Auto: una su cinque in circolazione ha più di vent’anni
In Italia il 20,3 per cento delle auto in circolazione ha un’anzianità maggiore di vent’anni e l’8,6 per cento ha più di trent’anni, mentre la fascia più rappresentata, col 40,2 per cento del totale, è quella tra 5 e 15 anni. I costi per la revisione sono saliti in sei mesi del 13,2 per cento.
Il parco auto circolante in Italia è uno dei più vecchi in Europa e, alla luce della lentezza con cui procedere nel Paese l’adozione delle vetture più rispettose dell’ambiente (elettriche e ibride), è facile che possa conservare questa poco invidiabile posizione ancora a lungo.
Non è proprio una condizione favorevole per gli automobilisti, che devono affrontare costi di manutenzione sempre più elevati su un’auto eche, per altro, rimane comunque inquinante e la cui fine vita (per norme sempre più rigide) si preannuncia sempre più vicina. C’è tuttavia un altro fattore importante che sta spingendo gli italiani a prendersi cura della loro ‘vecchia’ auto: la crescente difficoltà incontrata dai produttori nel consegnare i nuovi veicoli (a causa della carenza dei materiali).
L’8,6% del parco auto ha oltre 30 anni
Nel Belpaese, secondo l’Osservatorio di Autopromotec (dati Aci), oggi il 20,3% delle autovetture in circolazione ha un’anzianità maggiore di vent’anni. Parliamo di oltre 8 milioni di auto sui circa 40 milioni presenti sulle strade. Un ‘gradino’ più giovani - ma che rappresentano comunque la maggioranza del parco circolante - sono quelle che hanno un’anzianità fino a 20 anni: circa 31,5 milioni, il 79,7% totale.
Mentre la fascia di auto più rappresentata nel parco è quella tra 5 e 15 anni, che copre una quota del 40,2% sul totale. Il 22,9% è stata immatricolata al massimo 5 anni fa. Nel complesso, il 16,6% delle autovetture circolanti sulle nostre strade ha tra i 15 e i 20 anni, l’11,7% ha tra i 20 e i 30 anni e, infine, l’8,6% ha oltre 30 anni.
+13,2% le spese per la revisione nel primo semestre
Questi dati, secondo l’analisi di Autopromotec, mettono in evidenza che in Italia c’è ancora in circolazione una quota molto rilevante di auto anziane e, quindi, molto inquinanti e prive dei dispositivi di sicurezza più recenti.
Da rilevare che per queste vetture, ma anche per tutte le altre in circolazione, diventa particolarmente importante una manutenzione periodica e costante, al fine di disporre di un veicolo sicuro ed efficiente. I numeri che arrivano dalle officine confermano che, su questo fronte, l’attenzione degli automobilisti italiani rimane elevata. Nei primi sei mesi del 2022, infatti, nel nostro Paese sono stati spesi 573,8 milioni di euro per le revisioni delle auto effettuate dalle officine private autorizzate, il 13,2% tendenziale in più.
Nel primo semestre il numero delle revisioni cala del 4,2%
L’aumento della spesa (pari a circa 66,9 milioni in più), come rileva l’Osservatorio in esame, si è verificato nonostante il numero di revisioni eseguite da gennaio a giugno 2022 sia stato inferiore rispetto a quelli richiesti in officina ed effettuati nello stesso periodo dell’anno precedente.
Nel primo semestre del 2021, infatti, nei centri privati autorizzati sono state compiute 7.580.031 revisioni, mentre nel primo semestre di quest’anno ne sono state effettuate 7.261.957 (pari a un calo del 4,2%). Tuttavia, sottolinea l’analisi, nonostante il calo del numero di revisioni, la spesa per gli italiani è cresciuta principalmente a causa dell’aumento della tariffa, passata, a partire da novembre 2021, da 45 a 54,95 euro.
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