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Auto: non c’è tempo da perdere per favorire l’elettrico

L’industria dell’auto europea è pronta ad accettare la sfida dell’elettrico. Dopo la decisione Ue di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2035, è ansiosa di vedere le condizioni essenziali per raggiungere questo obiettivo nelle politiche. ACEA: entro il 2030 tre auto vendute su 5 sarà green.

Pubblicato il 02/11/2022
icona auto elettrica su sfondo blu
Transizione della mobilità all'elettrico

La decisione presa a Bruxelles, di ridurre le emissioni di CO2 di auto e furgoni del 100% entro il 2035 (vietando, di fatto, la vendita dei tradizionali veicoli con motore a combustione interna) è senza precedenti per la portata storica che punta ad avere: significa che l'Unione Europea sarà, tra appena 13 anni, la prima e unica regione al mondo a diventare completamente elettrica.

A seguito di questo accordo, l'Associazione europea dei produttori di automobili (ACEA) esorta ora i responsabili politici dei Paesi membri a inserire una marcia superiore per implementare le condizioni che favoriscono la mobilità a emissioni zero.

L’industria è pronta ad accettare la sfida

Questa decisione estremamente ampia è senza precedenti e ora, ha quindi sottolineato il presidente dell’ACEA, Oliver Zipse, non bisogna commettere errori perché l'industria automobilistica europea è all'altezza della sfida di fornire questo tipo di veicoli a emissioni zero.

Tuttavia, ha aggiunto, i produttori sono ansiosi di vedere le condizioni quadro essenziali per raggiungere questo obiettivo nelle politiche dell'Ue. Questi fondamentali cardini, ha spiegato, includono un'abbondanza di energia rinnovabile, una rete infrastrutturale di ricarica privata e pubblica senza interruzioni e l'accesso alle materie prime.

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Entro il 2030 tre auto vendute su cinque saranno green

Gli investimenti profusi nell’elettrico negli ultimi anni, pur non avendo ‘sufficienti’ riscontri dal fronte pubblico, stanno premiando gli sforzi dell’industria automobilistica europea: l'anno scorso un'auto nuova su cinque venduta nell'Unione aveva infatti una presa di corrente. Questo rapporto, secondo le stime dei produttori, entro il 2030 salirà a tre auto su cinque, mettendo così l'Ue davanti a tutte le altre regioni del mondo. Le case automobilistiche sono pronte a collaborare con i responsabili politici dei Paesi per affrontare le significative sfide sociali e industriali che questa trasformazione all’elettrico comporta.

Ora Bruxelles si occupi di supply chain e commodity critiche

Ora, ha affermato il DG dell'ACEA, Sigrid de Vries, dobbiamo lavorare insieme su politiche che garantiscano l'accesso alle materie prime, che rendano le auto elettriche prodotti per il mercato di massa, che mitighino le conseguenze sull'occupazione e che consentano di caricare tali veicoli in modo rapido e semplice.

Questi obiettivi presuppongono che l'Ue debba costruire catene di approvvigionamento resilienti, soprattutto quando si tratta di parti critiche come batterie e commodity. Altrimenti, teme l’ACEA, i produttori saranno in forte svantaggio rispetto ai loro omologhi di altre regioni, soprattutto alla luce del rincaro dell'energia.

Occhio all’inflazione e al vecchio parco inquinante

Le imprese affiliate all’ACEA chiedono in sostanza una revisione intermedia, solida e significativa, del regolamento sulla CO2. Ciò sarà essenziale, riporta la nota, per valutare se sono stati compiuti progressi sufficienti negli sviluppi del mercato, nella diffusione delle infrastrutture, nella disponibilità di materie prime e nell'accessibilità economica.

Quest’ultimo aspetto, in particolare, rischia di diventare un ostacolo più grande, con l’inflazione e il prezzo delle batterie in aumento per la prima volta in oltre un decennio. La politica deve quindi affrontare anche le emissioni della flotta esistente di veicoli su strada.

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A cura di: Fernando Mancini

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