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Sul crowdfunding l’Italia si allinea all’Europa

L'obiettivo è favorire il decollo definitivo del settore puntando su una crescente trasparenza delle informazioni fornite a consumatori e investitori. L'Italia finalmente allinea la normativa nazionale all'ultimo regolamento europeo in tema di crowdfunding.

Pubblicato il 27/12/2022
grafico di investimenti
Nuove regole in tema di Crowdfunding

L’obiettivo è allineare il quadro normativo nazionale a quello comunitario in un ambito di grande interesse per i consumatori come il crowdfunding, che offre grandi opportunità, ma potrebbe anche esporre a qualche rischio i meno accorti. L’Italia si è adeguata alle disposizioni del regolamento Ue 2020/1503, relativo ai fornitori di servizi di crowdfunding per le imprese.

Cosa cambia

Il regolamento introduce un nuovo regime armonizzato a livello comunitario, con la possibilità di adesione allo stesso da parte degli operatori mediante apposita autorizzazione da parte dell'autorità nazionale competente. Il nuovo regime stabilisce, tra l'altro, requisiti uniformi per la prestazione dei servizi di crowdfunding, per l'organizzazione, l'autorizzazione e la vigilanza dei provider, per il funzionamento delle piattaforme e per quanto concerne la trasparenza e le comunicazioni di marketing e prevede un'autorizzazione unica agli operatori.

In particolare, d’ora in avanti si potrà contare su un regime autorizzativo unico per l’equity (investimenti in capitale) e per lending (prestiti) crowdfunding. Infatti, se l’Italia è stata la prima in Europa a dotarsi la normativa nazionale sull’equity crowdfunding, con regole stabilite già nel 2013, sul fronte del lending finora non aveva avuto un corpus normativo di riferimento.

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Passaporto comunitario

Le piattaforme nazionali potranno ottenere una licenza italiana (con la Consob e la Banca d’Italia incaricate di esaminare le richieste e dare eventualmente il via libera) e da quel momento potranno sollecitare e raccogliere investimenti in tutta Europa, senza chiedere ulteriori autorizzazioni da parte degli altri Stati. Il che vale anche in direzione opposta, cioè le piattaforme europee autorizzate potranno raccogliere soldi in Italia.

Inoltre, vengono definiti i requisiti di trasparenza e di governance che le piattaforme devono garantire per facilitare la vita agli investitori e a coloro che intendono confrontare le diverse offerte presenti sul mercato.

Limiti per le campagne

Le regole di omogenizzazione a livello euro abbracciano anche le dimensioni della raccolta, con il tetto massimo fissato a 5 milioni di euro a campagna, e le comunicazioni di marketing, con la definizione dei criteri da seguire per garantire la tutela dei consumatori.

Le dimensioni del mercato

Le difficoltà che hanno colpito negli ultimi tempi le principali asset class sono state tra i principali motori per lo sviluppo più recente del crowdfunding, insieme con la promessa di rendimenti allettanti, per quanto da valutare con grande attenzione per la minore liquidità rispetto agli asset quotati.

Secondo l’ultimo report sulla Finanza Alternativa per le Pmi, curato dal Politecnico di Milano, tra il secondo semestre del 2021 e il primo del 2022 il lending crowdfunding ha raccolto in Italia 185,6 milioni di euro, mettendo a segno un progresso del 26% rispetto all’anno precedente, mentre l’equity si è attestato a 141,9 milioni, con un calo negli ultimi sei mesi del 10%, soprattutto a causa della debolezza che ha caratterizzato la congiuntura economica.

Infine, il direct lending, vale a dire l’erogazione di credito da parte di soggetti non bancari, ha registrato finanziamenti per 1,2 miliardi di euro, con un balzo in avanti nell’ordine del 55%. Un settore ormai di peso, dunque, che potrebbe conoscere un nuovo sprint dopo la migliore definizione del quadro regolamentare.

A cura di: Luigi dell'Olio

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