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Coronavirus, come valutare se accedere ad un prestito in questo periodo

Chi si trova in un momento di carenza di liquidità può pensare di chiedere un prestito, valutando con attenzione l'impegno che si sobbarca, anche in relazione alla difficile situazione economica. Chi ha una busta paga o è titolare di pensione può optare per la cessione del quinto. 

Pubblicato il 09/04/2020

Aggiornato il 13/10/2020

La pandemia ha inferto un duro colpo all'economia italiana, che si avvia a chiudere l'anno con una contrazione del Pil del 9%. Da marzo in poi, il Governo è intervenuto a più riprese per sostenere l'economia nella fase di stop delle attività produttive e nella fase successiva. E al momento sono ancora attive numerose misure per aiutare i singoli e le aziende ad affrontare le conseguenze della crisi e per garantire liquidità a imprese e famiglie.  Ma nel caso in cui non si abbia accesso alle misure statali di sostegno, o nel caso in cui queste non siano sufficienti, ci si chiede se sia il caso, in questo momento così particolare e complicato, di chiedere un prestito per far fronte alle difficoltà o a situazioni di carenza di liquidità.

Per le imprese in difficoltà la risposta è già arrivata dal governo: le aziende di ogni settore e di ogni dimensione possono contare sulla garanzia statale per avere un più facile accesso al credito. A condizioni convenienti, visto che le misure espansive della Bce hanno consentito una ulteriore discesa dei tassi applicati sui finanziamenti. Discorso a parte per i privati, per i quali le misure a favore della liquidità si limitano alla possibilità di chiedere la sospensione delle rate del mutuo fino a 18 mesi in caso di difficoltà; ma se da una parte possono certo approfittare del momento favorevole in termini di costo del denaro, dall'altro non esistono misure specifiche che favoriscano l'accesso al credito.

Cosa valutare prima di chiedere un prestito

Il primo aspetto da considerare prima di chiedere un prestito - come è giusto fare sempre, ma in particolare in una fase come quella attuale, in cui l'economia è fortemente sotto pressione e molte imprese rischiano di chiudere i battenti per sempre - è valutare la necessità di ricorrere a un prestito e la sostenibilità dell'impegno finanziario che si sta assumendo.

Un'ulteriore considerazione va fatta sullo scopo del finanziamento: anche se al momento dal governo fanno sapere che non si prospetta nessun lockdown generale come quello predisposto nella fase acuta della pandemia, l'impennata dei casi di contagio in Italia potrebbe portare a chiusure circoscritte e all'introduzione di limiti su specifiche attività o sugli spostamenti, per cui alcune formule di prestito finalizzato (per esempio per chi voglia comprarsi una moto con l'idea di un imminente viaggio on the road, o per ristrutturare una casa di vacanza) potrebbero rivelarsi poco opportune finché non ci sarà maggiore chiarezza sulla situazione.

In effetti, secondo i dati dell'Abi in questo periodo i più richiesti sono proprio i prestiti non finalizzati,  richiesti per far fronte ad un bisogno di liquidità o in risposta a eventuali difficoltà che derivano proprio dalla crisi innescata dalla pandemia: per esempio, se un familiare è rimasto senza reddito e il bilancio familiare ne ha risentito, e si rende necessario ricorrere al credito per adempiere alle necessità quotidiane.

Un prestito personale è per esempio un prodotto con un'istruttoria più semplice e tempi molto più brevi, che si può ottenere facilmente anche nel caso in cui si verifichino delle condizioni di lockdown circoscritto o di limitazione dell'accesso a determinate attività non essenziali, perché banche e finanziarie si sono attrezzate per gestire le domande da remoto – via telefono o online -, valutare il merito di credito tramite le banche dati, richiedere la documentazione via email e far sottoscrivere i prodotti con firma digitale.

L'opzione della cessione del quinto

Chi ha un lavoro regolare o è pensionato può valutare inoltre la possibilità di richiedere un finanziamento con cessione del quinto. Si tratta di una formula di prestito non finalizzato a tasso fisso, per il rimborso del quale l'istituto finanziario preleverà la rata direttamente dalla busta paga o dall'assegno pensionistico, entro la misura massima di un quinto (20%) dello stipendio o della pensione.

Si tratta di un tipo di prestito più facile da ottenere, perché è più sicuro per la banca o per la finanziaria, da una parte perché l'importo viene trattenuto direttamente dall'assegno del lavoratore o del pensionato, e, dall'altra, prevede l'obbligo di sottoscrizione di una polizza che garantisce il rimborso anche in caso di morte o di perdita del lavoro. Per gli stessi motivi, possono accedere a questo tipo di prestito anche clienti con una storia creditizia non immacolata, che magari avrebbero difficoltà a ottenere un altro tipo di prestito.
Per contro, un finanziamento con cessione del quinto è mediamente più caro rispetto a un prestito personale.

A cura di: Gaia Giorgio Fedi

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