Auto: nel 2022 la ripresa, ma restano problemi infrastrutturali
Nel 2022 le immatricolazioni di nuove auto nel mercato europeo sono stimate in crescita del 7,9 per cento a oltre 10 milioni di unità. Lo prevede l’ACEA, che lamenta la lentezza con cui procede la costruzione delle stazioni di ricarica per le auto elettriche e chiede un intervento ad hoc dell’Ue.
Lo scorso anno, nonostante una base di calcolo estremamente favorevole (nel 2020, a causa della pandemia, le immatricolazioni hanno accusato un crollo record), le vendite di nuove auto in Europa hanno chiuso ancora su un terreno negativo. Gli esperti addebitano la causa principale alla carenza di microchip e, più in generale, alle difficoltà denunciate da tutta la rete di approvvigionamento e a una crescita economica che – soprattutto nella seconda parte dell’anno – è rallentata.
Quest’anno è però previsto un rimbalzo e non solo fisiologico. L’Associazione dei produttori di auto europei (ACEA), prevendendo la stabilizzazione delle forniture di microprocessori, stima infatti che le immatricolazioni di autovetture nell'Unione europea torneranno a crescere, del 7,9% per toccare 10,5 milioni di unità.
La Commissione Ue approva l’European Chips Act
Un rimbalzo di tutto rilievo in tempo di Covid-19, ma che deve però essere inquadrato con i livelli pre-crisi pandemica: il mercato, infatti, anche così accuserebbe un ‘ritardo’ nelle registrazioni di quasi il 20% rispetto ai quantitativi segnati nel 2019. Per questo motivo l’ACEA ha auspicato che Bruxelles si adoperi per ridurre il gap produttivo di chip – diventati ormai fondamentali nella costruzione di un’auto - accusato dall’Europa. La Commissione Ue, proprio in questi giorni, ha approvato l’European Chips Act: un piano che prevede investimenti di oltre 43 miliardi di euro, tra pubblico e privato, con l’obiettivo di costruire più impianti produttivi per ridurre la dipendenza di tutta l’industria europea dai fornitori esteri ed evitare così in futuro danni e crisi come quelli subiti durante il 2021.
Ancora carenti le stazioni di ricarica
Lo scorso anno il mercato, nonostante abbia dovuto fare i conti con le strozzature delle catene di approvvigionamento, ha trovato la conferma dell’avvenuta svolta green: le vetture a ricarica elettrica hanno continuato a guadagnare quote di mercato complessive e oggi rappresentano quasi una su 5 di nuove vendute nell'Unione Europea. È un dato sicuramente molto gradito, anche se, ha commentato il presidente ACEA, Oliver Zipse, non si può dimenticare che quello delle auto elettriche è ancora un mercato piuttosto fragile, che dipende fortemente dalle misure di sostegno - come incentivi all'acquisto - e, soprattutto, da una rete più ramificata di infrastrutture di ricarica. Attualmente, si è lamentato Zipse, il ritmo di implementazione delle stazioni è in ritardo rispetto alla domanda dei consumatori di auto elettriche.
L’Ue incentivi con urgenza la rete dei punti di ricarica
Negli ultimi cinque anni, secondo le rilevazioni dell’associazione di categoria, le vendite di auto elettriche sono cresciute quattro volte più velocemente rispetto a quanto abbia fatto la rete dei punti di ricarica. Nel dettaglio, le vendite di auto elettriche sono aumentate di oltre 10 volte tra il 2017 e il 2021, mentre nello stesso periodo il numero di colonnine è cresciuto di meno di 2,5 volte. Se questo aspetto non verrà affrontato con urgenza, introducendo obiettivi ambiziosi per tutti gli Stati membri Ue, secondo il presidente di ACEA, il mercato dovrà fare i conti molto presto con un problema.
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