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Prestito Rifiutato: dopo quanto posso riprovare?

Quando una richiesta di prestito viene rifiutata, le informazioni sul diniego vengono registrate nei sistemi di Sicurezza del Credito (SIC) per un tempo limitato. Scopri quanto tempo dura una segnalazione, le sue conseguenze e cosa considerare prima di presentare una nuova domanda di prestito.

Carlo Unali
A cura di Carlo Unali

Esperto di prodotti finanziari

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Cosa comporta il rifiuto di un prestito?

⏳ Per quanto tempo rimane la segnalazione nelle banche dati creditizie?

Quando una richiesta di prestito viene rifiutata, la segnalazione rimane visibile nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) per un massimo di 90 giorni, dopodiché viene automaticamente cancellata dal sistema senza necessità di interventi esterni.  

L’intermediario (banca o finanziaria) che riceve la domanda deve verificare se il cliente è finanziabile o meno. Per farlo, consulta il Sistema di Informazioni Creditizie inserendo la richiesta insieme alla relativa anagrafica. Questo processo consente all’istituto di accedere ai dati sullo storico finanziario del cliente, analizzando eventuali prestiti passati e il comportamento di pagamento.  

  • Esito positivo: se la valutazione risulta favorevole, la banca conclude l’istruttoria ed eroga il prestito, aggiornando la posizione sulle banche dati da “in richiesta” a “finanziata”. Successivamente, monitora l’andamento dei pagamenti di mese in mese fino all'estinzione del prestito. 
  • Esito negativo: in caso di rifiuto, l’intermediario aggiorna la posizione segnalandola come rifiutata, rendendo visibile l’esito all’intero circuito finanziario. La durata della segnalazione è limitata dal Codice di Condotta per i SIC, introdotto dal Garante della Privacy nel 2019.

Le tempistiche previste sono le seguenti: 

  • Richieste in valutazione: fino a 180 giorni dalla data di presentazione;
  • Richieste rifiutate o rinunciate: fino a 90 giorni dalla data di domanda;
  • Finanziamenti rimborsati regolarmente: fino a 60 mesi dalla chiusura del prestito.

In sintesi

Dopo un rifiuto, la segnalazione nelle banche dati resta visibile per un massimo di 90 giorni e viene cancellata automaticamente senza ulteriori interventi.

📊 Per quanto tempo rimangono segnalati ritardi o mancati pagamenti?

Il nuovo Codice di Condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati, in materia di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, introdotto con provvedimento del Garante della Privacy numero 163 del 2019, ha stabilito le tempistiche massime di conservazione dei dati.

Nel caso di ritardi o mancati pagamenti, le tempistiche di conservazione delle segnalazioni sulle banche dati creditizie sono le seguenti:

  • Ritardi fino a due mesi o due rate: conservati per 12 mesi dopo la regolarizzazione;
  • Ritardi superiori a due mesi o due rate: conservati per 24 mesi dopo la regolarizzazione;
  • Segnalazioni di insolvenza non regolarizzate: rimosse dopo 36 mesi dalla scadenza del contratto, salvo eventi rilevanti, come accordi di saldo e stralcio o cambiali, che possono estendere il limite a 60 mesi.

Queste informazioni permettono alle banche di valutare il comportamento creditizio del cliente, influenzando la concessione di nuovi prestiti.

Consulta la tabella riassuntiva sottostante:

Tipo di segnalazioneDurata massima (mesi)Nota
Richiesta rifiutata o rinunciata 3 mesi (90 giorni) Cancellata automaticamente dopo il termine
Ritardi fino a 2 mesi (regolarizzati) 12 mesi Dal momento della regolarizzazione
Ritardi superiori a 2 mesi (regolarizzati) 24 mesi Dal momento della regolarizzazione
Insolvenza non regolarizzata 36 mesi Estesa fino a 60 mesi con saldo e stralcio o rientro cambializzato

 

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✅ Per quanto tempo rimangono visibili i pagamenti regolari nelle banche dati?

Contrariamente alle segnalazioni negative, i pagamenti regolari vengono registrati nel SIC come informazioni positive, utili per dimostrare l’affidabilità creditizia di un consumatore. Questi sono i tempi di conservazione dedicati ai clienti che hanno un buon storico creditizio:

  • Fino a 60 mesi dalla chiusura del prestito;
  • Eccezioni: se sullo stesso consumatore sono presenti informazioni negative, come ritardi non regolarizzati, il sistema conserva evidenze positive per contrastare un eventuale bias negativo.

Mantenere uno storico di pagamenti regolari è fondamentale per mantenere un elevato merito creditizio, il che migliora sensibilmente le possibilità di ottenere nuovi prestiti a condizioni più favorevoli.

⏳ Dopo quanto tempo sono visibili le segnalazioni relative ai ritardi nei pagamenti?

Le segnalazioni sui ritardi nei pagamenti non sono immediatamente visibili in banca dati, grazie a un meccanismo che concede ai consumatori il tempo per regolarizzare le proprie posizioni. 

Di seguito sono riportati i tempi di visibilità per eventi positivi e negativi: 

  • Ritardi non regolarizzati: diventano visibili dopo 120 giorni dalla scadenza di pagamento o con l’accumulo di quattro rate consecutive non pagate;
  • Pagamenti regolarizzati: segnalati dopo 60 giorni dalla regolarizzazione;
  • Primi disguidi su due scadenze consecutive: visibili solo dopo il secondo mancato pagamento, con aggiornamento mensile.

Questo sistema è pensato per garantire una gestione più flessibile, evitando penalizzazioni eccessive per il cliente in caso di disguidi temporanei.

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