ABI: prestiti in crescita per famiglie e imprese, calano i tassi
Il rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana fa il punto mensile sull’andamento di prestiti e tassi di interesse: i primi salgono dell'1,8% rispetto a un anno fa, con un andamento che conferma un trend consolidato oramai da nove mesi consecutivi.
Aumentano i prestiti per le famiglie italiane. Secondo gli ultimi dati messi a disposizione dall’ABI nel suo rapporto mensile di ottobre 2025, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie a settembre 2025 è cresciuto dell’1,8% rispetto a un anno prima ed è in accelerazione rispetto al +1,6% del mese precedente. Ad agosto 2025 i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,0% e quelli alle imprese dell’1,2%.
L’Associazione Bancaria Italiana rileva che questo incremento va a confermare un trend positivo che persiste da diversi mesi: per le famiglie, infatti, si tratta del nono mese consecutivo in cui si registra un incremento di prestiti personali, mentre per le imprese è il terzo mese consecutivo in cui crescono i finanziamenti erogati.
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Tassi d’interesse sui prestiti bancari in leggero calo
Sul fronte dei tassi di interesse sui prestiti bancari, invece, si registra un leggero decremento: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,25% (3,28% nel mese precedente; era 4,42% a dicembre 2023), mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è passato dal 3,38% del mese precedente al 3,33% di quello attuale (era del 5,45% a dicembre 2023). Complessivamente, dunque, il tasso medio sul totale dei prestiti sottoscritti negli anni è stato pari al 3,92%.
Un trend in discesa per i tassi di interesse che è legato ai diversi tagli effettuati dalla Banca Centrale Europea; una serie di “sforbiciate” ai tassi che ha senza dubbio alleggerito il carico di famiglie e imprese, che almeno in questa fase possono tirare una boccata d’ossigeno nel pagamento delle rate mensili, progressivamente sempre più leggere.
Un’istantanea sui tassi di mercato
Se si guarda infatti ai tassi di mercato, il rapporto mensile ABI evidenzia che nei primi giorni di ottobre quasi tutti i principali tassi hanno registrato un calo, anche se minimo: l’Euribor a 3 mesi è stato in media del 2,02%, inferiore di un punto base rispetto al livello medio registrato a settembre 2025 (2,03%).
Il tasso lordo dei BOT a sei mesi è stato in media del 2,00%, in diminuzione di un punto base rispetto al livello medio registrato a settembre 2025 (quando era del 2,01%). Il tasso lordo dei BTP a 10 anni è stato in media del 3,55%, inferiore di un punto base rispetto a settembre 2025 (3,56%). Unica inversione di tendenza è stata quella del tasso IRS a 10 anni, in media del 2,70%, cioè superiore di un punto base rispetto a settembre 2025 (2,69%).
Il punto su depositi, obbligazioni e titoli
Sul fronte della raccolta diretta complessiva, vale a dire i depositi da clientela residente e obbligazioni, a settembre 2025 è risultata in aumento del 2,8% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata dall’inizio del 2024 (+2,7% nel mese precedente).
La raccolta indiretta, invece, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, presenta un incremento di 116,9 miliardi tra agosto 2024 e agosto 2025: 19,7 miliardi ascrivibili alle famiglie, 19 miliardi alle imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione.
Segno positivo anche per i depositi nelle loro varie forme, cresciuti del 2,8% su base annua e la raccolta a medio e lungo termine a mezzo di obbligazioni che ha registrato lo stesso tasso di crescita rispetto a un anno fa.
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