La ristrutturazione di casa, tra agevolazioni e prestiti
Ristrutturare casa significa pianificare bene gli interventi che si intendono eseguire e soprattutto sostenere spese importanti per ottenere i risultati sperati. Ecco perché è importante imparare a muoversi tra bonus, agevolazioni fiscali e prestiti creati ad hoc.
Esigenze che cambiano, deterioramento di impianti e finiture o volontà di seguire nuove tendenze. Sono solo alcune delle motivazioni che spingono i cittadini a eseguire ristrutturazioni totali o parziali degli immobili in cui vivono. Rinnovare una casa, però, obbliga a fare scelte ben precise, a pianificare bene gli interventi che si intendono eseguire e soprattutto a sostenere spese importanti per ottenere i risultati sperati. Ecco perché è importante sapere come muoversi e conoscere bonus, detrazioni e sconti in fattura che lo Stato mette a disposizione di chi è pronto ad affrontare una ristrutturazione edilizia.
L’agevolazione fiscale sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio è disciplinata dall’articolo 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi - TUIR) e consiste in una detrazione dall’IRPEF del 36% delle spese sostenute. La cifra massima, per singola unità immobiliare, che può essere portata in detrazione sulle tasse è di 48mila euro; spalmabile in 10 anni su altrettante quote di pari importo. Ma non è tutto, per le spese sostenute a partire dal mese di giugno 2012 fino al prossimo 31 dicembre 2024, la detrazione è stata elevata dal 36% al 50% e il massimale è stato portato dai 48mila previsti nel Dpr 917/86 a 96mila euro.
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Le alternative alla detrazione: sconto in fattura o cessione del credito
La detrazione dall’Irpef del 36% o 50% è un aiuto importante per chi si accinge a ristrutturare un immobile, tuttavia, non è l’unica strada da seguire. Anche se dal 17 febbraio 2023 (data di entrata in vigore del decreto legge 11/2023, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio previsti dall’articolo 16-bis del Tuir) la legge è diventata più restrittiva e ha bloccato l’utilizzo di sconto in fattura e cessione del credito, ci sono dei casi in cui è ancora possibile avvalersi di questi benefit.
Nel dettaglio il divieto non si applica alle spese agevolabili con il Superbonus (articolo 119, Dl 34/2020) se, prima dell’entrata in vigore della norma restrittiva (dunque al 16 febbraio 2023) risultano rispettati una serie di parametri. In particolare bisogna aver presentato, in caso di lavori presso singole abitazioni, la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA); in caso di lavori all’interno di condomìni, deve essere adottata la delibera di approvazione dei lavori e la CILA; infine deve essere presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo, in caso di interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici.
Sconto in fattura o cessione del credito al di fuori del Superbonus
Ottenere lo sconto in fattura o la cessione del credito - anche in riferimento a lavori che non rientrano nella disciplina del Superbonus - è possibile. Anche in questo caso la data da tener presente è quella dell’entrata in vigore del decreto legge 11/2023 del 17 febbraio 2023. Osservando la norma nel dettaglio è possibile presentare richiesta di benefit se entro il 16 febbraio risulta presentata la richiesta del titolo abilitativo e sono già iniziati i lavori (in alternativa è già stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori).
Tra i presupposti necessari inoltre – rivela l’Agenzia delle Entrate - deve risultare presentata la richiesta di titolo abilitativo per l’esecuzione di lavori edilizi agevolabili con:
- bonus ristrutturazione al 50% per l’acquisto o la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali;
- bonus ristrutturazione al 50% per l’acquisto di abitazioni poste in edifici interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
- Sismabonus per l’acquisto di abitazioni realizzate da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, in comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico.
Cosa sono i prestiti ristrutturazione?
Per finanziare la ristrutturazione di casa è possibile rivolgersi anche a una banca o a una finanziaria e richiedere un prestito. Il prestito ristrutturazione è pensato per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e per le grandi opere.
Secondo l’ultimo Osservatorio Prestiti di Segugio.it, negli ultimi sei mesi, l’ammontare medio di una richiesta per ristrutturazione casa è stato pari a 15.361 euro, mentre la durata più ricercata è stata pari a 60 mesi. I dati rivelano ancora che l'età media di chi richiede un prestito ristrutturazione casa è di 45 anni, mentre l’età media di chi richiede un prestito per qualsiasi altra finalità è pari a 42 anni. Nell’ultimo semestre il prestito ristrutturazione casa è stato richiesto al nord Italia.
I migliori prestiti ristrutturazione da 20.000 euro:
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Prestito Personale Younited | € 150,98 | 7,24% | 7 anni |
| Prestito Personale ConTe.it Prestiti | € 148,74 | 7,26% | 7 anni |
| Prestito Green Casa Findomestic Banca | € 151,80 | 7,41% | 7 anni |
| Prestito Personale Crediper Crediper | € 151,91 | 7,48% | 7 anni |
| Prestito Personale Sella Personal Credit | € 152,40 | 7,62% | 7 anni |
| Prestito personale Mysura Standard Creditis | € 151,25 | 7,82% | 7 anni |
| Credito Flessibile Findomestic Banca | € 153,90 | 7,87% | 7 anni |
| Credito Personale Agos | € 154,53 | 8,69% | 7 anni |
| DB EASY DIGITAL Deutsche Bank | € 161,40 | 10,85% | 7 anni |
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