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Prestiti personali: tassi giù, sale l’indice di fiducia dei consumatori

Aumenta l’indice di fiducia dei consumatori italiani e delle imprese, come rileva l’ISTAT a gennaio. Un clima di ottimismo determinato dall’inflazione in ribasso e dai tassi di interesse su prestiti personali e cessione del quinto in discesa, trainati dai cinque tagli della BCE sul costo del denaro.

Marco Pescarmona
A cura di Marco Pescarmona

Esperto di mercati e prodotti finanziari

banconote in un portafogli
Sale l’indice di fiducia dei consumatori italiani, dati ISTAT

Risale il clima di fiducia dei consumatori in Italia. Lo speciale indice dell’ISTAT passa da 96,3 a 98,2 a gennaio. Così come l’Istituto di statistica afferma che cresce anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese, aumentando da 95,3 a 95,7.

Alla base di questa iniezione di ottimismo di famiglie e imprenditori concorrono due elementi cardine: l’inflazione al ribasso e la discesa dei tassi di interesse sui prestiti e i mutui. Con questi ultimi che, essendo meno cari rispetto al passato recente, stanno rilanciando, come previsto dalla BCE, i consumi e quindi l’economia nell’Eurozona.

Consumatori più fiduciosi per economia e futuro

Gli analisti dell’ISTAT spiegano che tra i consumatori si evidenzia un diffuso miglioramento delle opinioni soprattutto sulla situazione economica generale e su quella futura:

  • il clima economico aumenta da 96,1 a 101,3;
  • l’indice per il futuro cresce da 93,3 a 96,1.

L’incremento è meno marcato per il clima personale (l’indice sale da 96,4 a 97,1) e per quello corrente (da 98,6 a 99,8).

“Il clima di fiducia dei consumatori - commentano dall’ISTAT - torna ad aumentare dopo tre mesi consecutivi di calo: la dinamica positiva dell’indice è la sintesi di valutazioni complessivamente in miglioramento specialmente sulla situazione economica generale e su quella futura; le opinioni sul quadro personale e quello corrente sono improntate ad un più cauto ottimismo”.

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Prestiti personali e cessione del quinto: giù i tassi

A supporto della crescente fiducia dei consumatori, c’è il maggior risparmio sulle rate mensili dei prestiti personali e della cessione del quinto per stipendi e pensioni. La conferma arriva dall’ultima rilevazione, relativa a gennaio 2025, dell’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it.

Nelle prime quattro settimane dell’anno, il migliore tasso sui prestiti personali si è attestato al 7,17% in ribasso rispetto allo stesso mese del 2024, quando era al 7,40%, mentre i migliori tassi per la cessione del quinto hanno fatto segnare:

  • il 4,61% per i dipendenti pubblici;
  • il 5,73% per i dipendenti privati;
  • il 5,90% per i pensionati.

Tutti e tre sono in diminuzione rispetto al gennaio 2024, quando erano rispettivamente al 4,88%, 5,84% e 6,25%.

Oltre alla maggiore convenienza dei tassi, un ulteriore abbattimento dei costi mensili per un finanziamento è possibile con la comparazione online delle offerte. Con un portale come Segugio.it, puoi trovare le migliori offerte di febbraio 2025 tra le banche e le società finanziarie partner. Perché più ampia è la scelta tra le proposte disponibili, più sono le possibilità di risparmiare.

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Tassi in calo, più ottimismo tra le imprese delle costruzioni

Dopo gli ultimi cinque tagli del costo del denaro da parte della Banca centrale europea (BCE), la flessione dei tassi su prestiti e mutui è un carburante anche per il settore delle costruzioni che, con finanziamenti più convenienti per le famiglie, spera di incrementare il numero delle compravendite sia di nuovi immobili, sia di edifici ristrutturati.

Non a caso, l’indice di fiducia delle imprese del comparto edile è salito da 100,9 a 104,2, come riferisce l’ISTAT. Anche se l’Istituto di statistica fa notare che, a gennaio 2025, è aumentato anche l’indice di fiducia nell’industria manifatturiera, passando da 85,9 a 86,8.
Parametro che invece è leggermente diminuito:

  • nei servizi di mercato (da 99,6 a 99,0);
  • nel commercio al dettaglio (da 106,9 a 106,5).

“A gennaio 2025 - sottolineano dall’ISTAT - l’indice di fiducia delle imprese aumenta per il secondo mese consecutivo riportandosi per la prima volta sul livello stimato ad aprile 2024. L’aumento dell’indicatore è trainato dal comparto manifatturiero e, soprattutto, da quello delle costruzioni”.

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