Prestiti e direttiva case green: spesa da 180 miliardi in Italia
Adeguare il patrimonio immobiliare italiano agli obiettivi di efficienza energetica previsti dalla Direttiva europea case green potrebbe costare circa 180 miliardi di euro. Lo stima il Politecnico di Milano. Scopri la ricerca e trova un prestito ristrutturazione casa conveniente a luglio 2024.
Una cifra record di 180 miliardi di euro. È quanto potrebbe costare l’adeguamento del patrimonio immobiliare italiano per raggiungere gli obiettivi europei di efficienza energetica previsti dalla Direttiva case green. Questa stima è stata elaborata dal team di esperti di Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano ed è contenuta all’interno dell’ultimo Energy Efficiency Report 2024. Si tratterebbe di un investimento gigantesco e paragonabile a quello messo in campo da Superbonus, Ecobonus e Bonus casa negli ultimi tre anni.
Case green: stop alle emissioni inquinanti entro il 2050
La direttiva Epbd (Energy performance of buildings directive), nota al grande pubblico come direttiva case green, punta ad eliminare sia le emissioni di gas serra, sia il consumo di energia degli edifici europei entro il 2050. E per centrare questi due traguardi, c’è solo la strada della ristrutturazione massiccia del maggior numero di immobili, a cominciare da quelli con le prestazioni energetiche peggiori. Dall’entrata in vigore della direttiva case green, i Paesi UE adesso avranno due anni di tempo per stabilire, con le loro leggi nazionali, le modalità per centrare questi target.
Il provvedimento, che ora è diventato una legge dell’Unione europea, dopo il via libera da parte del Parlamento di Strasburgo, prevede che:
- tutti gli edifici di nuova costruzione siano a emissioni zero dal 2030 (i nuovi edifici pubblici lo dovranno essere dal 2028);
- gli edifici residenziali già esistenti dovranno essere sottoposti a interventi per garantire una riduzione dell’energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035.
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Investimento oltre i 180 miliardi per applicare la direttiva in Italia
Per non mancare gli obiettivi di sostenibilità previsti con la direttiva case green, gli esperti del Politecnico di Milano hanno stimato che la riduzione di emissioni nocive dovrà essere uguale a 6,32 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), di cui il 55% dovrà riguardare i consumi di energia primaria provenienti da edifici in classe energetica G, la più bassa della scala. Immobili “mangia-energia” che però rappresentano almeno il 43% del parco immobiliare italiano, in termini di metrature o numero di abitazioni.
Calcolatrice alla mano, per rendere energeticamente performanti gli edifici di classe G nel nostro Paese (pari a circa 5 milioni secondo gli ultimi dati disponibili) sarebbero necessari tra i 93 e i 103 miliardi di euro. “Se si considera poi che è indispensabile completare il raggiungimento degli obiettivi con analoghi interventi sugli edifici delle altre classi energetiche il conto complessivo raggiunge i 169-187 miliardi di euro”, scrivono nel loro dettagliato rapporto gli ingegneri del Politecnico milanese.
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