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Dal Pos alle pensioni, al Superbonus. Ecco come cambia la manovra

Non siamo ancora al testo definitivo, ma la manovra di Bilancio 2023 comincia a prendere forma, con una serie di sorprese rispetto al testo originale, che andranno a impattare in maniera tutt'altro che marginale sui portafogli delle famiglie italiane.

Pubblicato il 21/12/2022
pos dito che pigia
Manovra di bilancio 2023

Da una parte la pressione comunitaria, dall’altra quella dei partiti che compongono la maggioranza. La manovra di Bilancio 2023 esce stravolta dalle due settimane di trattative, con il governo che ha cercato un punto di equilibrio tra le diverse esigenze manifestate.

Taglio del cuneo: cresce la platea

Tra le novità gradite dai lavoratori con redditi non elevati, sale da 20mila a 25mila euro il tetto del reddito per il taglio del cuneo fiscale nell’ordine dell’1%.

Punta a difendere l’occupazione, a fronte della recessione in attivo, la misura che alza da 6mila e 8mila euro la soglia massima per l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a favore di datori di lavoro che assumono dal 1° gennaio al 31 dicembre prossimi con contratto a tempo determinato i beneficiari del reddito di cittadinanza. Complice il fatto che la misura per i disoccupati nel 2023 verrà garantita per soli sette mesi su dodici relativamente ai soggetti occupabili, quelli cioè che non sono in condizione di impossibilità oggettiva di trovare lavoro. Per concludere è previsto l’aumento all’80% dell’indennità per il congedo parentale ai genitori in via alternativa.

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In cerca di equilibrio per le pensioni

Ai pensionati si rivolge invece l’ultimo ritocco relativo alla rivalutazione delle pensioni. Sale dall’80 all’85% del carovita per i percettori di assegni tra quattro e cinque volte il minimo (fino a circa 2mila/2.500 euro lordi), il che significa che quanti si trovano nella fascia più alta riceveranno 153 euro in più lorde al mese rispetto al 2021, mentre con lo schema in vigore fino a quest’anno avrebbero avuto diritto a 172 euro. All’opposto vengono tagliati gli adeguamenti per i percettori di assegni elevati: si passa dal 55 al 53% per quelle tra cinque a sei volte il minimo (2.500/3mila), dal 50 al 47% tra sei e otto volte il minimo, dal 40 al 37% da otto a 10 volte il minimo, infine dal 35 a 32% negli assegni oltre dieci volte il minimo (oltre 5milaeuro).

Quanto a “opzione donna”, viene confermata per il 2023 la possibilità dell’anticipo pensionistico con un’età di 60 anni, che può essere ridotta di un anno per ogni figlio e nel limite massimo di due anni, ma limitatamente a tre categorie specifiche di lavoratrici: caregiver, invalide almeno al 74%, infine licenziate o dipendenti da aziende con un tavolo di crisi.

Superbonus, ciambella di salvataggio

Come ipotizzato nei giorni scorsi, slitta al 31 dicembre prossimo il termine per la presentazione della Cilas (la comunicazione relativa all’inizio lavori) per ottenere il Superbonus 110%, prima che dal prossimo anno scatti la riduzione al 90%. In questo modo si offre una boccata d’ossigeno ai condomini che non sono riusciti a rispettare la scadenza del 24 novembre.

Dal prossimo 1° gennaio, dunque, andranno fatti degli accertamenti supplementari per tastare la reale convenienza ad accedere al Superbonus piuttosto che ad altri bonus legati ai lavori in casa, che sono meno generosi, ma anche caratterizzati da procedure più semplici. Ricordando che dal 2024 il Superbonus verrà ulteriormente ridotto al 70%.

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Pos, retromarcia decisa

Una delle bandiere della manovra 2023, relativa ai Pos, viene ammainata. Si torna dunque alla misura attuale, che prevede la sanzione di 30 euro per chi rifiuta il pagamento elettronico. La norma, che introduceva dal 1° gennaio prossimo una soglia di 60 euro sotto la quale non sarebbe scattata nessuna sanzione in caso di rifiuto dell'utilizzo del Pos da parte dell'esercente o del professionista, era avversata dall’Unione Europea, che segnalava come questa misura andasse a cozzare con il contrasto all’evasione, impegno preso solennemente dal governo Draghi.

Resta, invece, immutato il nuovo limite all’utilizzo dei contanti, che dall’inizio del prossimo anno passerà da 2mila a 5mila euro.

Casa, arriva lo sconto Irpef

Tra le conferme, dal nuovo anno verrà introdotta la detrazione del 50% dell’importo corrisposto per l’Iva per gli acquisti di case ad alta efficienza energetica (in classe A e B) effettuati entro il 31 dicembre 2023 direttamente dal costruttore. Una misura che promette di sostenere il mercato immobiliare, favorendo in particolare la transizione in chiave sostenibile del settore.

Infine, è stato deciso lo stralcio delle cartelle esattoriali e la definizione delle liti pendenti: viene concesso più tempo per estendere lo stralcio anche alle multe, lasciando comunque l'ultima parola ai sindaci.

A cura di: Luigi dell'Olio

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