se sono un cattivo pagatore?

Partiamo anzitutto col chiarire cos’è una segnalazione, la sua funzione nel sistema finanziario e soprattutto, come viene regolamentata dalla legislazione vigente. Lo scopo per cui siamo presenti all’interno di un sistema informativo, collegato al circuito bancario e finanziario, è principalmente quello di avere un riscontro immediato ed aggiornato riguardo la presenza di finanziamenti in corso e i loro regolari pagamenti. Questo riscontro, per una funzione antifrode a salvaguardia del sistema finanziario, consente di individuare immediatamente l’anagrafica di chiunque stipuli un prestito personale, acceda al credito al consumo o a un mutuo per l’acquisto dell’abitazione e inoltre, fornisce l’andamento dei pagamenti in essere e di quelli passati, fino a un periodo di circa 3 anni, rilevando le rate pagate regolarmente, quelle eventualmente in ritardo e, infine, quelle insolute.

Queste evidenze sono comunemente note come segnalazioni, anche se spesso sono associate agli eventi negativi in cui un consumatore può incappare nel suo storico finanziario. A volte è vero, però, l’esatto contrario, in quanto la segnalazione ha una connotazione positiva perché, se i pagamenti sono regolari, forniscono alla banca o alla finanziaria alla quale ci rivolgiamo, un importante indicazione sul nostro grado di affidabilità, quello che comunemente è noto come il fatto di essere un buon pagatore.

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Perché sono presenti i miei dati sui sistemi informativi?

Bisogna capire anzitutto chi sono e cosa fanno i sistemi informativi in materia di credito al consumo. Esistono due tipologie di banche dati: quelle pubbliche e quelle private.

Le banche dati pubbliche, come la Centrale Rischi, sono gestite dalla Banca d’Italia ed assolvono la funzione principale di monitorare il sistema bancario e finanziario. Lo scopo è quello di controllare le segnalazioni per evitare e, ove possibile, limitare il sovraindebitamento della popolazione. La logica è quella per cui maggiori saranno le segnalazioni di sofferenza bancaria presenti in un dato momento a carico dei cittadini, maggiore sarà il malfunzionamento del sistema finanziario che, sempre a quel dato momento, sta generando problemi che coinvolgono a cascata la popolazione e l’affidabilità finanziaria del sistema Italia.

Le banche dati private invece sono dei sistemi informativi gestiti da Società Private al servizio delle banche e delle finanziarie. Queste, aderendo al sistema informativo privato, possono consultarlo per richiedere visure, rapporti e statistiche, ma allo stesso tempo lo alimentano aggiornandolo costantemente con le informazioni relative ai crediti concessi e ai loro pagamenti regolari e non. Le principali società che operano nel Sistema di Informazioni Creditizie o SIC sono la CRIFExperian, il consorzio tutela del credito o CTC Assilea. Tutte queste aziende di servizi informativi private operano sulla base di un Codice di Deontologia pubblicato nella G.U. del 23 dicembre 2004 al n° 300 emanato per attuare il Codice sulla Privacy previsto dal D.Lgs 196/2003.

In sostanza, se voglio accedere a un finanziamento devo fornire i miei dati personali e autorizzare espressamente il loro utilizzo alla banca o alla finanziaria a cui mi sono rivolto, in modo che possa fare le necessarie verifiche di merito credito. I miei dati personali, quindi, andranno comunicati dalla banca o dalla finanziaria alla banca dati privata di volta in volta consultata, la quale li acquisisce, li aggiorna e, a sua volta li rende accessibili ai propri aderenti. Quando vogliamo sapere se è presente una segnalazione o vogliamo cancellarci dalla Centrale Rischi o quando abbiamo necessità di capire chi e come nel sistema finanziario sta utilizzando i nostri dati, possiamo rivolgerci direttamente alle banche dati del SIC per ottenere tutte le informazioni del caso (vedi art. 9 del Codice di Condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, emesso con Provvedimento del Garante sulla Privacy il 12 settembre 2019).

A chi mi devo rivolgere per tutelare i miei diritti sui dati personali?

La tutela del consumatore in materia di trattamento dei dati personali in ambito bancario è soggetta all’attività dell’autorità garante sulla privacy (se non anche al controllo della Banca d’Italia) che applicando e avendo cura di far rispettare la vigente normativa, esercita il controllo attraverso l’adozione di pareri e provvedimenti, a volte sanzionatori, nei confronti di coloro i quali utilizzano i dati forniti dalla propria clientela in ambito bancario e finanziario (e non solo). Per l’ambito di nostra competenza, il trattamento dei dati dei consumatori in materia di crediti al consumo, il garante privacy ha inoltre emesso un Codice di Condotta per i sistemi informativi gestiti dai privati dove regolamenta puntualmente l’attività delle banche dati privati che costituiscono il Sistema di informazioni Creditizie o SIC.

La normativa che disciplina la materia dei sistemi formativi in ambito bancario è rappresentata dai seguenti provvedimenti:

  • Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016,
  • Decreto Legislativo 18 maggio 2018, n. 51, recante “Attuazione della direttiva (UE) 2016/680,
  • Codice in materia di protezione dei dati personali - d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni,
  • Codice di Condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, emesso con Provvedimento del Garante sulla Privacy il 12 settembre 2019.
A cura di: Carlo Unali

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