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Riscatto della laurea: come potrebbe cambiare

A fronte di carriere lavorative sempre più discontinue, mentre di pari passo si va in pensione sempre più tardi, avanza l’ipotesi di introdurre il riscatto gratuito della laurea sul modello tedesco. Un’innovazione che garantirebbe importanti vantaggi. Vediamo come.

Pubblicato il 06/07/2022
cappello di laurea poggiato su libri
Riscatto laurea

Per ora siamo ancora alle proposte, ma è bene restare vigili, pronti ad intervenire qualora si presentasse l’opportunità. A fronte di carriere lavorative sempre più discontinue, mentre di pari passo si va in pensione sempre più tardi, si sta facendo strada l’ipotesi di introdurre il riscatto gratuito della laurea sul modello tedesco. Un’innovazione che garantirebbe importanti vantaggi. Vediamo come.

Il sistema attuale

Il riscatto della laurea consente di convertire gli anni universitari (quelli del piano regolare, senza quindi considerare eventuali fuoricorso) in periodi contributivi ai fini pensionistici.

Il sistema ordinario di riscatto, relativo ai periodi dal 1996 in avanti (che quindi rientrano nel sistema contributivo) prevede che si applichi l’aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda alla retribuzione nei dodici mesi meno remoti interessati dagli studi universitari.

I periodi precedenti (che si collocano quindi nel sistema retributivo) sono invece riscattabili con un contributo che cambia in base a diversi fattori: età, periodo da riscattare, genere, anzianità contributiva totale e retribuzioni degli ultimi anni.

Per avere un quadro più chiaro, il sito internet dell’Inps offre un simulatore che simula il costo del riscatto della laurea e consente, quindi, di capire se conviene o meno riscattare il titolo di studio.

Riscatto agevolato

Ancora per quest’anno è possibile, inoltre, accedere al riscatto agevolato. In questo caso l’onere è determinato prendendo a riferimento il minimale degli artigiani e commercianti e l’aliquota di computo vigente nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti. Alle condizioni attuali si pagano circa 5.350 euro all’anno, per cui il riscatto di una laurea quadriennale costa sui 21mila euro, mentre una quinquennale intorno ai 26.200 euro. Per altro è possibile rateizzare il costo del riscatto fino a un massimo di 120 rate mensili (e dunque in dieci anni).

Il legislatore agevola il riscatto della laurea con una fiscalità di favore. In particolare, se si opta per il regime ordinario, è prevista una deduzione nell’ordine del 100%, se si sceglie quello agevolato si beneficia di una detrazione nella misura del 50% di quanto versato. Questo sempre che il versamento venga fatto dal diretto interessato, altrimenti la detrazione scende al 50%.

Il benchmark tedesco

Detto del sistema attuale, il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha da poco rilanciato l’idea di introdurre il riscatto gratuito come già avviene in Germania. In questo modo, ha spiegato l’esperto, si potrebbe aumentare la quota di laureati nel nostro Paese che nel 2021 erano (tra la popolazione in età da lavoro) appena il 20% del totale a fronte del 33,4% medio nell’Unione europea.

Se la novità venisse introdotta, il riscatto sarebbe automatico su richiesta dell’interessato e previa verifica dei requisiti da parte degli organismi di controllo.

Lo si farà? Molto dipenderà dalla disponibilità dei fondi, per cui con ogni probabilità occorrerà attendere l’autunno, quando entrerà nel vivo la discussione sulla manovra di Bilancio 2023.

A cura di: Luigi dell'Olio

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