logo segugio.it
Chiama gratis 800 999 555 Chiama gratis 800 999 555

Nel 2021 più frodi creditizie e furti di identità per un prestito

Sono i prestiti finalizzati la principale tipologia di finanziamento oggetto di frode. Quasi la metà riguarda l'acquisto fraudolento di elettrodomestici, oggetti di elettronica, informatica e telefonia. Sebbene i casi siano in aumento, nel 2021 abbiamo assistito a un minore importo medio frodato.

Pubblicato il 19/07/2022
computer con una messaggio di allerta frode
Più frodi creditizie e furti d'identità per un prestito

I casi di frodi creditizie registrati nel primo semestre 2021 sono 12.200, con un incremento rispetto al 2020 non di poco conto; parliamo di un rialzo dell’8,7%. Il danno supera i 63 milioni di euro. A fornire un quadro dettagliato è l’Osservatorio sulle frodi creditizie e i furti di identità realizzato da Crif-MisterCredit. L’aumento delle truffe e dei raggiri è in parte legato alla maggiore propensione nei confronti degli acquisti online (+18% nel 2021). È, infatti, soprattutto attraverso i canali virtuali che si registrano simili frodi.

Sebbene i casi siano in aumento, si assiste nel 2021 a un minore importo medio frodato. I truffatori, dunque, si accontentano di bottini più modesti rispetto al passato, con un importo medio che scende a 5.168 euro contro i 5.792 Euro dell’anno precedente. Ad abbassarsi, secondo il report, è anche l’età media delle vittime. Sono in particolare i giovani a prestare poca attenzione alla protezione dei dati e dei vari dispositivi. La fascia d’età più vulnerabile è quella compresa tra i 18 e i 30 anni. A seguire coloro che hanno tra i 41 e i 50 anni e quelli tra i 31 e i 40 anni. Sono di numero inferiore le vittime delle frodi creditizie di età compresa tra i 51 e i 60 anni, mentre all’ultimo posto si piazzano gli over 60. Dall’Osservatorio Crif-Mister Credit è emerso, inoltre, che la maggioranza delle vittime è rappresentata da uomini (64,1%).

Le principali tipologie di finanziamento oggetto di frode

Sono i prestiti finalizzati la principale tipologia di finanziamento oggetto di frode. Si collocano primi in posizione con il 43,1% dei casi. Quasi la metà riguarda l’acquisto fraudolento di elettrodomestici, oggetti di elettronica, informatica e telefonia (48,2%). A seguire, tra le forme di finanziamento che finiscono nel mirino dei frodatori, vi sono i prestiti personali (16,6%) e le carte di credito (26.7%).

A presentare il segno più sono in particolare le frodi su importi inferiori a 1.500 euro. Si tratta per lo più di richieste di finanziamento o rateizzazioni di pagamento su acquisti e-commerce. Nel 2021 i casi relativi a tali importi sono cresciuti del 52% rispetto all’anno precedente. Un segnale che i banditi non disprezzano nemmeno le operazioni disoneste su beni di importo più contenuto. A crescere, inoltre, durante lo scorso anno sono anche i casi di frode con importi compresi tra i 5.000 e i 10.000 euro: si è passati dal 9,6% al 14,0% del totale. Il rialzo è del 45,7%. Segno positivo anche per le operazioni fraudolente dal valore superiore ai 10.000 euro che sono arrivate al 12,7%. L’incremento è stato del 3,9% rispetto alla precedente rilevazione.

Sulla lunghezza d’onda opposta vi sono i casi di importo compreso tra 1.500 e 3.000 euro, che risultano invece in discesa. Il calo è pari al 28,9% rispetto al 2020. Stesso discorso per le operazioni comprese tra 3.000 e 5.000 euro. Anche in questo caso le frodi sono calate del 10,1%.

Più della metà dei casi scoperta entro 6 mesi

Quasi il 52,5% dei casi di frodi creditizie viene scoperto entro sei mesi. I casi scoperti dopo 5 anni o più sono però saliti del 31,5%. È frequente anche che tali frodi vengano portate alla luce tra i 6 e i 12 mesi e tra i 12 e i 24 mesi. Tra le regioni più coinvolte vi sono la Campania (15,35%) con circa 1900 casi; la Lombardia (12,35%) con oltre 1.500 casi; la Sicilia (11,40%) con circa 1.400 casi e il Lazio (10,76%) con più di 1.300 casi. Tra le regioni meno coinvolte da frodi vi sono, invece, l’Umbria e Friuli Venezia Giulia (0,95%); il Molise e il Trentino Alto Adige (0,56%) e la Valle d’Aosta (0,11%).

A cura di: Tiziana Casciaro

Articoli correlati