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Quali sono le principali differenze tra un prestito e un mutuo per ristrutturazione?

Di fronte all'esigenza di finanziare una ristrutturazione sul proprio immobile, che cosa conviene scegliere tra l'attivazione di un mutuo e quella di un prestito? Analizziamo insieme le diverse opzioni disponibili e vediamo qual è la più conveniente a seconda delle esigenze.

coppia ristruttura casa
Per ristrutturare casa, meglio un prestito o un mutuo?

Le esigenze legate alla casa sono molto frequenti tra le richieste di finanziamento, perché sono conseguenti a una funzione essenziale delle nostre vite: l’abitare. L’acquisto, gli arredi ma soprattutto le opere di ristrutturazione sono, infatti, tra i prestiti più gettonati, considerando il fatto che realizzano, immediatamente, una soluzione abitativa più confortevole, oltre che - fatto non trascurabile - incidono sul valore dell’immobile che può apprezzarsi notevolmente.

Vediamo in questa breve esposizione come e perché orientarsi nel mercato finanziario per questa importante necessità.

Quali sono le principali differenze tra un prestito e un mutuo per ristrutturazione?

Quando siamo di fronte alla decisione di intervenire sulla nostra casa, per via di un problema che dev’essere risolto in tempi rapidi, oppure perché riusciamo a concretizzare il desiderio di farci personalizzare il nostro immobile come desideravamo da tempo, dobbiamo capire quali sono i punti chiave che possono fare la differenza sulla scelta del prodotto finanziario adatto alla nostra esigenza.

Quantificare dettagliatamente la spesa. Può sembrare banale e ovvio che, prima di decidere l’intervento di ristrutturazione, dobbiamo avere un’idea precisa dei costi che questo comporta, ma la realtà ci testimonia che spesso ci si muove con disinvoltura e approssimazione nel chiedere il finanziamento. I costi occulti, rappresentati dagli imprevisti in corso d’opera, hanno il potere di far crescere la spesa per l’intervento in maniera anomala, con conseguenze facilmente immaginabili per la nostra tasca.

Il computo metrico redatto da un professionista (geometra, ingegnere o architetto) ci mette al riparo dalle sorprese; è una quantificazione analitica e dettagliata delle opere da realizzare, sul come devono essere realizzate, sui materiali da utilizzare, sul tempo che occorre per completarle e su tutti i costi relativi alla mano d’opera e ai materiali scelti dal committente.

Stipulare un contratto con l’impresa edile. Una volta determinato l’ammontare dell’intervento, sulla base del computo metrico, si sonda il mercato delle imprese edili per effettuare la scelta su quella che, fornendo idonee e opportune garanzie con uno specifico contratto, si impegna a ultimare i lavori nei tempi e nei costi indicati nel documento stesso.

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Qual è il prodotto più adatto per la ristrutturazione casa?

A questo punto, ottenuta la quantificazione della somma necessaria alla ristrutturazione, ci si porrà il problema di avere i capitali che occorrono per realizzare l’intervento. Se non sono nell’immediata disponibilità il ricorso al mercato finanziario è d’obbligo, ma a questo punto ci troveremo nuovamente di fronte a un altro dilemma.

Quale prodotto scegliere?

La somma oggetto del computo metrico ci fornisce una prima indicazione perché si rapporta ai prodotti presenti sul mercato. L’esempio scolastico è un intervento da € 30.000 perché rappresenta per molte banche la soglia massima di erogabilità per un prestito personale e quella minima di un mutuo ipotecario. In questo caso la regola funzionerebbe nella misura in cui sotto la soglia indicata conviene il prestito, sopra invece il mutuo (in realtà esistono prestiti personali che arrivano ai € 90.000).

Un secondo parametro vincolante è rappresentato dalla durata del prestito. Se decidiamo per un intervento importante che migliori sensibilmente le caratteristiche dell’abitazione, sia per il vantaggio immediato che avremo usando una casa confortevole, magari ecologica, spesso tecnologica (pensiamo alla domotica di sempre più largo utilizzo), sia per il risparmio sul lungo termine che magari un efficientamento energetico comporta, ma anche, aspetto non trascurabile per l’incremento di valore sul mercato immobiliare che consegue all’adeguamento ai più moderni confort. Teniamo sempre in considerazione che un prestito di ristrutturazione può avere una durata massima di 10 anni, mentre il mutuo ha una durata superiore che consente di poter arrivare fino ai 30 anni. Questo influisce sulla determinazione della rata, per rientrare nei normali parametri di finanziabilità consigliati dall’autorità garante del sistema, in relazione ovviamente al reddito dimostrabile a garanzia dell’operazione.

Se la durata dei 10 anni contiene la rata nei parametri di finanziabilità è possibile impiegare il prestito personale. Se invece la rata risultasse troppo onerosa, in relazione ai 120 mesi, dovremo allungare necessariamente la durata e fare ricorso al mutuo ipotecario per poter procedere, in quanto ci fornisce la possibilità di allungare l’ammortamento fino a un massimo di 30 anni.

Quali sono i costi dei finanziamenti per la ristrutturazione casa?

Abbiamo visto i limiti di durata dei prestiti e dei mutui, come questi influiscono sull’ammontare della rata mensile e su come questa venga rapportata alla retribuzione con l’analisi del merito credito, ma non quali sono le differenze sui costi che comportano questi prodotti.

Il prestito personale ha dei tassi più alti, solo a tasso fisso, arriva fino a 10 anni, spesso non ha spese istruttorie e non comporta ulteriori costi ne vincoli su beni o immobili.

Il mutuo ipotecario ha dei tassi più bassi, è possibile scegliere tra il tasso fisso, variabile e misto, ha durate fino a 30 anni, prevede spese di istruttoria e di perizia, comporta un vincolo sull’immobile, l’ipoteca, in favore della banca erogante per tutta la durata del mutuo e prevede, inoltre, i costi notarili collegati alla stipula del contratto di mutuo e all’iscrizione ipotecaria.

Il ragionamento da affrontare sarà quello di valutare se il maggior tasso di interesse del prestito personale sia realmente più oneroso rispetto al mutuo, considerando sia tutte le spese accessorie che esso comporta (istruttoria, perizia, notaio), che la presenza dell’ipoteca che vincola la disponibilità piena della casa.

A cura di: Carlo Unali

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