Come funziona la cessione del quinto dello stipendio?
La cessione del quinto è un prestito personale non finalizzato a tasso fisso, riservato a lavoratori dipendenti e pensionati. Il rimborso avviene tramite il datore di lavoro o l'ente pensionistico, che trattiene la rata direttamente dalla busta paga o dal cedolino della pensione e la versa all'istituto finanziatore.
Come funziona la cessione del quinto dello stipendio?
La cessione del quinto è un prestito personale non finalizzato a tasso fisso, riservato a lavoratori dipendenti (pubblici, statali e privati con contratto a tempo indeterminato) e pensionati. Il rimborso non avviene tramite addebito bancario tradizionale: è il datore di lavoro o l'ente pensionistico (INPS o ex INPDAP) che trattiene la rata direttamente dalla busta paga o dal cedolino della pensione e la versa all'istituto finanziatore.
Il meccanismo è regolato dal D.P.R. n. 180 del 1950 e prevede tre vincoli principali:
Rata massima: non può superare un quinto (20%) dello stipendio o pensione netti mensili.
Durata: da un minimo di 24 mesi a un massimo di 120 mesi.
Polizza assicurativa obbligatoria: copre il rischio vita (decesso del richiedente) e il rischio impiego (perdita del lavoro per i dipendenti). Il costo è incluso nel piano di rimborso.
Il prestito è "non finalizzato": non occorre indicare come verrà usata la somma ricevuta.
Quando si può richiedere la cessione del quinto?
La cessione del quinto è richiedibile da subito per dipendenti statali e pubblici, a condizioni specifiche per i dipendenti privati (contratto a tempo indeterminato e TFR sufficiente), e dal momento della pensione definitiva per i pensionati. I tempi di accesso cambiano in base alla categoria.
Dipendenti statali e pubblici
I dipendenti statali (forze armate, magistratura, insegnanti) e i dipendenti pubblici (ospedali, enti locali, aziende pubbliche) possono richiedere la cessione poco dopo l'immissione in ruolo. La solidità del datore di lavoro riduce al minimo i rischi per la banca, quindi le valutazioni sono più rapide e meno stringenti.
Dipendenti privati
Per i dipendenti privati servono un contratto a tempo indeterminato, un TFR accantonato sufficiente e un datore di lavoro che soddisfi i requisiti richiesti dalle compagnie assicurative (in genere: società di capitali con un numero adeguato di dipendenti e un rating aziendale positivo). Maggiore è l'anzianità di servizio, maggiore il TFR maturato e, di conseguenza, l'importo ottenibile. I lavoratori autonomi e chi ha contratti a tempo determinato sono esclusi.
I pensionati INPS o ex INPDAP possono richiedere la cessione dal momento in cui percepiscono la pensione definitiva. Devono rispettare un limite di età alla scadenza del prestito (generalmente 85-87 anni a seconda dell'istituto) e la pensione non deve essere sotto la soglia minima annua stabilita dall'INPS. Sono escluse pensioni sociali e di invalidità civile.
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Quanti soldi si possono ottenere con la cessione del quinto?
L'importo dipende dalla rata massima sostenibile e dalla durata scelta. La rata non può superare il 20% del reddito netto mensile, quindi il calcolo parte sempre dallo stipendio o pensione.
Esempio pratico
Con uno stipendio netto di 1.500 euro al mese, il quinto è 300 euro. Con una durata massima di 120 mesi, il capitale erogabile può arrivare fino a circa 36.000 euro, prima della decurtazione per interessi e costo della polizza.
Per i dipendenti privati l'importo è vincolato anche al TFR accantonato: la banca non eroga cifre superiori a quanto garantito dal trattamento di fine rapporto. Per i pensionati, l'INPS calcola la "quota cedibile" in base alla pensione netta al di sopra della soglia minima.
La durata della cessione del quitno va da un minimo di 24 mesi (2 anni) a un massimo di 120 mesi (10 anni), è fissa e concordata al momento della firma del contratto, non varia nel tempo.
Come si fa per chiedere una cessione del quinto?
Il primo passo è raccogliere preventivi da più banche e finanziarie per confrontare TAEG, durata e condizioni. Segugio.it consente di confrontare le offerte di cessione del quinto e richiedere un preventivo direttamente agli istituti convenzionati, senza costi aggiuntivi.
Quali sono i passaggi per ottenere la cessione del quinto?
Ottenere la cessione del quinto richiede quattro fasi: raccolta documenti e presentazione della domanda, istruttoria con emissione della polizza, firma del contratto ed erogazione, notifica al datore di lavoro per avviare la trattenuta.
1. Raccolta documenti e richiesta
Il richiedente presenta la domanda alla banca o finanziaria scelta, con i documenti necessari (documento d'identità, codice fiscale, ultime buste paga o cedolino pensione, certificato di stipendio emesso dal datore di lavoro).
2. Istruttoria e polizza assicurativa
La banca valuta il merito creditizio e le garanzie. Parallelamente, la compagnia assicurativa emette la polizza obbligatoria che copre vita e impiego. Senza polizza il contratto non può essere firmato.
3. Firma del contratto ed erogazione
Il richiedente firma il contratto. La somma viene accreditata direttamente sul conto corrente indicato.
4. Notifica al datore di lavoro
Il datore di lavoro o l'ente pensionistico viene informato dell'avvenuta sottoscrizione tramite notifica formale, oggi inviata via PEC. Da quel momento, il datore trattiene la rata mensile dalla busta paga e la versa alla banca. L'erogazione del finanziamento avviene dopo la ricezione dell'atto di benestare da parte del datore di lavoro, che conferma l'accettazione della trattenuta e la data di inizio pagamenti.
Quando conviene la cessione del quinto?
Conviene soprattutto a dipendenti pubblici, statali e pensionati INPS: la solidità del datore di lavoro abbassa il rischio per la banca, che applica tassi più favorevoli rispetto al prestito personale tradizionale.
Conviene anche a chi ha precedenti negativi in CRIF o protestati: poiché la garanzia è strutturale sul reddito fisso, la banca non si basa sullo storico creditizio. Il prestito risulta accessibile anche a chi verrebbe rifiutato per un prestito personale ordinario.
Per i dipendenti privati il discorso è più articolato: i tassi dipendono dalla dimensione aziendale, dall'anzianità di servizio e dal TFR maturato. In alcune situazioni un prestito personale standard può risultare più conveniente o più rapido.
Quali sono gli svantaggi della cessione del quinto?
Il principale limite è che l'importo ottenibile è direttamente vincolato al reddito: non si può superare il 20% dello stipendio netto mensile come rata, il che pone un tetto all'importo finanziabile. Chi ha uno stipendio basso o ha già ceduto una quota del quinto (cessione in corso) può trovarsi con un margine molto ridotto.
Un secondo svantaggio riguarda la flessibilità: non è possibile saltare o spostare una rata, perché la trattenuta è automatica. In caso di cambio di datore di lavoro o di licenziamento, la gestione del prestito diventa più complessa (vedi sotto).
Infine, il costo della polizza assicurativaobbligatoria incide sul costo totale del prestito (TAEG), a volte rendendolo più caro rispetto a un prestito personale per chi non ha criticità creditizie.
Cosa succede se mi licenzio o perdo il lavoro?
Se il dipendente perde il lavoro, entra in gioco la polizza assicurativa obbligatoria sul rischio impiego: l'assicurazione copre le rate per il periodo di disoccupazione, fino ai limiti previsti dal contratto.
Nel caso di un nuovo rapporto di lavoro, il prestito viene trasferito al nuovo datore, che riprende la trattenuta. Se invece il lavoratore diventa autonomo o non trova nuovo impiego entro i termini della copertura, il debito residuo viene gestito secondo le condizioni contrattuali.
Quante cessioni del quinto si possono fare contemporaneamente?
In linea generale è possibile avere una sola cessione del quinto attiva, poiché la rata massima è già il 20% dello stipendio netto. Tuttavia, esiste il prestito con delega di pagamento (detto anche "doppio quinto"): uno strumento che consente, in alcuni casi e a discrezione del datore di lavoro, di cedere un ulteriore quinto, arrivando fino al 40% dello stipendio netto tra cessione e delega. Consulta la pagina prestito con delega o doppio quinto per i dettagli.
È invece possibile rinnovare o rinegoziare una cessione esistente una volta raggiunta una certa soglia di rimborso (generalmente dopo aver rimborsato almeno il 40% del capitale), ottenendo nuova liquidità con un contratto aggiornato.