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Mondo Donna

29/10/2014

Mondo DonnaLa gamma di finanziamenti dedicati alle imprese a prevalente partecipazione femminile si rinnova sempre. Istituti bancari, Enti e Istituzioni guardano con attenzione questa metà del mondo creando offerte a loro dedicate.

Il Banco Popolare ha aderito al Protocollo d’Intesa per lo Sviluppo e la Crescita delle Imprese a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome - sottoscritto nel giugno 2014 tra l’ABI e le alte rappresentanze governative ed imprenditoriali - ed ha stanziato un plafond di € 100.000.000 per finanziamenti a medio lungo termine.

Orizzonte Donna di Banco Popolare è la gamma di finanziamenti che si rivolge a:
- ditte individuali con titolare donna;
- società di persone con almeno il 60% delle persone socie donne;
- società di capitali con almeno i 2/3 del capitale sociale di proprietà di donne e organi amministrativi costituiti per almeno i 2/3 da donne;
- cooperative con almeno il 60% delle persone socie donne;
- lavoratrici autonome, appartenenti a qualsiasi settore di attività economica, comprendendo anche le libere professioniste.

Un’altra particolare offerta di altri istituti di credito è il prestito per donne incinte. Soprattutto in questo periodo di crisi economica, non tutte le future mamme possono avere a disposizione i mezzi finanziari necessari a coprire le spese doverose per affrontare serenamente il periodo della gravidanza, il parto e i bisogni di un bimbo appena nato.

Oggi sono disponibili prestiti creati per le donne in gravidanza. La maggior parte di questi finanziamenti vengono erogati a fronte di una garanzia. La durata del rimborso del prestito è flessibile e può arrivare fino ad un massimo di 25 anni. Per importi minori, è possibile ottenere un prestito anche senza bisogno di alcuna forma di garanzia reale, ma dal momento che il rischio degli istituti di credito è maggiore, i tassi di interesse sono più elevati e le condizioni di rimborso comportano tempi più brevi rispetto ai prestiti garantiti.

Nonostante parecchie lodevoli iniziative, studi di settore hanno dimostrato che per le donne hanno più difficoltà ad ottenere prestiti personali, mutui, fidi. Ottenere un prestito personale, per chi oggi ha un lavoro e non ha iscrizioni negative nelle banche, può anche essere una cosa semplice, soprattutto se si conoscono gli strumenti del mercato finanziario. Se a chiedere il prestito è una donna, le cose cambiano.

Alcuni studi condotti nel 2013 e nei primi sei mesi del 2014 hanno evidenziato una rilevante differenza fra le risposte che ottengono gli uomini e quelle che vengono date alle donne. La richiesta di finanziamento di un uomo viene più spesso accettata ed anche gli importi dei prestiti personali erogati loro sono più elevati. Inoltre, è rilevante che tale situazione non ha differenze fra il nord e il sud Italia, la provenienza geografica non incide.

La motivazione di questa differenza è molto semplice e, fortunatamente, non risiede in una differenza di genere: le donne guadagnano meno degli uomini. Le retribuzioni delle lavoratrici sono più basse rispetto a quelle dei loro colleghi, a parità di qualifica si stima circa € 1.400 contro € 1.800 al mese. È questa la ragione che condiziona gli istituti di credito.

Un altro dato rilevante è poi il fatto che, potendo contare su uno stipendio più basso, le donne sono meno propense ad indebitarsi con le banche e si rivolgono piuttosto a parenti e amici.
Facendo affidamento su uno stipendio più basso, le donne inoltre comprano case mediamente più piccole, rimandano gli acquisti di una certa importanza; sono restie agli acquisti di beni durevoli e preferiscono comprare un auto usata in contanti, piuttosto che una nuova con un prestito. Questo comportamento non è visto dalle banche come senso di responsabilità, ma delinea una mancata storia finanziaria, condizionando possibili concessioni di prestito.

Elena Bulgarelli
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