Bonus tende: come funziona, come accedervi
Il sogno di acquistare una tenda perproteggersi dai raggi solari deve fare i conti con costi non propriamente trascurabili. Per fortuna è possibile accedere agli incentivi fiscali: vediamo come funzionano, come accedervi e a quali aspetti critici prestare attenzione.
Con l’arrivo della bella stagione, cresce la necessità – soprattutto per chi vive ai piani alti e non è schermato dagli alberi o da altri edifici – di proteggersi dai raggi solari. Le tende sono la risposta più adeguata, ma i costi non sono propriamente a buon mercato. Per fortuna è possibile accedere agli incentivi fiscali: vediamo come funzionano, come accedervi e a quali aspetti critici prestare attenzione.
I benefici fiscali
Il bonus tende da sole consiste in una detrazione fiscale del 50% su una spesa massima di 60mila euro per abitazione. Questo significa che un proprietario di più immobili può richiedere il bonus – senza che i massimali di spesa si sommino – per ciascuna casa posseduta. Una misura a maglie larghe consentita non solo per fornire ristoro dal caldo durante le ore passate in un ambiente chiuso, ma anche per limitare l’utilizzo dei condizionatori, con tutto ciò che ne derivi sia in termini di costi che di dipendenza dall’import energetico per il nostro Paese.
Per poter aver accesso alla detrazione il lavoro deve essere stato effettuato “su un edificio esistente, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso, e in regola con il pagamento di eventuali tributi”.
Per evitare raggiri, è stato disposto un massimale di spesa per tenda, a quota 230 euro per metro quadrato.
Tipologie di strutture
Gli impianti che possono beneficiare dell’incentivo sono di due tipi: le schermature solari (come veneziane, tende a rullo, tende da sole, esterne a bracci pieghevoli o rotanti); le chiusure oscuranti (persiane, avvolgibili, tapparelle) con certificazione Ce, che possono essere combinate con vetrate o autonome. Le tende da sole rientrano nella prima categoria e possono essere applicate sia all’interno, sia all’esterno o integrate alle superfici vetrate.
Deve trattarsi di installazioni stabili e con una regolazione dell’apertura, in modo da seguire le variazioni della luce solare nell’arco della giornata. Devono inoltre rispettare le norme in materia di sicurezza e assicurare la protezione delle superfici vetrate.
Fondamentale è anche l’orientamento delle strutture: devono essere orientate da est a ovest passando per sud. Sono dunque escluse nord, nord-est e nord-ovest.
Le spese extra
Oltre ai costi per il prodotto e il suo montaggio, nel beneficio fiscale rientrano anche le spese extra come quelle per lo smontaggio e dismissione dei vecchi sistemi di schermatura, nonché per l’assistenza professionale relativa alla documentazione tecnica necessaria.
Tra le misure oscuranti rientrano anche le zanzariere, a patto che presentino un valore del fattore di trasmissione solare totale collegato con la superficie vetrata protetta inferiore o uguale a 0,35. In caso contrario, non sono in grado di svolgere la funzione di oscurante che costituisce la ratio dell’incentivo.
Per ottenere la detrazione i pagamenti delle opere devono essere tracciabili: il contribuente deve infatti fornire le ricevute dei bonifici e dalle fatture relative alle spese sostenute.
L’opzione 110%
Nel caso in cui siano in corso lavori che rientrano nell’ambito del 110% (quelli cioè che consentono all’immobile un salto di almeno due classi energetiche), è possibile farvi rientrare il bonus tende, ottenendo quindi un beneficio più che doppio rispetto alla detrazione di base del 50%.
All’una come all’altra agevolazione si può avere accesso in due modi: scontando ogni anno il 5% del costo sostenuto in sede di dichiarazione Irpef, per un arco decennale che porta appunto lo sconto totale al 50%; cedendo il credito d’imposta a un soggetto terzo.
Per ottenere la detrazione occorre presentare la domanda sul sito dell’Enea entro 90 giorni dalla data della fine dei lavori o di collaudo.
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