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Crescono i prestiti alle famiglie italiane

Secondo il bollettino mensile diffuso dalla Banca d’Italia e denominato “Banche e monete”, a febbraio 2025 i prestiti al settore privato in Italia sono rimasti stabili sui dodici mesi, con il dato relativo alle famiglie in progresso dello 0,7%, in accelerazione rispetto a gennaio (+0,4%).

Pubblicato il 15/04/2025
una coppia firma un contratto di prestito
Mercato del credito: in crescita i prestiti alle famiglie

Le tensioni sul fronte commerciale non compromettono il mercato italiano del credito. Sia la domanda che l’offerta restano su livelli sostenuti e questo fa ben sperare per i prossimi mesi, dopo che sono state riviste al ribasso le previsioni sulla crescita economica.

Prestiti: meglio i consumatori delle imprese

Secondo il bollettino mensile diffuso dalla Banca d’Italia e denominato “Banche e monete”, a febbraio 2025 i prestiti al settore privato in Italia sono rimasti stabili sui dodici mesi e questo andamento costituisce un miglioramento rispetto al -0,3 segnato a gennaio. Se si fa lo spaccato dei “riceventi”, i prestiti alle famiglie sono aumentati dello 0,7% (anche in questo caso si tratta di un miglioramento rispetto al +0,4 rilevato nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 2,1% (come a gennaio e sempre con riferimento ai dodici mesi prima).

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Stabilizzazione per i tassi dei mutui

Sempre a febbraio, i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l'acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) si sono collocati al 3,58% (3,50 in gennaio). Dato lo scarto minimo, è prematuro parlare di un rialzo, piuttosto sembra esservi stato un assestamento dopo i continui ribassi dei mesi precedenti. Spesso, per altro, nelle variazioni tra un mese e l’altro incidono la presenza o meno di campagne promozionali da parte di alcuni istituti di maggior peso.

Tornando all’analisi di Bankitalia, il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è fermato al 10,45% (cinque punti base in meno rispetto al dato medio di gennaio). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,99% (4,13 nel mese precedente), quelli per importi fino a un milione di euro si sono attestati al 4,60%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 3,65%.

Mercato del credito: incognite all'orizzonte

Letti nel loro insieme, questi numeri evidenziano la buona tenuta del mercato del credito, dovuta sia alla forza della domanda, sia a quella dell’offerta. Infatti, smaltita buona parte dei crediti deteriorati nel corso degli anni, oggi gli istituti italiani sono in condizioni di sostenere maggiormente sia i consumi, che gli investimenti degli italiani.

Tendenze che vanno accolte molto positivamente, considerando il contesto di mercato. Il Documento di Economia e Finanza (Def) appena approvato dal governo, che sostanzialmente pone le basi per la prossima legge di Bilancio, ha infatti dimezzato le stime di crescita. Per l’anno in corso, il prodotto interno lordo è atteso in progresso appena dello 0,6%, esattamente la metà rispetto all’1,2% che l’esecutivo aveva previsto lo scorso ottobre. Per il 2026 e il 2027, poi, il DEF prevede una crescita del Pil dello 0,8%.

Questo Def inoltre non tiene molto in considerazione le incognite sulla programmazione economica derivate da alcuni avvenimenti recenti: tra questi soprattutto i dazi americani e il piano di riarmo per l’Europa.

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Nuove tendenze per il mercato del credito

Tornando al credito, la crescita del mercato trova conferma nell’analisi di Assofin, l’associazione che rappresenta gli operatori del settore. Tra gennaio e febbraio le erogazioni si sono attestate a quota 9,4 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2024 (ma il progresso sale al 7,3% se si escludono dal calcolo le carte di credito).

Inoltre, secondo le rilevazioni di Segugio.it, tra gennaio e febbraio gli interessi sui prestiti personali si sono attestati mediamente all’8,49%, in frenata rispetto all’8,66% del quarto trimestre 2024. Se poi il confronto viene fatto con il primo trimestre dello scorso anno, il risparmio è ancora più evidente, considerato che all’epoca si viaggiava in media all’8,95%.

Considerate nel medio termine, le tendenze sono tutte in calo per i tassi, segno di una crescente possibilità di accesso a questo settore.

A cura di: Luigi Dell'Olio

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