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Prestiti alle famiglie e alle imprese col segno più

I tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento restano anche nel mese di febbraio su livelli molto bassi. L’Associazione Bancaria Italiana rileva nel suo ultimo rapporto mensile che il tasso medio sul totale dei prestiti è sceso al 2,24 per cento.

Pubblicato il 17/03/2021

Aggiornato il 14/04/2021

Crescono i prestiti alle imprese e alle famiglie nel mese di febbraio 2021. L’incremento è pari al 5,1% rispetto allo scorso anno. È questa la fotografia scattata dall’Associazione Bancaria Italiana (Abi) nel rapporto mensile di marzo. Tale evidenza emerge dai dati pubblicati dalla Banca d’Italia sui finanziamenti alle aziende e ai nuclei familiari. Il calcolo - si legge nell’ultima rilevazione – include i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni.

I tassi di interesse sui prestiti

Restano anche nel mese di febbraio su livelli molto bassi, sui minimi storici, i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento. L’Associazione Bancaria Italiana rileva che i tassi di interesse sui prestiti registrano tali dinamiche:

  • il tasso medio sul totale dei prestiti è sceso al 2,24% (2,26% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007);
  •  il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l’1,30% (1,27% a gennaio 2021, 5,72% a fine 2007);
  • il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,10% (1,18% il mese precedente; 5,48% a fine 2007).

La qualità del credito

Nel rapporto mensile di Abi emerge anche che le sofferenze nette, ossia al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, a gennaio 2021 scendono sotto i 20 miliardi e risultano pari a 19,9 miliardi di euro (livello minimo da giugno 2009). Si tratta di un dato in calo rispetto ai 20,9 miliardi di dicembre 2020 e ai 26,3 miliardi di gennaio 2020 (-6,5 miliardi pari a -24,6%) e ai 33,5 miliardi di gennaio 2019 (-13,7 miliardi pari a -40,7%). Rispetto, inoltre, al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di circa 69 miliardi (pari a -77,6%).

L’Associazione Bancaria Italiana rende noto che il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è ridotto all’1,14% a gennaio 2021, livello minimo da giugno 2009. La percentuale era pari all’1,21% a dicembre 2020, a 1,55% a gennaio 2020, a 1,93% a gennaio 2019 e 4,89% a novembre 2015. Il rapporto mensile dell’Abi rende disponibili una serie di informazioni quantitative che risultano in anticipo rispetto ad altre rilevazioni, in quanto sono le banche i produttori stessi di tali dati.

La raccolta da clientela

Nel mese di febbraio in Italia la dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +7,6% su base annua. I depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) presentano il segno più e sono aumentati, nello stesso mese, di oltre 161 miliardi di euro rispetto ad un anno prima (variazione pari a +10,2% su base annuale).

Discorso opposto per la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, che è invece scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 22 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -9,4%).

L’Associazione Bancaria Italiana, nell’ultimo rapporto pubblicato nel mese di marzo, rileva che a febbraio 2021 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è in Italia lo 0,48%. Stessa percentuale anche nel mese precedente.

Ciò ad effetto:

  • del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), 0,32% (0,32% anche nel mese precedente);
  • del tasso sui PCT, che si colloca allo 0,93% (0,81% il mese precedente);
  • del rendimento delle obbligazioni in essere, 1,87% (1,84% a gennaio 2021).

Continua ad essere su livelli molto bassi il margine tra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie. A febbraio 2021 lo spread risulta di 176 punti base (178 punti base nel mese precedente). Il dato risulta in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).

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A cura di: Tiziana Casciaro

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