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Cos'è e come viene calcolato il TAEG

Il TAEG è un'indice armonizzato che, su base annua, esprime in percentuale l'insieme dei costi da sostenere per il richiedente finanziamento. Per leggere deve essere sempre indicato chiaramente su ogni offerta, in modo da permettere al cliente di visualizzare subito l'ammontare complessivo.

mano con pennarello disegna una percentuale
Cos'è il TAEG di un prestito?

Quando ci approcciamo al panorama delle offerte finanziarie sul mercato troviamo una serie di sigle di scarsa comprensibilità che compaiono in tutte le proposte di prestito. Le più comuni sono rappresentate dal TAN e dal TAEG, gli indicatori sintetici di costo, cioè quei valori espressi in percentuale che ci possono fornire l’immediata percezione del costo di un’operazione finanziaria.

Cos'è e come viene calcolato il TAEG di un prestito?

L’esigenza di portare il consumatore a un approccio consapevole nei confronti dei prestiti e armonizzare la legislazione degli Stati Membri UE, nasce nel sistema finanziario comunitario nei tardi anni 80. Questa necessità ha portato all’introduzione dell’obbligo relativo all’utilizzo dell’indicatore TAEG, o Tasso Annuo Effettivo Globale, nel 2003 nel nostro sistema finanziario, in osservanza di una direttiva UE che introduce sul territorio Europeo la formula per il suo calcolo, con l’obbligo di tutti gli stati membri di uniformarsi ad essa.

Il TAEG è infatti un indice armonizzato, ovvero trova identica modalità di applicazione in tutto il territorio dell’Unione Europea, attraverso la determinazione di una serie di parametri che vanno a costituirne la sua composizione. Nel TAEG, infatti, oltre che il costo del danaro, rappresentato dal tasso di interesse praticato dalla banca o finanziaria che propone il prestito, devono essere ricomprese tutte le voci di spese che concorrono nel determinare la cifra totale da rimborsare, che il consumatore dovrà rendere alla fine del periodo di ammortamento del finanziamento.

Nello specifico per il calcolo del TAEG si dovranno comprendere le seguenti voci:

  • Tasso Annuo Nominale o TAN;
  • Spese di istruttoria della pratica;
  • Spese per l’incasso rata;
  • Spese per comunicazioni periodiche;
  • Bolli;
  • Imposte.

Qualora siano presenti delle spese legate all’apertura di un conto corrente connesso all’operazione, se obbligatorio, devono essere incluse nel calcolo del TAEG.

Le spese assicurative rientrano nel TAEG?

Una particolarità riguarda le spese assicurative che possono essere previste sia obbligatoriamente che facoltativamente su richiesta del consumatore. Rientrano nella prima ipotesi i prestiti contro cessione del quinto, dove la presenza della copertura assicurativa è obbligatoria per legge; in questo caso il costo viene imputato nel TAEG facendone parte integrante, per cui ad un preventivo di cessione non si dovrà aggiungere il costo della polizza essendo già calcolato e ricompreso nel TAEG (per dovere di cronaca l’attuale tendenza pro-consumatore lo inserisce già all’interno del TAN, che altro non è che la prima voce che va a costituire il TAEG).

Nell’ipotesi invece di un’assicurazione facoltativa, per esempio una copertura per perdita impiego in un prestito personale, il costo verrà escluso dal TAEG, ma dovrà essere sempre specificato a parte, per dare comunque al consumatore l’indicazione della maggiore spesa che troverà spalmata su ogni singola rata.

Quando mi viene fornito il TAEG?

La Banca d’Italia è l’autorità garante del sistema finanziario in Italia e si occupa di sorvegliare sulla corretta applicazione delle normative a tutela del consumatore, con particolare riferimento alla trasparenza e alla disciplina dell’usura. Essa definisce il TAEG come lo strumento principale di trasparenza nei contratti di credito al consumo, grazie al quale il consumatore può apprezzare istantaneamente il costo totale del credito a suo carico, comprensivo degli interessi e di tutti gli altri costi da sostenere per poterlo utilizzare.

Bankitalia controlla che tutti gli Intermediari finanziari riportino obbligatoriamente l’indicatore TAEG in forma di percentuale sul credito concesso, su base annua e che esso debba inoltre comparire sui messaggi pubblicitari, nelle offerte al pubblico, oltre che, ovviamente, nei contratti di finanziamento. Si tratta dunque di un’indicazione onnipresente in qualsiasi forma di proposta e offerta di prodotti finanziari, in quanto è il temine di paragone con il tasso soglia per verificare la conformità della proposta alla normativa anti usura.

A cura di: Carlo Unali

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