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Inflazione: il caro carburanti nelle tasche dei vacanzieri

Una ricerca, in vista delle vacanze estive, ha calcolato il peso dell’inflazione sui trasporti: i voli internazionali sono rincarati del 124 per cento, i viaggi marittimi del 19 per cento e l’uso dell’auto privata del 10 per cento. In calo solo le tariffe dei treni.

Pubblicato il 01/08/2022
aereo in volo
Ricadute nel settore trasporti dell'inflazione

Il periodo di vacanza programmato dagli italiani rischia di essere funestato dall’inflazione che, dopo il settore energetico, ha iniziato ad abbracciare altri settori, a cominciare da quello dei trasporti. Inoltre, per chi ha deciso di spostarsi in aereo, il viaggio potrebbe risultare ancora più complicato a causa degli intasamenti negli aeroporti. I costi, rispetto al pre-pandemia e alla crisi generata dalla guerra in Ucraina, continuano ad aumentare in maniera esponenziale: raddoppiano i prezzi dei voli e dei traghetti, mentre calano sorprendentemente quelli dei treni.

Anche il caro-carburante avrà un peso non indifferente sul budget di chi ha deciso di andare in vacanza usando l’auto. Gli italiani però non rinunciano alle vacanze, come rivela l'aumento delle richieste da parte degli italiani di un prestito con finalità hobbies-viaggi-vacanze. Secondo il più recente Osservatorio finanziamenti di PrestitiOnline.it le domande sono ai massimi degli ultimi tre anni: con una serie di tre trimestri consecutivi in rialzo, nel secondo trimestre di quest'anno si sono attestate al 2,4% (1,7% nei primi tre mesi). L'incremento più ampio è stato registrato nel Nord del Paese (2,7%) seguito dal Sud (1,6%).

L’impennata delle tariffe aeree e del trasporto marittimo

Il quadro dell’inflazione sulle vacanze italiane è stato tracciato da Altroconsumo, che da mesi segue la variabilità dei costi del settore trasporti. A questo riguardo, il vistoso rincaro dei carburanti, sommato alle attuali criticità del settore, ha portato a un incremento del 90% annuo (Istat) dei prezzi dei biglietti aerei. La loro tendenza al rialzo è comunque di lunga data, come mostrano i consistenti aumenti che hanno registrato dal giugno 2020 (+64%) e dal 2019, prima dello scoppio della pandemia (+56%).

Gli incrementi più ampi riguardano i voli internazionali (+124% annuo e +92% rispetto al 2020), mentre i voli nazionali registrano una crescita più contenuta: +33% rispetto al 2021 (-5% sul 2020). L’onda dell’inflazione tocca significativamente anche il trasporto marittimo, che mostra incrementi del 19% sul 2021, del +21% rispetto al 2020 e del 12% rispetto all’anno prima del Covid-19. In controtendenza, invece, viaggiano le tariffe dei treni: -10% su base tendenziale, -5% sul 2020 e -2% nei confronti del 2019.

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Monitorate le principali tratte autostradali

Gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza in auto, pur avendo per ora evitato i rincari sui pedaggi autostradali (+1,5%) preventivati per il primo luglio ma non ancora adottati, devono affrontare il rincaro dei carburanti.

La ricerca in esame, a questo proposito, ha approfondito il tema conducendo un’inchiesta su quanto si spende rispetto agli anni passati su 12 tratte autostradali verso zone di mare. Partendo dalle grandi città, come Milano, Roma, Napoli, Torino e Firenze sono stati percorsi i tragitti più battuti dai vacanzieri verso Lignano, Rimini, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Viareggio e Senigallia. La ricerca prende in considerazione il costo dei carburanti salito oltre i 2 euro/l nelle ultime settimane, rispetto a quanto registrato due anni fa, quando benzina e diesel costavano rispettivamente 1,40 euro e 1,28 euro/l.

Quanto costa di più viaggiare oggi usando l’auto

Alla luce di questi dati, chi guida oggi una macchina a benzina, spenderebbe il 27,7% in più per il viaggio rispetto al 2021 e ancora di più (+48,2%) rispetto al 2020. Ad esempio, per la tratta Milano-Palinuro, si prevede che un automobilista spenderà 58 euro in più rispetto al 2020 e 88 euro in più a differenza di due anni fa.

Per quanto riguarda il gasolio, il suo costo cresce del 36,9% rispetto al 2021, ma è soprattutto il confronto rispetto al 2020 che spaventa: si registra un’impennata del 58,2%. Anche in una breve tratta come Milano-Rimini, per un rifornimento di diesel si verseranno 22 euro in più rispetto allo scorso anno e 30 in più rispetto al 2020.

A cura di: Fernando Mancini

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