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Credito: a febbraio boom dei prestiti, frenano i mutui surroga

A febbraio i prestiti finalizzati e personali agli italiani sono aumentati del 21,5 per cento, mentre i mutui sono calati del 22,5 per cento a causa del minore contributo delle surroghe. Nel mese l’importo medio dei mutui è cresciuto del 6,3% e c’è stato un allungamento dei piani di rimborso.

Pubblicato il 15/03/2022
sacco con monete e lavagna con freccia in su
Barometro CRIF su andamento prestiti in febbraio

La crescita del mercato del credito non è più così lineare come abbiamo visto negli ultimi mesi dello scorso anno. L’inizio del 2022 è stato segnato da un maggiore riserbo degli italiani, con tutta probabilità legato sia ai fattori fisiologici che di solito emergono dopo un’accelerazione importante e sia al rallentamento accusato nel frattempo dalla ripresa dell’economia (locale e mondiale). È quanto emerge dal più recente Barometro di Crif, che conferma anche per il mese di febbraio l’andamento contrastato delle richieste di credito da parte delle famiglie: alla crescita record della domanda di prestiti (finalizzati e personali) fa, infatti, da contraltare la frenata dei mutui. Dinamica divergente anche per quanto riguarda l’importo medio richiesto: in forte diminuzione (-9,1%) quello per i prestiti e in deciso rialzo (+6,3%) quello relativo ai mutui ipotecari.

+21,5% i prestiti, sale l’importo medio

Ad animare il mercato, dopo la corsa registrata nel 2021 dal segmento immobiliare, rimangono i finanziamenti alle famiglie che nel complesso – tra i prestiti personali e quelli finalizzati - hanno visto in febbraio un aumento del 21,5% annuo. Scendendo nei dettagli, l’analisi mostra una sostanziale continuità del trend visto nei mesi precedenti, con un rialzo del 22,2% delle richieste dei prestiti finalizzati dedicate all’acquisto di beni e servizi, mentre i prestiti personali sono cresciuti del 20,4%.

Nel mese c’è stata tuttavia una frenata dell’importo medio dei prestiti richiesti, che nell’aggregato di personali e finalizzati si è attestato a 9.114 euro (-9,1% rispetto al febbraio 2021, ma +11,3% su gennaio): il valore medio dei prestiti finalizzati si è attestato a 6.361 euro (+14,9% su gennaio), mentre quello dei prestiti personali si è collocato a 13.470 euro (+3,5%).

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Occhio all’inflazione nei prossimi mesi

L’indagine, considerato l’aggregato (finalizzati e personali), conferma il dominio della domanda di finanziamenti di piccolo taglio. A febbraio, infatti, oltre la metà delle richieste si è indirizzata verso importi inferiori ai 5mila euro (pari al 55% del totale). A ruota, si sono collocate quelle per importi compresi nelle fasce 10.000-20.000 (17,5%).

La frenata delle surroghe, ha osservato Simone Capecchi, executive director di Crif, influenza la domanda dei mutui, mentre la richiesta di prestiti resta sostenuta, specie per i finanziamenti di importo contenuto, per i quali è ancora conveniente la rateizzazione dell’acquisto. Tuttavia, ha aggiunto, le dinamiche dei mercati, condizionate dal conflitto in Ucraina e da fattori come il rincaro dell’energia e delle commodity, ci pone di fronte al rischio inflazione che può incidere in negativo sugli impegni a lungo termine delle famiglie.

Sulla tendenza dei mutui pesa la componente surroghe

A febbraio la domanda di mutui è rimasta su un terreno negativo, a causa dell’ulteriore ampia contrazione del contributo delle surroghe. Le richieste di mutui sono scese del 22,5% annuo, anche se c’è da notare il recupero (+5,7%) mostrato su base mensile. In altre parole, il segmento resta sostenuto e la nota negativa tendenziale riflette il fatto che sta venendo meno la convenienza delle famiglie a rinegoziare le condizioni del mutuo (anche per l’orientamento rialzista registrato dai tassi).

Un aspetto che ha effetti anche sull’importo medio chiesto, aumentato del 6,3% annuo a 145.414 euro: in due mesi è così salito di oltre il 7% ai nuovi massimi da dieci anni. A questo, rileva Crif, si accompagna il costante allungamento dei piani di rimborso, con la preferenza che ci concentra sempre di più su durate superiori ai 20 anni, che arrivano a coprire il 61,8% del totale.

A cura di: Fernando Mancini

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