Prestiti, scendono gli importi richiesti in attesa del calo dei tassi
Il peggio è alle spalle. L'accesso ai prestiti è destinato a diventare più semplice grazie al cambio di rotta della Banca centrale europea, che a inizio giugno ha avviato l'allentamento monetario, con la prospettiva di intervenire ancora nei prossimi mesi.
Circa 10.700 euro. È la somma media richiesta per i prestiti tra aprile e maggio, un dato in calo di ben mille euro rispetto al primo trimestre del 2024. Segno inequivocabile del fatto che i consumatori italiani si muovono con prudenza nel momento in cui valutano di accendere un finanziamento per non rischiare di fare il passo più lungo della gamba.
Sui prestiti si attende l’effetto Bce
Questi dati emergono dall’ultimo Osservatorio Prestiti e Finanziamenti realizzato da Segugio.it, analizzando le pratiche completate sul comparatore di offerte. Quanto ai migliori tassi non si registrano particolari scostamenti rispetto al passato recente, con i prestiti personali al 7,39% (un punto base in meno tra aprile e maggio rispetto al primo trimestre) e le cessioni del quinto tra il 4,87% e il 6,28% in base allo status dei richiedenti.
Anche se si guarda al Taeg medio delle pratiche erogate, gli scostamenti sono limitati e non tutti nella medesima direzione, tanto da non poter derivare chiavi di lettura affidabili.
Chi si finanzia vuole avere le mani libere
Un aspetto interessante che emerge dall’ultimo Osservatorio di Segugio.it è la voglia crescente dei consumatori di avere le mani libere in merito alla destinazione dei finanziamenti ricevuti. La finalità liquidità, da sempre in maggioranza relativa, si rafforza ulteriormente, arrivando al 31,5% di tutte le richieste.
Per trovare un’incidenza maggiore occorre andare a ritroso fino al terzo trimestre del 2021, quando alcuni consumatori hanno fatto provvista di liquidità a fronte della grande incertezza che dominava durava la seconda fase dei lockdown pandemici.
A farne le spese quanto a finalità sono soprattutto i finanziamenti legati all’acquisto di un’automobile usata, la cui incidenza cala dal 19,5 al 18,5% delle richieste totali. A questo proposito va detto che la prima parte del 2024 è stata positiva quanto agli acquisti di automobili, per cui non è escluso che l’ultimo dato sia frutto soprattutto di una pausa di riflessione.
Scende sensibilmente (dal 19,1 al 17,6%) anche la quota dei prestiti e in questo caso la chiave di lettura potrebbe essere la medesima della contrazione relativa all’ammontare: nel momento in cui la congiuntura è debole, si preferisce non prendere posizione.
Anche se non può essere esclusa anche un’altra opzione, che qualcuno abbia preferito rimandare la richiesta di finanziamento in attesa di un calo dei tassi. Infatti, dopo che a inizio giugno la Banca centrale europea ha avviato l’allentamento monetario si attende che il mercato prenda atto di questo nuovo contesto e si avvii una riduzione dei tassi di mercato.
Lo stop al Superbonus si fa sentire
In realtà la finalità che più di altre registra una brusca frenata è la ristrutturazione, con il passaggio dal 14,2% del quarto trimestre 2023 al 9,1% del periodo aprile-maggio. Evidentemente su questa voce ha pesato la nuova stretta al Superbonus, che negli scorsi tre anni è stato un motore potente non solo per il settore delle costruzioni e per il mercato dei finanziamenti, ma anche per l’economia italiana nel suo insieme.
All’opposto passa dal 3,0% del primo trimestre al 4,1% del secondo l’incidenza della voce hobbies, viaggi e matrimoni, che evidentemente risente della bella stagione e del desiderio di organizzare vacanze.
Infine, non si registrano particolari variazioni in merito alle macroaree di residenza dei richiedenti. Il Nord è sempre in testa, con il 51,0% delle richieste totali contro il 50,4% del primo trimestre, ma nel terzo trimestre del 2023 l’incidenza era stata del 51,7%. Il Centro e il Sud perdono qualcosa, attestandosi rispettivamente al 20,9% e al 28,1%.
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