Auto in Europa: sempre più green, ma non solo elettrico
L’Ue ha aperto alla possibilità di una transizione soft per il mercato dell’auto: ha preso atto, per Federmotorizzazione, dell’impossibilità di immatricolare solo auto elettriche a partire dal 2035. L’alternativa è di puntare su carburanti biologici, innovativi e sulla tecnologia.
Il mercato dell’auto europeo (o meglio, la Commissione Trasporti Ue) ha capito l’impossibilità di adottare un passaggio brutale all’elettrico, dai carburanti fossili, senza mettere in ulteriori difficoltà tutta la filiera e anche il fronte della domanda.
Bruxelles, secondo gli addetti ai lavori, ha abbandonato posizioni ideologiche per guardare in faccia la realtà: oggi, infatti, l’auto elettrica non è alla portata di tutti gli automobilisti per l’elevato prezzo d’acquisto, la sua autonomia ancora piuttosto limitata, la carenza di infrastrutture e costi di ricarica. Senza contare anche l’incognita dello smaltimento delle batterie, così come i problemi di standard che la svolta ambientalista comporta.
Puntare su carburanti biologici, innovativi e sulla tecnologia
L’alternativa è quella di puntare anche su carburanti biologici e innovativi, oltre che sul miglioramento tecnologico dei motori più tradizionali. La Commissione Trasporti Ue ha così aperto al mix, prendendo atto dell’impossibilità di immatricolare solo elettriche a partire dal 2035.
Giusto, dunque, puntare alla transizione green ‘dolce’, ma senza subire imposizioni a favore della modalità elettrica e contemplando tutte le altre opzioni, a partire dai motori a combustione con carburanti alternativi. Si tratta di una svolta importante, giunta, nota Federmotorizzazione, dopo pochi giorni dall’incontro che si è tenuto a Bruxelles sul pacchetto Fit-for-55 (iniziative per il miglioramento di ambiente e clima).
Federmotorizzazione, apertura alla neutralità tecnologica
L’orientamento della Commissione Trasporti, secondo il presidente di Federmotorizzazione, Simonpaolo Buongiardino, è un passo molto importante come l’apertura alla neutralità tecnologica. Un processo che favorirebbe il ricambio del parco circolante in modo più efficace e veloce: tutto all’insegna di una maggiore sicurezza nella circolazione sulle strade del continente.
Con questo principio, secondo Buongiardino, si evita il tracollo della filiera dell’industria automobilistica e componentistica che, solo nel nostro Paese, conta 450mila addetti, più di 125mila imprese e genera un fatturato superiore ai 100 miliardi di euro. Filiera che, sottolinea, verrebbe messa in ginocchio da un’adozione dell’elettrico tutt’altro che soft.
La posizione di Bruxelles è un’ottima notizia per l’automotive. Il Governo ha stanziato 1,8 miliardi nel triennio 2022-2024 a favore dell’acquisto di auto a basso impatto ambientale. La Commissione Ue ha anche raccomandato che il calcolo delle emissioni tenga conto dell’intero ciclo di vita dei veicoli e non della sola misurazione allo scarico.
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