Prestito e cessione del quinto a confronto, ecco cosa scegliere
Oggi più del solito, la ricerca del risparmio è fondamentale per salvaguardare le finanze familiari. La cessione del quinto, pertanto, è un'alternativa da considerare con grande attenzione rispetto ai prestiti personali. Ecco chi può accedervi e con quali condizioni.
Per chi ha la possibilità di accedervi, la cessione del quinto è sensibilmente più conveniente rispetto al prestito personale. È la conclusione alla quale si arriva mettendo a confronto i tassi applicati dal mercato relativamente ai due strumenti. Questo in termini generali, dato che poi le situazioni possono essere anche molto diverse l’una dalle altre.
Risparmio da uno a due punti e mezzo percentuali
Cerchiamo di capirne di più partendo dai numeri. L’ultimo Osservatorio mensile sui Finanziamenti di Segugio.it evidenzia che nel secondo trimestre del 2024 il migliore prestito personale si è attestato al 7,19%, contro il 6,21% che ha caratterizzato la cessione del quinto per i dipendenti privati, il 5,82% per i pensionati e il 4,67% per i dipendenti pubblici. Le condizioni cambiano in base al rischio dei vari profili, ma in generale la cessione del quinto si rivela ben più conveniente rispetto ai prestiti personali.
Tuttavia le valutazioni non possono limitarsi a questo parametro. Un punto in comune è dato dal fatto che entrambe le forme di finanziamento non sono finalizzate all’acquisto di uno specifico bene. Nel caso dei prestiti personali, però, è il richiedente a scegliere la somma, con la banca che successivamente fa una valutazione sulla base del reddito percepito. La cifra può essere rimborsata con addebito diretto sul conto o versamento del titolare. Termini più rigidi sono previsti nella cessione del quinto che, come da nome dell’istituto, non può superare il 20% dello stipendio o della pensione netti.
In merito alle garanzie, nel caso di un prestito la banca può richiedere la firma di un garante o coobbligato che garantiscano il buon esito del rimborso prestito. Non è richiesta una assicurazione rischio vita/rischio impiego. Mentre nella cessione del quinto è il datore di lavoro o l’ente pensionistico a garantire il rimborso del prestito con trattenute dirette della rata dallo stipendio/pensione ed è prevista la stipula di una assicurazione a garanzia ulteriore del rimborso.
In merito all’ammontare e alla durata, i criteri sono meno flessibili nel prestito, che in genere non supera i sette-otto anni contro i dieci della cessione. In merito ai documenti, la richiesta di prestito va accompagnata da documenti di identità e reddito, nella cessione del quinto occorre anche il benestare da parte dell’azienda, che si rende disponibile a farsi carico del rimborso delle rate, oltre al certificato di stipendio o pensione.
Sale la liquidità, ristrutturazioni in caduta libera
Tornando all’Osservatorio mensile di Segugio.it, nel secondo trimestre si è rafforzata ulteriormente la leadership della liquidità tra le finalità di richiesta dei prestiti (31,2% dei finanziamenti totali). Evidentemente un numero crescente di italiani vuole tenersi le mani libere in merito all’impiego del denaro ricevuto.
All’opposto perdono quota le ristrutturazioni, che si fermano al 9,6% delle richieste (erano al 14,2% nel quarto trimestre del 2023), una tendenza che può essere letta alla luce della stretta progressiva sul Superbonus, che si avvia ormai verso la definitiva uscita di scena.
Al secondo posto tra le finalità ci sono sempre le auto usate (poco più di una domanda su sei), davanti al consolidamento, mentre la bella stagione spinge le richieste di finanziamenti per hobby e vacanze (4,2%).
Se invece si guarda agli importi, quelli più elevati sono legati alla finalità del consolidamento. Seguono l’auto nuova o km zero e la ristrutturazione immobiliare.
Un elemento curioso che emerge dall’Osservatorio è relativo all’importo medio dei prestiti richiesti: nel secondo trimestre si ferma a 10.700 euro, ben mille in meno del primo trimestre. Non solo: erano oltre tre anni che non si scendeva sotto 11 mila euro e sarà interessante capire con la prossima rilevazione se si è trattato di un fatto episodico (sicuramente ha inciso quanto detto a proposito del Superbonus, ma non si può dire oggi in che misura) o di una tendenza destinata a rafforzarsi nel medio periodo.
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